Intervista a Federico Truzzi: “I sent you a Letter” è un nuovo capitolo della mia vita dove ho cercato di andare oltre a quello che ho detto fino a questo momento.

È uscito da poco il nuovo singolo di Federico Truzzi, compositore affermato, produttore e tecnico del suono. Ha pubblicato il suo primo full lenght da solista nel 2018 “The Great Grey Ocean”, insieme all’etichetta Kning Disk, ha poi pubblicato “Forgotten Memories” con l’etichetta discografica italiana “Blue Spiral Records”. In questo lavoro prova a rivivere alcune esperienze della sua vita attraverso melodie e armonie melanconiche disegnate attraverso la chitarra classica e acustica, il pianoforte e il quartetto d’archi. Oltre a pubblicare la propria musica e suonare nella band metal “Sleeping Romance”, Federico Truzzi divide la sua vita tra Berlino e la sua città natale Carpi (MO) in Italia, dove lavora come compositore musicale per film, pubblicità, documentari e videogiochi Ha studiato musica alla Berklee College of Music, al Pulse College, all’Università Tor Vergata e all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e questo percorso ha reso Federico il musicista che è oggi. 

 


Abbiamo incontrato l’artista per un’intervista esclusiva che potete trovare qui sotto.


Benvenuto Federico e grazie per questa intervista.

Quali sono attualmente le tue principali sfide compositive?

Le sfide sono sempre tantissime e cambiano con il tempo. La cosa secondo me più importante è la capacità di restare fedeli al proprio linguaggio, ma allo stesso tempo sapersi muovere con il tempo, la società che ci circonda e trovare un linguaggio che si adatti ad essa.

Con cosa inizi di solito quando componi?

Inizio sempre da un’idea, un concetto che voglio esprimere e cerco di svilupparlo con la musica. Quindi prima ancora di mettermi davanti al piano, alla chitarra o al computer, cerco sempre di avere un’immagine chiara di quello che vorrei raccontare e di come raccontarla. Poi da quel momento le note prendono vita.

È uscito da poco il tuo nuovo single “I sent you a Letter”, ci può dire qualcosa di più?

I sent you a letter è un nuovo capitolo della mia vita dove ho cercato di andare oltre a quello che ho detto fino a questo momento. Sono partito da una storia dove volevo raccontare di un dialogo tra due persone lontane nel tempo e nello spazio che scelgono di scriversi attraverso la macchina da scrivere. Quest’ultima è quindi diventata il motore ritmico del brano che scandisce il tempo e il movimento del brano. Ho cercato di scrivere qualcosa che seguisse un movimento molto ballabile e quindi ho aggiunto strumenti tipici della musica EDM, con la differenza che tutto è organico e registrato da strumenti veri: la cassa e il rullante sono ottenuti da colpi che ho dato sul pianoforte, high hat è un suono ottenuto dalla macchina da scrivere etc..

Sono cresciuto ascoltando musica classica, metal e colonne sonore. Posso dire che questi tre generi, nella loro complessità, hanno formato il mio modo di vedere e di ascoltare e hanno definito il mio approccio musicale

Come vedi il rapporto tra timbro e composizione?

Credo che il timbro faccia parte della composizione stessa e che ne definisca la sua caratteristica. Il timbro è importante tanto quanto la scrittura stessa, perché racconta la storia da un’altra angolazione e prospettiva. Le due cose vanno avanti insieme e non possono vivere separate.

Quali sono le opere che più hanno formato la tua personalità musicale?

Sono cresciuto ascoltando musica classica, metal e colonne sonore. Posso dire che questi tre generi, nella loro complessità, hanno formato il mio modo di vedere e di ascoltare e hanno definito il mio approccio musicale. E’ molto difficile nominare solo qualche opera in particolare, perché ogni periodo della mia vita è scandita da musica, libri, film o qualsiasi altra cosa, in modo differente e a volte anche molto lontani tra loro.

Cosa c’è di più impegnativo in ciò che fai e cosa è più gratificante?

Credo che in questo lavoro sia quasi tutto molto impegnativo 🙂 Essere da soli a scrivere, produrre e cercare di far crescere la propria musica è veramente difficile e richiede tantissima dedizione. La cosa più gratificante è vedere che qualcuno apprezzi il tuo lavoro e ti sostiene. Ogni gesto che passi dal mandarmi le foto del vinile di “Forgotten Memories”, o aggiungere qualche mio brano alla propria playlist, sono gesti che mi rendono molto felice e mi spingono a cercare di far meglio.

 

Quali sono i tuoi obiettivi / sogni per il futuro?

Obbiettivi credo far meglio e cercare di raggiungere più gente possibile con la mia musica e di poter migliorare giorno dopo giorno in quello che faccio. Il mio grande sogno è poter suonare con due grandissimi artisti: Nils Fhram e Olafur Arnlads 🙂

Cos’altro vorresti che le persone sapessero del tuo lavoro / carriera?

 Andate nel mio sito “www.federicotruzzi.com” e scrivetemi per dirmi cosa ne pensate della mia musica e dei miei lavori come compositore 🙂

 

Ti ringraziamo per il tempo che ci hai dedicato!

 

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