INTERVISTA ESCLUSIVA ALLA BAND RED LLAMA

I Red LLama nascono a Pordenone nel 2013 da un’idea del cantante chitarrista Tommie Odorico. Dopo svariati cambi di formazione la band si conferma come power trio con Tommie Odorico alla chitarra/voce/synth, Nicolò Sanson al basso e Renzo Bottan alla batteria. Nel 2016, dopo numerosi live, la band pubblica il primo disco: Memory Leaks. Nel 2019 Sandro Del Puppo sostituisce Renzo alla batteria. Il genere che propone la band è un mix di Punk Rock/Grunge di stampo americano unito alla New Wave anni 80. “A Kind Of Die And Go” è il nuovo singolo della band pordenonese RED LLAMA, che anticipa il nuovo album “Discount Wave Pt1”, disponibile dal 8 novembre 2024, su tutte le piattaforme digitali, distribuito e promosso da (R)esisto.

RINGRAZIAMO LA BAND PER AVERCI CONCESSO QUEST’INTERVISTA

1) Com’è nato il nome della band? Potete raccontarci un po’ di voi?

Il nome della band nasce dal rispetto e dall’ammirazione che proviamo per il llama, un simpatico animale docile e non violento ma che se infastidito non esita a sputare. Ci sentiamo in linea con la sua filosofia di vita e con i suoi modi.

2) Qual è stata l’ispirazione principale per il vostro nuovo album “Discount Wave Pt1”?

La stesura dei pezzi del nostro nuovo album comincia durante la pandemia mondiale di COVID, periodo difficile per tutti, in particolare per gli artisti come noi che necessitano di una connessione diretta col pubblico attraverso i live per esprimersi in pieno. La frustrazione artistica data dalla reclusione imposta è stata sicuramente una delle ispirazioni principali durante il processo di songwriting.

3) Come descrivereste il processo creativo che ha portato alla composizione di questo disco?

Solitamente è Tommie che si occupa di scrivere i pezzi e le linee vocali, poi in sala prove ogni membro della band modifica e personalizza le sue parti finché ci sembra che il pezzo sia in linea con quello che volevamo fare. Però non è sempre così, a volte capita di fare un pezzo dal nulla in sala prove semplicemente improvvisando insieme qualche idea. Questo è il caso di Adriatica Night, ad esempio, nata in 5 minuti mentre improvvisavamo in sala prove.

4) Quali temi ricorrenti esplorate nei vostri brani e perché sono significativi per voi?

Di solito i nostri brani parlano di episodi o storie vissute. Sia dai membri della band che dalle persone a noi vicine. Siamo artisticamente attratti dalle difficoltà che affronta l’essere umano in generale e in particolare per questo disco, abbiamo affrontato il tema della frustrazione dei musicisti, del continuo disagio che permea le loro vite. Se ne parla sempre troppo poco. Live senza pubblico, pezzi che nessuno ascolta, accordi discografici che non portano mai a niente. Zero considerazione, zero interesse, zero riscontro. Ed in qualche modo sembra sempre che il problema sia il musicista, mai il sistema. Questi sono i temi significativi per noi.

5) Come vi sentite riguardo all’evoluzione del vostro sound dalla pubblicazione del vostro album di debutto “Memory Leaks”?

Rispetto agli esordi, il nostro sound è diventato più ruvido e cupo. Il cambio di line up alla batteria è stato sicuramente il fattore più determinante. In più, per questo concept, abbiamo deciso di esplorare la wave in maniera più profonda rispetto a prima, cercando delle soluzioni che potessero coesistere con il nostro modo di suonare veloce e serrato. Complessivamente siamo soddisfatti dell’evoluzione che il nostro sound sta avendo negli ultimi anni.

6) Qual è il messaggio che sperate di trasmettere ai vostri ascoltatori con “Discount Wave Pt1”?

Non disperate, per come funziona la musica al giorno d’oggi è inutile puntare al successo o agli ascolti. Non mollate mai.

7) Come descrivereste il vostro approccio alla produzione musicale e alla scelta dei suoni?

In studio cerchiamo sempre di mantenere il più possibile il nostro sound originale, quello che esce dai nostri ampli sia in sala prove che nei live. Per la produzione, ognuno di noi ha i suoi dischi di riferimento. Ascoltiamo e sperimentiamo finché siamo soddisfatti. Non ci siamo mai posti il limite di dover fare le cose sempre e solo in un certo modo. Anche dal punto di vista strumentale. All’occorrenza non disdegniamo di usare synth, effetti sonori e drum machine.

8) In che modo le esperienze personali influenzano i vostri testi e le vostre melodie?

Sicuramente in maniera massiva. Quasi tutti i nostri pezzi nascono e parlano di esperienze personali e di persone a noi vicine. A volte le raccontiamo, a volte ne raccontiamo gli effetti sulle persone, le paure, le debolezze, il malessere. Molte canzoni sono una protesta a questi stati d’animo.

9) Quali sono gli artisti o le band che vi ispirano maggiormente e che hanno influenzato la vostra musica?

Ascoltiamo sempre molta musica. Purtroppo quasi completamente musica del passato. Sicuramente le band che per noi sono state maggiormente influenti sono The Cure, Nirvana e Deftones.

10) Gli artisti spesso vivono immersi nelle emozioni del presente. Il futuro vi spaventa? Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Al giorno d’oggi è difficile non essere preoccupati per il futuro. Sotto ogni punto di vista. Musicalmente parlando, il futuro ci spaventa molto, in particolare per tutti i giovani artisti che avrebbero molto da dire ma che vengono inesorabilmente inghiottiti nel buco nero dell’anonimato. La riteniamo una perdita enorme. Noi però continuiamo per la nostra strada. Abbiamo moltissimo materiale ancora da pubblicare. Siamo già concentrati sulla seconda parte del concept e non vediamo l’ora di rientrare in studio.

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