MALDIMARTE, ‘VICINI DI CAOS’: L’ALBUM CATARTICO CHE TUTTI ASPETTAVAMO

Il 26 marzo è uscito l’EP “Vicini di caos” della band rock Maldimarte, capitanata dal carismatico Vincenzo Genuardi. “Vicini di caos” include 4 perle sonore, incastonate in un sapiente rock cantautoriale, lungo questo tragitto musicale, la band ci darà una chiara e onesta lettura di quello che sta capitando in questo prolungato periodo pandemico, avvertendoci che quando sarà tutto finito, si spera che nessuno voglia “tornare alla normalità” che eravamo abituati, ma cercare tutti insieme un vero nuovo modo di vivere, di vedere il mondo e le persone sotto una luce diversa. Il primo brano “Respirerò”, sa prepotentemente immergerci in una dimensione rock cantautoriale  altamente magnetica che sa emanare in tutti i suoi 3 minuti e 32 secondi, una stratosferica carica di risonanza emotiva che pervade interamente e genuinamente l’ascoltatore, questo grazie a: chitarre elettriche che diffondono riff elettrizzanti, suono profondo e leggermente riverberante, una batteria combattiva e sicura di sé, un basso che sa sprigionare tutta la sua bellezza e potenza, dulcis in fundo possiamo ascoltare le ottime doti canore di Genuardi: l’intensa passione che ci regala, come se non ci fosse un domani, è qualcosa di inimitabile e indimenticabile. Il testo ci offre un ottimo spunto riflessivo che miscela denuncia sociale e “resilienza esistenziale” (resistere e combattere per la nostra vita) a questo va aggiunto il monito della band: c’è bisogno di rallentare, di ridefinire le convenzioni sociali che allo stato attuale continuano a trascinare le persone in un profondo stato di catalessi e individualismo estremo, frutto di una cultura capitalista imperterrita e inumana. Il secondo pezzo “Distimia”, presenta un rock agevole e scavallato: chitarre elettriche confortanti ed energiche, batteria e basso vivaci, con un Genuardi magistrale, voce coinvolgente. Il testo di “Distimia” descrive gli stati di alterazione progressiva in cui siamo immersi costantemente, dovuti a questa società sempre frenetica e soprattutto liquida. Passando alla terza traccia “Oro Logico”, possiamo notare un suono ricercato e sognante, un rock stellare: con chitarre elettriche fiammeggianti e allo stesso oniriche, batteria e basso che squarciano il cielo come saette, Genuardi carico più che mai, adrenalina e passione in un intreccio magico. Il testo di “Oro Logico” racconta la solitudine e la frenesia in cui è piombata la società, il tempo che è diventato il nostro più acerrimo nemico, corriamo senza una meta, la promessa in un futuro migliore e prospero, oggi invece echeggia come una minaccia, la band lancia il suo grido d’allarme: “attenti a quel ospite inquietante chiamato nichilismo”. L’ultimo brano “Pirenei” si presenta con un suono e un ritmo molto soffice e armonioso: la chitarra acustica, un piano elettrico sintetizzato, il basso e Genuardi ci culleranno fino al minuto 1:39 ma dal minuto 1:40 fino alla fine della traccia, la band ci sveglierà da questa dolce e rassicurante atmosfera sonora: la strada per il benessere psico-fisico è tortuosa e in salita, tutto viene scandito dal clamore sonoro giustificato dalle chitarre graffianti, un basso tuonante e la voce immensa di Genuardi. Il testo di “Pirenei”, vuole essere rassicurante: nuove distanze ci riavvicineranno (la pandemia da Covid-19) dall’alto di un cielo splendente, gli umani sanno sempre cavarsela, andrà tutto bene. I Maldimarte si sono assicurati un posto nel nostro cuore, questo grazie ad un’elevata qualità sonora, coniugata alla ricercata e genuina raffinatezza dei testi, questa è una band che merita tutti gli elogi possibili e immaginabili, congratulazioni.  

BIOGRAFIA

Dalle costole dei Vinylika, prende il via la seconda vita artistica di Vincenzo Genuardi Domenico Mistretta, rei di una collaborazione ultra decennale. In una decade di rock’n roll e chitarre distorte, l’armonia sempre in primo piano aveva dato vita ad un trascinante power pop, con testi in italiano e melodie ammiccanti atte a conquistare al primo ascolto. Un approccio compositivo che ora, con una rinnovata ispirazione e la maturità acquisita sul campo tra palchi e home studio, sterza verso una nuova veste più moderno/cantautorale. L’urgenza espressiva in chiave rock si è trasformata in pacata osservazione degli eventi che accadono intorno, in una narrazione che prende spunto più dalla realtà esterna che dall’introspezione. In Maldimarte le chitarre fanno un passo indietro rispetto ai synth e i brani diventano una finestra che si affaccia sull’anno in cui tutto è cambiato nelle nostre vite, raccontando l’ansia di un presente pieno di incognite più di quanto fosse fino a ieri il futuro. Marte nell’immaginario collettivo rappresenta gli obiettivi futuri più prossimi, la conquista spasmodica del progresso non inteso come evoluzione della specie ma come fenomeno che punta ad interessi economici sempre più accentrati. Ma in un’epoca in cui tutto è rimesso in discussione con la velocità di una centrifuga in un frullatore, le priorità sono cambiate: rallentare diventa la nuova urgenza per riprendere il contatto con gli elementi fondamentali della vita. Si percepisce forte la sensazione che il mondo non è e non sarà più lo stesso. Il singolo lascia riscoprire un’unica certezza: la voglia di fermarsi e tornare a respirare.

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LA BAND

Vincenzo Genuardi: voce e chitarra

Domenico Mistretta: chitarra

Domenico Sabella: basso (Distimia e Oro Logico)

Michele Guberti: basso (Respirerò e Pirenei) Emanuele Zappaterra: batteria

Crediti

Registrato e mixato da: Michele Guberti presso Animal House Studio di Ferrara

Prodotto da: Michele Guberti, Massimiliano Lambertini e Vincenzo Genuardi

Mastering a cura di: Manuele Fusaroli

Pubblicato e distribuito da: Alka Record Label

Foto: Anna Pitarresi

Grafica: Michele Ciulla

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