
Presenta

Disponibile sul sito gtmusic.it e in digital download sulle principali piattaforme
Alone, I cannot be —
For Hosts — do visit me—
Recordless Company—
Who baffle Key —
They have no Robes, nor Names—
No Almanacs—nor Climes—
But general Homes
Like Gnomes—
Their Coming, may be known
By Couriers within—
Their going—is not—
For they’ve never gone—
(Emily Dickinson, Alone, I cannot be—)
Il disco
Un magico incontro a distanza di secoli tra le parole semplici e toccanti di Emily Dickinson e la musica di Angela Kinczly. Undici brani inediti composti a partire dalle liriche in lingua originale della poetessa americana, un disco nel quale la cantautrice coniuga la propria passione per la lingua e la letteratura anglo-americana con il songwriting.
L’idea creativa
Il quinto lavoro in studio di Angela Kinczly è il risultato di un percorso di scrittura cominciato anni fa e realizzato a fine 2018 con la produzione artistica di Stefano Castagna. Le prime canzoni furono scritte per un reading teatrale dedicato alla Dickinson, occasione nella quale la Kinczly colse subito la musicalità intrinseca nella produzione della poetessa. La fluidità ritmica rilevata ai tempi si conferma a distanza di anni e si ripresenta con forza una calda mattina di luglio 2018. L’idea a lungo contemplata di farne un disco comincia a concretizzarsi. Chitarra in mano, poesie sul tavolo, carta e penna ed ecco che i brani prendono forma uno dietro l’altro attraverso un’esperienza creativa nella quale l’autrice si è fatta trasportare senza limiti né sforzo: da ogni poesia è nato un canto, dalle parole scaturivano melodie e armonie, come suggerite. Questo disco sgorga da un silenzioso raccoglimento. Fissa il processo creativo che nasce dal cogliere un impulso, seguire un’intuizione, un’energia, senza giudizio, seguirne la sua evoluzione senza direzione ostinata né contraria. Sono le corrispondenze dei sensi, la qualità evocativa delle parole: l’imperfezione che, accolta, diviene punto di forza. I titoli delle canzoni sono stati scelti liberamente e non sempre coincidono con il primo verso del componimento poetico. In alcune canzoni qualche verso è stato omesso o ripetuto nel ritornello. L’unica canzone nella quale la compositrice ha aggiunto una parola inedita è divenuta poi la title track del disco: Silent. In questa canzone, una strofa proveniente da un’altra poesia è stata inserita nel break. In studio, è stata poi composta in maniera estemporanea e registrata anche What Inn is This che, pur essendo a sua volta un incastro tra due componimenti brevi, completa il testo di Silent.
Note dell’autrice
S I L E N T è una indiretta celebrazione delle poesie di Emily Dickinson: le ho prese, le ho fatte mie, dimentica, per il tempo utile, della sacralità che ogni grande autore della storia della letteratura emana attraverso la sua opera, la quale rivive nei secoli dei secoli. Ogni sua lirica è un invito al canto. La Dickinson canta della natura e del suo potere evocativo sull’anima dell’uomo, con parole semplici e toccanti. Non c’è stato un intento monografico programmatico, una selezione motivata delle poesie, sono tutte buone, io le ho seguite che già cantavano da sole, sono stata complice. La ricerca del silenzio che porta a fare pace, a lasciare andare, a fare spazio, così sgorga questo disco, dal silenzio. Il silenzio è color blu notte, tutto comprende, in potenza, e brulica di possibilità. La volontà di passare all’azione e intraprendere una nuova impresa discografica è stata piuttosto fulminea, stufa di trovare in giro sulla mia scrivania appunti etichettati come “Progetto ED” che passavano irrisolti da un taccuino all’altro. In questi appunti immaginavo come avrei registrato questo disco, come mi sarebbe piaciuto lavorarci e con chi. Sognavo uno studio mobile in una casetta di legno nelle praterie americane! Sognare, si sa, non costa niente e fa bene, nel mio caso ha catalizzato l’azione. Così tornando sul pianeta Terra ho mandato a Stefano i provini registrati quella stessa estate 2018 durante un live a Verona, occasione durante la quale ho portato per intero il disco nella sua prima stesura. Riascoltare i propri live è una cosa di cui si farebbe spesso volentieri a meno, rimasi quindi molto piacevolmente stupita nel riascoltare questo mio concerto, soprattutto per la qualità delle emozioni che mi giungevano. Non sapevo che reazione aspettarmi da Stefano, ci conosciamo dai tempi di Phoenix e de La Visita, dopodiché le nostre strade si erano un po’ separate, in parte anche per la delusione scaturita da un grande impegno che non abbiamo sentito adeguatamente riconosciuto. Ebbene, con mia grande gioia, da lui ho avuto subito un riscontro positivo, e in brevissimo tempo mi sono ritrovata nel luogo che a lungo avevo frequentato tempo prima, un po’ come se non me ne fossi mai andata. La preoccupazione preliminare reciproca che il passato potesse pesare su questa nuova collaborazione è presto sfumata: io ero cresciuta, lui era già cresciuto da un po’! Sentivo una determinazione e un senso di appartenenza fortissimi nei confronti di queste canzoni, cosa che in passato talvolta mi è mancata e che ha reso possibile affidarle ad altri, senza la paura di perderle e di perdermi. Al contrario, col desiderio di esplorare i confini di queste canzoni. La prima fase della registrazione in studio è stata proprio un viaggio esplorativo, in partenza l’unica certezza era quella di prendersi estrema cura delle canzoni nella loro nudità, chitarra e voce, e fare dell’interpretazione fluida e senza sforzo, con leggerezza e presenza al tempo stesso, il punto di forza del disco. Come in ogni avventura che sia degna di questo nome, la produzione ha seguito poi tracciati che all’inizio del percorso non erano stati già decisi, bensì sentieri collaterali non praticati ma invitanti, sempre in ascolto e con la consapevolezza del qui e ora. Arrendersi a se stessi è una grande conquista.
Keywords
Il processo creativo del disco si racchiude per Angela Kinczly in queste parole chiave: freschezza, spessore, emozione, sapienza (sapere qualcosa e sapere di qualcosa), essenzialità, sussurrato, in-seguire la naturalezza, onirico, visionario, reclusione, legno, profumo, incenso, oro, spezie, fantasmi, bellezza, poesia, amore, senza intermediazione, fiori, strade sterrate, alberi, timbri, brulicare, pulsante, rugiada, canto degli uccelli, lato oscuro, yin/yang, corrispondenze, qualità evocativa, imperfezione, inestesia, ancestrale.
Biografia
Angela Kinczly, all’anagrafe Scalvini, ha origini ungheresi. Inizia a studiare musica da bambina e si diploma in chitarra classica al conservatorio della sua città, Brescia. Segue poi corsi di perfezionamento di chitarra, canto moderno e improvvisazione nella continua ricerca di un percorso musicale unico e autentico che possa andare oltre il puro cantautorato. Nel 2007 il primo album etichettato come elettrofolk. Fonda il trio folk “Freaky Mermaids”. Nel 2008 Robert Kirby sceglie un brano di Angela per un arrangiamento orchestrale in una serata omaggio a Nick Drake. Nel 2009 l’incontro con Stefano Castagna segna per Angela una nuova fase creativa: l’anno successivo esce Phoenix con cinque canzoni inedite, cantate in italiano e arricchite da nuove collaborazioni strumentali. Nel 2010 partecipa insieme a Max Gazzè al tributo al concept album dei Genesis “The Lamb Lies Down on Broadway” tenutosi a Firenze. Collabora con Aucan, insieme ai quali scrive e interpreta “Blurred”. Nel 2013 pubblica “La visita” sempre sotto la produzione di Stefano Castagna. Nel 2014 presta la propria voce al singolo “Vertigo” dei bresciani Pink Holy Days. Dopo un periodo di silenzio di circa tre anni torna sulle scene con un nuovo ep dal titolo “Tense Disorder” (Neurosen/SRI Prod’s, 2016), la cui produzione artistica è stata curata da Francesco D’Abbraccio degli Aucan (tracce 1-3) e da La Tarma (traccia 4). “S I L E N T” (Ritmo&Blu, 2019) è il suo quinto lavoro in studio.
Discografia
“S I L E N T” (Ritmo&Blu, 2019)
“Tense Disorder” (Neurosen/SRI Prod’s, 2016)
“La visita” (Qui Base Luna, 2013)
“Phoenix” (Segesto Invenzioni, 2010)
“The Legendary Indian Aquarium and Other Stories” (Kandinsky Records, 2007)
Tracce del disco
A SOMETHING IN A SUMMER’S DAY
Electric Guitar & Voice: Angela Kinczly, Bass Giacomo Papetti, Drums Filippo Sala, Samples: Stefano Castagna
ALONE
Classical Guitar & Voice, Bagpipes recorded in the streets of Edinburgh January 2019 Angela Kinczly, Tablet Stefano Castagna
NORTH AMERICA
Classical Guitar & Voice: Angela Kinczly, Synth Moog Riccardo Barba
TO THE ECSTASY
Electric Guitar & Voice: Angela Kinczly, Bass Giacomo Papetti, Drums Filippo Sala, Korg Monotron Stefano Castagna
THE PROUDEST TREES
Electric Guitar & Voice Angela: Kinczly, Bass Giacomo Papetti, Drums Filippo Sala, Korg Monotron Stefano Castagna
HAPPY AIR
Classical Guitar & Voice Angela: Kinczly, ArpaTom & Samples Stefano Castagna
IF TRUE
Classical Guitar & Voice: Angela Kinczly, Synth Moog Riccardo Barba
BETWEEN MY FINITE EYES
Electric Guitar, Piano & Voice: Angela Kinczly, Doublebass Giacomo Papetti, Drums Filippo Sala, Organ Philicorda Riccardo Barba
SILENT
Classical Guitar & Voice: Angela Kinczly, Piano Riccardo Barba, Korg Monotron Stefano Castagna MYSTIC GREEN
Electric Guitar & Voice: Angela Kinczly, Piano Riccardo Barba, Synth Programming Stefano Castagna WHAT INN IS THIS
Harmonium, Clarinet & Voice Angela Kinczly
Scheda
Titolo: S I L E N T
Musica e voce: Angela Kinczly
Testi tratti dalle poesie di: Emily Dickinson
Produzione: Stefano Castagna e Angela Kinczly (Ritmo&Blu Edizioni Musicali 2019) Distribuzione fisica: GT Music
Mastering Eleven Mastering by: Andrea Bernie De Bernardi
Foto: Paolo Fassoli