Loredana Bertè: “Lasciare la carriera per amore di Björn Borg fu il mio più grande errore”

Il concerto di Bob Marley, l’incontro con Andy Warhol, il pancione “finto” a Sanremo nel 1986. Loredana Bertè ripercorre la sua vita e la sua carriera di cantautrice, showgirl, attrice. Bertè racconta in un’intervista al Corriere i suoi momenti più belli. “Ma qualche fesseria nella vita l’ho fatta”, confessa. “La più grande è stata lasciare la mia carriera per seguire Björn in Svezia. Credevo di farmi una famiglia ma non è andata così”. L’artista è stata sposata con il campione di tennis dal 1989 al 1992. Bertè tornerà dal vivo con i concerti del “Figlia di… Summer tour” che partirà a fine luglio. Nel frattempo, è tornata a cantare all’Arena di Verona con Emma Marrone con cui duetta in Che sogno incredibile. “È la mia bambina e io la sua mamma rock. Quando mi ha proposto il brano ho accettato subito. Le contaminazioni mi incuriosiscono”, ha detto la cantante su Emma. “I concerti mi mancano come l’aria. La mia valvola di sfogo è il palco. Dopo 45 anni di carriera, quando sono dietro sono ancora terrorizzata. Solo quando sento che sono padrona del pezzo mi calmo e i dubbi e le incertezze si trasformano in grinta, mi mangio il palco”, ha spiegato. Loredana ricorda l’esibizione del 1986 a Sanremo, quando si presentò sul palco con un finto pancione sulle note di “Re”. In quell’occasione, i dissensi generati dalla sua performance spinsero la Cbs (allora sua casa discografica) alla rottura del contratto. “Non mi pentirò mai di quel gesto. È stato un atto di liberazione, il grido di emancipazione di una donna. Una donna incinta non è malata, anzi è il momento in cui è più forte, dà vita a un altro essere umano”, ha spiegato la cantautrice. “Un mese di prove a Roma, un balletto in stile Madonna pensato da Franco Miseria, ma tutti parlarono solo della pancia”. Nel video della sua ultima canzone, quel momento viene rappresentato da un disegno stilizzato di Chiara Ferragni: “Lei rappresenta l’emancipazione. È bella, libera, indipendente”. Nel 2020 solo 8 donne sono entrate nelle prime 100 posizioni musicali: “Non è un Paese per donne, ma noi lavoreremo perché lo diventi”. In occasione del Pride 2021 Bertè ha pubblicato una versione limitata del vinile di Traslocando, album del 1982. “Serve che in Italia si ponga fine alla discriminazione per questioni di orientamento sessuale, di identità di genere o per disabilità. È arrivata l’ora di dire basta”, ha detto in favore del Ddl Zan. Durante la sua lunga carriera ci sono stati anche momenti in cui ha pensato di lasciare tutto. “Nel 1995, quando è mancata Mimì (la sorella Mia Martini) mi sono chiusa in casa per due anni a fissare il soffitto. Poi ho incanalato tutto quel dolore sempre e comunque nella musica”, ha raccontato.

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