L’album “Sottosuolo” di Tommaso Buldini And The Decadence Club, uscito oggi in data 29 novembre 2024, per Ruvido Records, si presenta come un’opera inedita e audace, capace di fondere influenze Dark Wave ed Electro in una narrazione sonora e visiva di forte impatto emotivo. Questo primo LP, che segue l’EP “Linea di pensiero”, dichiara apertamente la volontà del progetto di annoverarsi tra le voci più interessanti della scena musicale contemporanea. Il disco si compone di dieci tracce, corredate da un’immaginario visivo unico e intensamente evocativo, creato ad hoc da Buldini stesso. Ogni brano è un incentivo ad addentrarsi in ogni angolo oscuro dell’esistenza umana, portando l’ascoltatore a riflettere su tematiche complesse e disturbanti. L’oscurità dei testi, che affrontano argomenti quali la depressione, il rimorso, l’incesto e la disumanizzazione, è bilanciata da un approccio artistico che abbraccia la metafora e l’ironia, rendendo la fruizione di quest’opera un’esperienza totalizzante e altamente intrigante. La title track, “Sottosuolo”, si impone immediatamente come un manifesto della poetica del gruppo: un ritratto musicale del declino inarrestabile di un individuo avvolto dal rimorso, capace di risuonare profondamente anche nel cuore di chi l’ascolta. A tal proposito, la scelta di un sound che si nutre di sintetizzatori e drum machine arricchisce l’ambientazione sonora, conferendo al brano un’aura inquieta e ipnotica. Ognuna delle dieci tracce trae forza dalla peculiare visione di Buldini, che non teme di esplorare i lati più inquietanti dell’animo umano. “Donnauomo” affronta il tema degli abusi in modo diretto, creando un’esperienza sonora che è al contempo provocatoria e necessaria. “Linea di pensiero”, frutto della collaborazione con Lias Saoudi dei Fat White Family, emerge come un pezzo di grande impatto, in grado di far vibrare le corde più intense dell’uditorio. In un percorso sonoro che si snoda da ritmi oscuri a melodie eteree, brani come “Ballo” e “Divano nuovo” esplorano la distanza emotiva e il conseguente senso di annichilimento che può derivare da esperienze traumatiche. La drammaticità di “Il diavolo nell’armadio”, carica di simbolismo, riflette il complesso rapporto dell’artista con l’esoterismo, mentre “La preghiera delle api” si erge a manifesto del gruppo, testimoniando la sua necessità di riabilitare l’empatia nell’era della disumanizzazione. La magnificenza di “Sottosuolo”, risiede nella capacità di Buldini e dei suoi collaboratori di catturare l’ascoltatore, trasportandolo in una dimensione dove la musica diventa veicolo di percezioni e sensazioni complete, producendo allo stesso tempo intense ed importanti scariche di risonanze emotive agli ascoltatori. L’album si rivela così non solo un prodotto musicale, ma un’opera d’arte completa, in grado di affascinare e far riflettere su temi di innegabile rilevanza. In conclusione, “Sottosuolo” si erge come un testamento della creatività e della visione artistica di Tommaso Buldini And The Decadence Club, arricchendo il panorama musicale contemporaneo con una proposta: di valore, incisiva, introspettiva e di rara complessità. Un ascolto che si traduce in un’esperienza di bellezza e profondità, dove ogni nota dialoga con la parola e con l’immagine.


