Intervista alla band romana Il Pretesto

1) C’è stato qualche episodio particolare che vi ha fatto sentire il bisogno di scrivere le vostre canzoni? Qual è stato il vostro percorso formativo e che cosa vi ha influenzato di più?

Vivendo la società attivamente e non come semplici spettatori, abbiamo avuto modo di osservare in prima persona la parabola discendente dei nostri tempi, dove lo scoramento, i fallimenti, la mediocrità la fanno da padrona. Pertanto abbiamo sentito il bisogno di comunicare il nostro punto di vista, le nostre perplessità al riguardo. Circa una decina di anni fa è nato il progetto di rock-band. L’idea era quella di creare musica originale e inedita che colpisse l’ascoltatore. Da principio il progetto prevedeva uno stile molto aggressivo, ispirato all’hard-rock e al punk, con notevoli influenze metal e l’adozione di testi in lingua inglese. Dopo i primi brani, però, è nato in noi il desiderio di essere più in connessione con il pubblico italiano, da qui il cambio di lingua, pur sempre mantenendo le medesime sonorità. Solo adottando la nostra lingua madre potevamo comunicare in maniera esauriente il nostro pensiero. Dopo due demo su queste sonorità, abbiamo avuto un cambiamento notevole nel nostro sound, una volta entrati in contatto con la nostra attuale etichetta discografica Alka Record Label, grazie anche a Massimiliano Lambertini. Per quanto il nostro messaggio avesse valore, lo stavamo esprimendo emulando i nostri idoli, piuttosto che essere originali. Da qui lo stile si addolcisce, diventando meno tagliente e più contemporaneo con l’introduzione di suoni synth che ci hanno permesso di allargare i nostri orizzonti e fare progressi nelle sonorità, contribuendo in maniera considerevole alla maturità dei nostri brani. Passiamo da uno stile prosaico e diretto ad uno più poetico ed allegorico. Più che essere stati influenzati possiamo dire che suonare per noi è stato un desiderio interiore, fondamentale, come può essere parlare con qualcuno, una necessità che viene dal profondo.

2) Il vostro album d’esordio “Distratta-Mente” è uscito il 13 novembre del 2020, potete parlarci di questo lavoro?

Con questo album abbiamo voluto parlare di problematiche che riguardano una società frenetica e caotica come quella attuale in cui viviamo, dove è facile perdersi o peggio annegare. Ogni brano tocca in maniera allegorica un problema esistenziale quale può essere la superficialità o la distrazione o ancora la paura costante di affrontare nuove situazioni o la mediocrità che è l’antitesi dell’evoluzione. Ciò che ci permette di uscire indenni con un ritrovato coraggio e speranza è la presa di coscienza di se stessi. Infatti, prendere coscienza di se stessi aiuta ad avere una mente lucida che è l’unica medicina valida per affrontare e risolvere i problemi e le difficoltà che la vita ci propone costantemente.

3) Quanto tempo ha richiesto la realizzazione dell’album?

In questo album abbiamo osato sperimentare sound nuovi rispetto ai lavori fatti in precedenza, prima cioè di incontrare una produzione e mettere a confronto le nostre idee con le loro. E’ stata anche una bella sfida da parte di tutti noi, il cercare di fondere più influenze musicali all’interno di ogni brano. Simpatica e decisiva è stata anche l’idea di usare uno stile canoro atipico, ma di grande effetto, allo scopo di risultare più incisivi e diretti nel trasmettere il nostro pensiero. Cimentarsi in questa sfida ha richiesto circa un anno e mezzo di lavoro e tante le idee scartate, ma, questa dedizione e passione ci ha portato alla realizzazione di un album di cui siamo fieri e soddisfatti.

4) Attualmente è difficile pubblicare un disco?

Dipende, bisogna capire bene cosa effettivamente l’artista vuole per il proprio lavoro. La nostra esperienza ci suggerisce che sarebbe più complicato se non si avesse alle spalle una produzione con cui poter confrontare idee, chiedere suggerimenti o delle informazioni.

5) Come state affrontando questo periodo in piena fase pandemica da virus SARS-CoV-2?

Il non potersi incontrare e lavorare insieme con quella assiduità che contraddistingue un progetto band, il vivere e fare esperienze insieme, di certo non aiuta. Questa pandemia ha anche ritardato l’uscita dell’album. Stiamo risentendo anche della mancanza di contatto con il nostro pubblico, che è linfa vitale per l’artista, ed è molto rallentato il lavoro da intraprendere per i live show, che comunque avverranno non appena la situazione pandemica cesserà. Tuttavia, non ci siamo scoraggiati e questa situazione ci sta permettendo di iniziare a lavorare, almeno individualmente, al nostro prossimo album.

6) Quali sono i vostri pezzi che più vi rappresentano?

Credo che le canzoni che ci rappresentano meglio siano “Fiori di fenice”, con il suono della chitarra che ricorda un po’ il funky, forse l’unico genere pienamente condiviso da tutto il gruppo. “Gente distratta” con la sua fusione tra suoni rock ed orchestrali è la canzone che esprime al meglio la nostra maturità artistica. In “Eclissi” e in “Magnum” c’è molta affezione da parte nostra poiché riabbracciamo in maniera evoluta le sonorità che ci hanno cresciuto.

7) Quanto di personale c’è nelle vostre canzoni?

Possiamo dire che c’è molto di personale nelle nostre canzoni, poiché, le tematiche affrontate, le paure e i dubbi e tutti gli stati d’animo che abbiamo cantato, sono frutto di situazioni ed esperienze vissute in prima persona. Solo dopo essere riusciti a prendere coscienza di noi stessi, siamo stati in grado di avere una visione d’insieme più limpida, tanto da poter trasmettere un messaggio costruttivo nella confusione in cui siamo costretti a vivere, ora più che mai.

8) Siete una band che scrive molti pezzi oppure hanno difficoltà a nascere?

Possiamo ritenerci produttivi. Siamo molto puntigliosi e attenti ai dettagli quando si tratta di creare una canzone; l’intento è quello di produrre musica cercando sempre di superare i propri limiti nella speranza di migliorarsi sempre di più. Questo ci porta ad essere molto autocritici e a scartare molte idee e in alcuni casi ad allungare i tempi di lavorazione, ma ciò che conta è il risultato finale.

9) Ci sono stati autori che hanno avuto o che hanno influenzato la vostra scrittura?

Senza dubbio i nostri punti di riferimento sono gli artisti che hanno osato apportare cambiamenti nel panorama musicale, ma si tratterebbe di un lungo elenco. Ascoltiamo tutto ciò da cui si può imparare e spaziamo dall’elettronica dura da rave, al rock in tutte le sue sfumature, dalla classica al pop al funky.

10) Oggi forse più di ieri c’è una contaminazione dei generi, pensate che la musica si sia aperta al mondo?

La musica è stata per lungo tempo settoriale. Era difficile da parte dell’artista uscire dalle proprie sonorità. Nel corso degli anni, dopo aver sviscerato appieno i diversi generi musicali, assistiamo ora alla necessità, più che a un desiderio, di fondere più generi al fine di continuare a creare nuova musica e dare quel senso di innovazione che è la chiave del progresso.

11) Come giudicate l’uso della tecnologia e dei social media nella musica di oggi?

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un incremento notevole di nuovi artisti e ad una vera e propria esplosione di nuovi sound; è come se fossero caduti quei vincoli e paletti messi per veicolare e canalizzare la creatività dell’artista. E questo è un bene. Crediamo che ciò sia   possibile grazie all’uso dei social network che hanno reso più facile avvicinare l’artista al suo pubblico. In ogni caso viviamo nell’era tecnologica e crediamo sia bello e opportuno avvalersi di essa.

12) Gli artisti spesso vivono immersi nelle emozioni del presente. Il futuro vi spaventa? Quali sono i vostri progetti per il futuro?

È vero. Spesso l’artista usa le emozioni del passato per vivere e capire appieno quelle del presente, con la speranza, attraverso le sue opere, di migliorare il futuro. Questo non ci spaventa, al contrario, riponiamo molta fiducia in esso e ci affascina l’idea della novità. Non appena cesserà la grave situazione che stiamo vivendo torneremo sui palchi per suonare le nostre canzoni. Di idee ce ne sono tante e nel contempo inizieremo a lavorare ad un secondo album.

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