INTERVISTA ESCLUSIVA AI DEATH MANTRA FOR LAZARUS

Nati nel 2009 a Pescara, i componenti arrivano da precedenti esperienze come Santo Niente, Milf e Zippo. Nel 2010 esce “MU”, disco d’esordio, che vede la collaborazione di Umberto Palazzo, leader dei Santo Niente, che presta la sua voce per uno dei brani . Death Mantra for Lazarus producono successivamente il singolo, “Beatrice” che vede la collaborazione di Millo, street artist di fama mondiale, per la realizzazione del videoclip. La band rimane in uno stato di fermo per diversi anni fino al 2019 quando i quattro amici decidono di riunirsi e mettersi a scrivere di nuovo. L’incontro risulta prolifico ma una pandemia mondiale si erge all’orizzonte. Utilizzando le moderne tecnologie e internet la stesura del disco continua a distanza, fino a quando si incontrano in sala prove per ultimare i lavori e dare vita al loro ultimo album Dmfl.

RINGRAZIAMO I DEATH MANTRA FOR LAZARUS PER AVERCI CONCESSO QUEST’INTERVISTA

1) Com’è nato il nome della vostra band? Potreste raccontarci anche un po’ la storia della vostra band?

Il nome Death Mantra For Lazarus nasce per racchiudere il senso artistico della nostra musica, psichedelica ed infinita come un mantra, carica di speranze e allo stesso tempo insidiosa. E’ un progetto nato nel lontano 2008 ed in principio si sviluppò come un side project in quanto ognuno di noi suonava in altre band quali Santo Niente, Zippo, MILF, Oslo Tapes. Una volta realizzato il primo album (MU 2010 ) e finita l’attività live che ne è conseguita abbiamo ripreso i nostri percorsi artistici principali . Dopo circa 12 anni abbiamo sentito il bisogno di comunicare i sentimenti e le esperienze passate in tutto quel lasso di tempo e soprattutto di riaffrontare il progetto come unico impegno musicale.

2) C’è stato qualche episodio particolare che vi ha fatto sentire il bisogno di scrivere le vostre canzoni? Qual è stato il vostro percorso formativo e che cosa vi ha influenzato di più?.

Siamo influenzati da tutto ciò che ci circonda ma sicuramente la situazione legata alla pandemia è stata molto impattante per la composizione del secondo album DMFL. Abbiamo iniziato a buttar giù le prime  idee rinchiusi dentro casa nei primi mesi del 2020 ed abbiamo finito la registrazioni circa 2 anni dopo. Per quanto riguarda il percorso formativo abbiamo un range di ascolti davvero vasto. Ognuno di noi è stato influenzato da diversi percorsi artistici ma il risultato finale riversato nei Death Mantra for Lazarus potrebbe avvicinarsi a band come Explosions in the Sky, Mogway , Radiohead, Slint ecc ….. un mix di Post Rock, Shoegaze e prog.

3) Come avete affrontando il precedente stato d’emergenza da virus SARS-CoV-2 e cosa provate per l’attuale abbattimento delle restrizioni?

Ognuno l’ha affrontato secondo ciò che credeva più opportuno, la cosa più importante è che l’emergenza ci ha dato il tempo di comporre e scrivere nuova musica.

4) Cosa significano per voi improvvisazione e composizione? E quali sono per voi i loro rispettivi meriti?

Il primo disco è stato composto partendo da alcune jam registrate in sala prove, poi da li si costruiva il brano. Ora procediamo in modo molto diverso, credo che per improvvisare bene e in maniera fruttuosa c’è bisogno di molto più tempo di quello che abbiamo a disposizione ultimamente

5) Che attrezzatura o software usate per comporre la vostra musica?

Questo ultimo disco come già detto è stato composto a distanza, quindi abbiamo sicuramente utilizzato software di registrazione e editing audio, plugin vari e app di messaggistica per mandarci i vari riff e spezzoni di brano. A parte questo, la composizione avviene sempre in un modo naturale, ognuno con il suo strumento.

6) Oggi forse più di ieri c’è una contaminazione dei generi. Pensate che la musica si sia aperta al mondo?

Be sì, e mi sembra sia avvenuto già da parecchio ormai, parlare di generi mi sembra sempre più riduttivo.

7) Come giudicate l’uso della tecnologia e dei social media al servizio della musica?

Come ogni cosa nel mondo, ha i suoi lati positivi e i suoi lati negativi, ma per entrare bene nel merito ci sarebbe bisogno di un’intervista a parte.

8) Cosa ne pensate della Loudness War e dell’intensivo utilizzo della compressione dinamica utilizzata nelle tracce audio contemporanee?

Personalmente (Tonino) preferisco quando nella musica si sente la dinamica, mi piace capire se il musicista sta sfiorando o colpendo con forza una corda o una pelle, la loudness war è un qualcosa che va a discapito di chi la fa, e alla lunga della qualità della musica che esce fuori.

9) Che consigli dareste ai nuovi artisti che desidererebbero emergere?

Di credere nei propri mezzi, cercare di essere al passo con i tempi che corrono e di investire nella giusta direzione.

10) Gli artisti spesso vivono immersi nelle emozioni del presente. Il futuro vi spaventa? Quali sono i vostri progetti per il futuro?

In realtà credo che gli artisti vivano nelle emozioni del passato trasformandole in lavori concreti futuri . Sicuramente oggi le cose cambiano molto velocemente e non sempre è facile restare sul pezzo ma se c’è un messaggio, qualcosa da dire bisogna credere nei propri progetti e portarli avanti. A Novembre è  uscito il nostro secondo video ufficiale LAIKA COLD! LAIKA COLD! ed abbiamo iniziato a girare l’ Italia per alcuni live promozionali.