INTERVISTA alla alla band kuTso. “Che effetto fa” è il nuovo singolo!

Benvenuti e grazie per questa intervista.

  1. Come nasce la gestazione di un vostro brano?

Di solito improvviso con la chitarra acustica una melodia vocale in finto inglese; se un motivetto mi rimane in testa per qualche giorno, allora comincio a scriverci un testo. Una volta steso il brano, lo porto in sala e lo arrangiamo tutti insieme.

  1. Un tempo erano le case discografiche a dettare il bello e cattivo tempo, poi la crisi del disco con l’avanzare delle nuove tecnologie. Oggi è tutto a portata di tutti. “Musica e social network”, cosa ne pensate?

Finalmente! La crisi del mercato discografico ha permesso la nascita di un nuovo mercato musicale, più vero, non imposto dall’alto e realmente rispondente ai gusti musicali della gente. In questo modo anche la qualità delle proposte si è alzata notevolmente, perché il web è impietoso: se una cosa non piace, non c’è pubblicità che tenga, il pubblico non la segue.

  1. Come nascono le collaborazioni con altri artisti ad esempio Alex Britti, Almamegretta, Piotta (solo per citarne alcuni)?

Con Alex abbiamo un’amicizia trentennale, che è quasi una parentela ormai, io lo seguivo con mia madre quando non era famoso e suonava blues nei club della capitale, con gli Almamegretta non abbiamo mai collaborato, ma chissà, potrebbe pure accadere un giorno, mentre con Tommaso (Piotta) ci siamo incontrati suonando in giro per l’Italia; di lui ho sempre stimato lo spirito imprenditoriale e una umanità rara nel nostro ambiente.

  1. Ci sono autori che hanno avuto o che hanno influenza sul vostro modo di scrivere?

Emil Cioran, Friedrich Nietzsche,  Jean Paul Sartre, Gigi Proietti, Iggy Pop, Kurt Cobain e gli Afterhours. La nostra musica è decadente e sfacciatamente lucida, nonché mortifera, ma tendente al Nirvana.

  1. Quanto c’è di personale nei vostri brani?

Tutto ciò che scrivo riguarda la mia persona, la mia visione delle cose, le mie emozioni, le mie esternazioni scomposte, la mia Vita.

  1. “Che effetto fa” è il vostro nuovo singolo accompagnato da un bellissimo videoclip, volete raccontarci qualcosa in più? Ad esempio come mai la scelta di girarlo a Palazzo Chigi ad Ariccia?

Ho sempre avuto un occhio critico nei confronti dei cosidetti “rivoluzionari”, di chi vagheggia un mondo migliore ed è radicalmente critico nei confronti della società in cui vive. Di solito nella maturità questi individui rivedono le proprie posizioni in una direzione più moderata, il che non è sbagliato in assoluto, ma questo processo può dar vita a situazioni grottesche, in cui ci si ritrova a diventare esattamente ciò che si è combattuto ardentemente. Questo è ciò di cui parla “Che Effetto Fa” e con il video abbiamo voluto estremizzare questo discorso, dunque nelle immagini abbiamo un ipotetico esponente dell’alta borghesia che stanco della formalità polverosa che lo circonda, con un gesto nonsense si trasforma in qualcosa di assurdo e incomprensibile, totalmente fuoriluogo e destabilizzante, una sorta di alterego che rappresenta il vero Io, che esplode distruggendo ciò che ha intorno, per ricostruire una realtà a sua immagine e somiglianza.
Palazzo Chigi, dove Visconti girò il magnifico “Gattopardo”, è una location bellissima, di una ricchezza sfarzosa, ma alienante, dunque si sposava perfettamente con il messaggio che, insieme al regista Davide Bastolla, volevamo trasmettere.

  1. Anche il prossimo disco si chiamerà “Che effetto fa”, potete anticiparci qualcosa?

Avrà un sound molto diverso dai precedenti due lavori e i brani avranno in alcuni momenti delle note molto malinconiche e cariche di pathos.

  1. Oltre al disco nuovo ci sono altri progetti in cantiere?

Partiremo in tour già da questa estate e probabilmente non ci fermeremo mai più.

Ringraziamo la band kuTso per l’intervista e l’ufficio stampa Bigtime per la disponibilità.

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