MALACARNA: “MALACARNA”, L’EP DALL’ATMOSFERA GOTICA CHE DÀ ALLA LUCE UN PICCOLO CAPOLAVORO

Il 15 giugno del 2021 è uscito l’EP “Malacarna” del duo omonimo, formato dal produttore e chitarrista Vince Pastano e dal cantante Tony Farina. L’EP è costituito da sei brani altamente illuminanti, cantati in dialetto lucano. La peculiarità di questo EP sta nel saper miscelare sapientemente: Blues, Tribal, Cinematic, Goth, Industrial, Folk, il dialetto che incontra le antiche tradizioni popolari e un sound elettronico moderno, saprà stregare l’ascoltatore. Il primo brano “Nunn’è rrelore (Non è dolore)” per tonalità vocale siamo vicini a Shimon Moore il lead vocalist dei Shim band australiana hard rock e rock blues, in modo particolare nel brano “Saudade” (composto da Cody Matthew Johnson e cantato dai Shim). “Nunn’è rrelore”, è caratterizzato da un magistrale sound cupo: batteria introspettiva, un basso inarrestabile, chitarre elettriche graffianti, un Farina al cardiopalma, una tastiera che emana divine sinfonie spettrali. “Nunn’è rrelore” mette l’accento sul vero dolore che si può provare: l’indifferenza degli altri, spinge una persona a morire internamente lentamente, si parla di dolore che va ben oltre le apparenze. Il secondo brano “Maria Lou”, ci immerge in una dimensione rock noise: chitarre ampiamente distorte, basso reattivo, batteria pregevole, un Farina intenso ed esplosivo. Il testo ci rende partecipe delle malelingue, esse sono in grado di tranciare la reputazione e l’animo di una persona in battibaleno, come coltelli affilati, una volta entrati in questo losco meccanismo, la vittima non può far altro che attivare il sistema di sicurezza dell’indifferenza e vivere la propria vita al meglio delle sue possibilità. Il terzo brano “Oh Signore (feat. RAIZ)”, intreccia uno stimabile sound onirico, tribale e noise: tamburi e rullanti ipnotici e suggestivi, un RAIZ impeccabile, con doti canore che qui spaziano dal tribal al soul, chitarre portate sagacemente allo stremo, abbellite con il classico suono stridulo attivato dai distorsori. Il brano è a metà fra un’imprecazione e una speranza: spazzare via la malvagità di questo mondo, tutte le sue amenità: corruzione, egoismo, spietatezza. Il quarto brano “U mile granate”, si avvale di un delicato rock, con un’intensa atmosfera malinconica: chitarre elettriche echeggianti, batteria ben definita e confortevole, basso imponente e avvolgente, qui Farina è coinvolgente, introspettivo, il suo canto è vibrante, trasmette la giusta commozione. Il testo vuole sottolineare che grazie alla spinta dell’amore e della comprensione reciproca è possibile affrontare qualsiasi avversità, senza amore e comprensione reciproca, l’umanità è vicina all’estinzione. Il quinto brano “Mare Citte”, è avvolto da una suggestiva atmosfera sonora, ambient: un basso caldo e magnetico, tastiera elettrizzante e paradisiaca, Farina è avvolto da un’aura spirituale e pacata (ci ricorda graziosamente il canto vocale di James Hetfield, nel brano “Low man’s lyric”). “Mare Citte” è un brano altamente nietzschiano che combacia con questa citazione: “Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te.” L’ultimo brano “Resta cu’ mmi” è sicuramente il più romantico, costellato da un sound egregiamente ambient, fluttuante e distensivo: il synth è angelico, il pianoforte risulta limpido, calmo e dissetante, come una sorgente, anche qui le doti canore di Farina sono ben riposte, un canto vellutato, morbido e preciso. È un brano che merita tanto, l’amore è la chiave di volta dell’intera umanità, è l’acqua che nutre quella sacra pianta chiamata umanità. I Malacarna rappresentano un’autentica rivoluzione sonora: qui il folk ha riminiscenze gotiche, contenute da note correttamente febbrili, un mix eccezionale di suoni, un continuo pulsare forte. Il patos dato dal dialetto è intrecciato alle sonorità cupe, dando luce ad un piccolo capolavoro, il duo è promosso a pieni voti.

TRACKLIST

1. Nunn’è rrelore

2. Maria Lou

3. Oh Signore (feat. RAIZ)

4. ‘U mile granate

5. Mare Citte

6. Resta cu’ mmi


RICONOSCIMENTI

Scritto e composto da: Tony Farina e Vince Pastano
Produzione ed arrangiamenti di: Vince Pastano

Programmazione elettronica e registrazione di: Vince Pastano presso Malacarna Studio (BO)
Registrato da: Antonello D’Urso presso Ex Cantine Studio, Imola
Missato da: Antonello D’Urso presso Fonoprint (BO)
Masterizzato da: Claudio Adamo e Antonello D’Urso presso Fonoprint (BO)

Tony Farina: Voce
Vince Pastano: Chitarre, basso, synths, pianoforte, cori
Donald Renda: Batteria
Fabrizio Luca: Percussioni


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