Sanremo 2021: pubblicato il nuovo DPCM. Festival a rischio?

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il tanto temuto DPCM che entrerà in vigore il 16 gennaio e definisce le regole che dovremo seguire fino al 5 marzo. Secondo quanto stabilito il Festival di Sanremo 2021 con pubblico, palchi esterni e conferenze stampa in presenza pare sempre più un’utopia. Enzo Mazza, presidente Fimi, ha pubblicato su Twitter uno stralcio del Decreto con un commento piuttosto eloquente. “Mi sembra di capire che con le disposizioni del nuovo Decreto in vigore fino al 5 marzo cose come palco esterno per concerti in piazza Colombo a Sanremo, stand delle radio, conferenze stampa in presenza, ecc. siano esclusi.”

SANREMO 2021 A RISCHIO?

Nonostante le rassicurazioni di Amadeus espresse durante l’intervista a RTL 102.5, pare sempre più difficile immaginare il Festival 2021 come una rinascita. Con tre regioni in zona rossa e uno stato di emergenza prorogato al 30 aprile non è di sicuro il momento ideale per pensare con serenità a Sanremo 2021.

LE POSIZIONE DI ADCI – ART DIRECTORS CLUB ITALIANO

Vito Gitto di ADCI (associazione che riunisce i professionisti del settore della pubblicità e della comunicazione) ha un’idea molto chiara.“L’industria della cultura e dell’intrattenimento diligentemente ferma e il Festival no? È nota stonata. In un momento in cui la pandemia aggredisce, l’economia è in crisi e tutti, e nello specifico penso al mondo della cultura, spettacolo, eventi, intrattenimento è diligentemente fermo, ipotizzare un Festival aperto al pubblico, peraltro in maniera molto forzata tra ‘bolle, navi da crociera, tamponi a gò-gò, ci suona, per utilizzare un garbato eufemismo, come una nota stonata. Intanto ritengo non ve ne sia bisogno. Il Festival è uno show televisivo, non teatrale, cui certamente la presenza in platea di qualche centinaio di ‘privilegiati’ non aggiunge nulla. Anzi, in quanto tale vive benissimo senza una claque e non ho dubbi che, come sempre, sarà visto e goduto da tanti milioni di italiani. Le moderne tecniche televisive, cinematografiche e mediatiche consentono tante interessanti soluzioni per comunque dare ritmo, fragore e attrattività alle serate della kermesse. RAI, Amadeus, gli organizzatori del Festival, ma anche il governatore Toti auspicano platee aperte. Che messaggio passerebbe a tutti gli italiani che stanno affrontando grandi sacrifici? Che musei, cinema, teatri e tutto l’indotto debbano diligentemente, come peraltro stanno facendo, starsene chiusi e invece il Festival di Sanremo…”

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