Morgan ha accettato la candidatura a sindaco di Milano avanzata ieri da Vittorio Sbarbi per la sua lista Rinascimento. Lo ha fatto oggi non ufficialmente, ma parlando in collegamento con la trasmissione di Rai Radio 1 Un giorno da pecora condotta da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. «Accetto perché mi piacciono le sfide e perché mi piace intervenire su una città che amo», ha detto il musicista. «Se la cosa si concretizzerà esporrò la mia visione», ha detto prima di fare i nomi degli «uomini intelligenti» che vorrebbe in giunta: «Il professor Alberoni, che è una grande risorsa culturalmente parlando, e Eugenio Finardi, un’altra figura importante». Il cantante è «di formazione liberataria, né di destra né di sinistra», ma si definisce comunque «più di sinistra che di destra». Non vota perché non si riconosce «in questo stile di democrazia finta» e dice che «Salvini non mi dispiace, ha dei tratti positivi, vedo più le persone, oggi come oggi non si può credere in un partito come quando c’erano Berlinguer e Almirante». Il suo programma? Morgan abbozza qualche idea. Sicuramente «eviterei di distruggere gli apparti della cultura». Vorrebbe ripristinare i Navigli e gli piacerebbe «una città più bucolica». Dice che «sa comprendere le necessità e i bisogni altrui». Ha anche uno slogan elettorale: «Vota Morgan, ribellirai, ribelliremo» che significa «diventare di nuovo belli nella ribellione». Infine, interpellato sulla possibilità di dare un posto di assessore a Bugo, il cantante dice scherzosamente che il cantante di Sincero «farebbe un Bugo nell’acqua».
