Recensione: “Silentium”, l’opera intima e personale del compositore Matteo Borlenghi

ARTISTA: Matteo Borlenghi
TITOLO: Silentium
ETICHETTA: Blue Spiral Records
ANNO: 2020

È uscito nel giugno scorso per la Blue Spiral Records il nuovo singolo del pianista e compositore Matteo Borlenghi, il cui titolo è “Silentium”. Ci sono delle melodie, delle note, degli intrecci di emozioni che fanno sbocciare involontariamente un sorriso sul viso, soprattutto in un periodo come quello che tutto il mondo sta vivendo. Saper coniugare una così ampia gamma di stati d’animo in musica non é semplice e non é un qualcosa di frequente.

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“Silentium” è un’opera intima e personale che trasporta l’ascoltatore in un onirico e sorprendente mondo spirituale. Borlenghi, a parer mio davvero talentuoso, cerca di dare spazio e forma alle sue emozioni, trascrivendo in musica la percezione di un mondo, in balìa dei moti dell’universo, tanto prezioso quanto fragile, tanto piccolo quanto pieno di sorprese. Possiamo dire innanzitutto della sua vena melodica, del pathos che aleggia (e se ne percepiscono le vibrazioni) nel suo continuo melodizzare, tutto proteso ad un canto malinconico e nostalgico di un altrove ormai perso e difficilmente raggiungibile. Il brano è sorprendente per la qualità espressa; la meraviglia risiede nella creazione di un mondo contemplativo e malinconico che Borlenghi realizza e che invita a scoprire da vicino, fino a immergerti e venirne rapito completamente. Un lavoro che pullula di tensione, dove un pianoforte crea emozioni vere e un’esperienza compositiva essenziale, ma anche un senso di fascino nostalgico che scorre attraverso le note. Un artista da seguire, sia per la bravura nell’intuizione perfetta nel mescolare così bene le varie influenze sonore sia per la bellezza particolare della sua musica.

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Matteo Borlenghi è pianista, organista e compositore. Nasce a Busseto nel 1996 e fin da piccolo intraprende gli studi musicali accompagnato da una formazione accademica. Attualmente arricchisce i propri interessi umanistici frequentando la facoltà di Lettere Classiche ad Urbino. Da sempre attratto dalla Musica Antica, abbina l’approfondimento storico ad un costante interesse per il presente e le nuove tecnologie in campo musicale. Pone alla base del proprio pensiero artistico Johann Sebastian Bach, i Pink Floyd e Arvo Part; si lascia inoltre continuamente contaminare dalla letteratura greca e latina. Nel 2019 pubblica da indipendente il suo primo album, “At the End of the Day”, in stile ambient e minimalista, che unisce il puro suono del pianoforte alla manipolazione elettronica.

Altri links utili per ascoltare il singolo

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