Intervista ad Anna Dari: “Oltre la nebbia” racconta in musica i momenti più importanti di 4 anni di vita.

È appena uscito l’album della pianista e compositrice Anna Dari dal titolo “Oltre la nebbia”. Anna Dari inizia fin da piccola lo studio del pianoforte fino a diplomarsi presso il Conservatorio di musica “A.Vivaldi” di Alessandria nel 1986. Docente di scuola primaria e di musica nelle scuole secondarie di primo grado, fin dall’adolescenza affianca la scrittura poetica alla musica che segneranno entrambe il suo risveglio spirituale nel 2007/2008 dopo lunghi anni di silenzio artistico. Riceve importanti riconoscimenti anche con le poesie “Madre mia”, “Preghiera di un atomo ateo”, “Briciole d’Infinito”, “ Le voci dei bambini”, “Vorrei disperderti nel vento”. A Gennaio 2020 riceve il Primo Premio per la sezione Musica del Concorso Salvatore Quasimodo con il brano pianistico “Assolo” e a novembre 2020 partecipa al Concorso CET/Mogol con il testo “L’equazione naturale” che viene selezionato come finalista e inserito nell’Antologia dei testi più rappresentativi. A maggio 2021 il Secondo Premio per il brano “Oltre la nebbia la luce” suggestiva trasposizione in musica dell’opera pittorica “La Sacra di San Michele nella nebbia “ dell’artista Michele Langella. Nell’album “Oltre la nebbia” Anna Dari raccoglie e pubblica le migliori composizioni dall’estate 2017 ad oggi che rappresentano, a partire dal brano Assolo, un nuovo percorso compositivo, più intimo e minimale, oltre che fortemente suggestivo. Pennellate di vita e poesia in musica, così si potrebbero definire le composizioni pianistiche e arrangiate di Anna Dari sempre pronta ad accogliere nuovi stimoli e nuove suggestioni di vita e di arte.


Abbiamo incontrato l’artista per un’intervista esclusiva che potete trovare qui sotto.


Benvenuta Anna e grazie per questa intervista.

C’è stato qualche episodio particolare che ti fatto sentire l’esigenza di comporre? Quale è stato quindi il tuo percorso formativo e cosa ti ha formato maggiormente?

Da 18 anni tenevo il mio diploma di pianoforte appeso al muro dedicandomi solo all’insegnamento e ogni tanto, ogni 2/3 anni, in preda a crisi da astinenza studiavo per 3 mesi un brano classico (Chopin/Schubert/Scriabin) e poi di nuovo nulla, non per mancanza di passione per il mio strumento, anzi, ma perché la mia vita familiare e lavorativa non mi lasciavano spazio per lo studio. Il 10 luglio 2007, mentre assistevo al concerto di Allevi ad Asti mi dissi “anche lui è diplomato in musica classica ma va in giro per il mondo a portare la sua musica…..perchè non puoi farlo anche tu di creare musica tua invece di rincorrere il sogno del jazz che non riesci a realizzare?” Così il mattino dopo mi alzai, in uno stato di profonda depressione per motivi di vita personale, guardai il piano, e mi dissi “tu adesso ti siedi lì e inizi a comporre qualcosa di tuo!!”. Mi sedetti, e venne fuori la mia prima melodia in chiave blues “Broken Heart”….perchè tutto partì da lì , dal mio cuore sbriciolato. Fu una sensazione magica…. non sapevo cosa stesse accadendo alle mie mani e alla mia mente. Riuscivo ad assemblare suoni e a registrarli in testa, un pezzetto per volta, come un puzzle. Mentre finivo il brano ricordo che mi chiesi: “E adesso….arriverà un ‘altra melodia”. Arrivò. E di nuovo sul finire del secondo brano “Going around the soul” la stessa domanda. E mentre finico il secondo, già mi arrivava l’idea del terzo. Insomma dal quarto smisi di farmi la domanda perché capivo che qualcosa di Meraviglioso era scattato nella mia testa e questo dono improvviso creativo non mi avrebbe più abbandonata.

È da poco uscito il tuo nuovo disco, puoi raccontarci qualcosa di questo lavoro?

“Oltre la nebbia” racconta in musica i momenti più importanti di 4 anni di vita dall’estate 2017 quando dopo 2 anni e mezzo di silenzio compositivo ripresi a comporre con il brano “Assolo”, ad oggi. Racconta della mia eterna solitudine, del mio bisogno di trovare la serenità di un quieto porto nella metafora del mare, racconta di un perduto amore, racconta della metafora della nebbia che da 2 anni è diventata per me uno stile di pensiero e di vita.  Il brano “Oltre la nebbia la luce” composto il 13 dicembre giorno della morte di mio padre e giorno di S.Lucia nome di mia madre mancata 2 settimane prima per Covid, era nato in realtà due anni prima con il mini brano “Oltre la nebbia” ispirato all’opera pittorica dell’artista Michele Langella “La Sacra di San Michele” rappresentata nella nebbia con la punta che esce fuori da un manto di nebbia.  Ecco quell’opera mi colpì profondamente, la trasformai prima in poesia, e poi in musica diventando la mia metafora di vita “Andare sempre Oltre a tutto, apparenza, indifferenza, paura, rancore, limiti e piccole miserie umane. “E poi racconta anche di Terre di mezzo martoriate da conflitti infiniti che sporcano la coscienza dell’essere umano nella sua totalità.

Ogni brano che compongo è un pezzo di me, della mia anima e della vita ma sicuramente Assolo e Solitude rappresentano la mia essenza.

Oggi, è difficile riuscire a pubblicare un disco?

Si è molto difficile, soprattutto se non hai molta dimestichezza col mezzo internet. Io avevo provato a pubblicare un primo album 3 anni fa con una piattaforma americana ma nulla a che vedere con la risonanza e il supporto che ti può dare invece un’etichetta discografica, nel mio caso la Blue Spiral che ringrazio sentitamente.

Quanto c’è di personale nelle tue composizioni?

Ogni brano che compongo è un pezzo di me, della mia anima e della vita ma sicuramente Assolo e Solitude rappresentano la mia essenza. Ogni volta che qualcosa (un pensiero, un’emozione, un racconto, un fatto di vita, un’opera d’arte, una poesia ecc…. ) o una persona mi toccano il cuore dentro di me ogni volta accade il miracolo: si trasforma in musica.

Sei una artista che scrive molti pezzi oppure fanno fatica a nascere?

Ci sono periodi in cui scrivo di più, altri di meno, che poi scrivere è un parolone perché io purtroppo non li scrivo…. Li registro in testa. E questo da un lato è una risorsa ma dall’altro un grande limite perché i brani che non suono per due anni, cadono poi nell’oblio. Di molti ho realizzato le partiture grazie al pc, di qualcuno no e quindi come nel caso del “L’Urlo” ho perso il bellissimo finale perché non l’avevo mai registrato e quindi non potendolo ascoltare non posso più recuperarlo. Certo se potessi vivere solo di musica, comporrei molta più musica. In ogni caso quando mi parte l’ispirazione poi viene fuori tutto in modo fluido. Certo per i brani più complessi ci sono voluti mesi di lavoro, in un paio di casi anche più anni ma parlo di brani in chiave classico romantica, alla Brahms per intenderci.

Ci sono degli autori che hanno avuto o che hanno influenza sul tuo modo di scrivere?

Quando ho iniziato a comporre sono naturalmente partita da una vena blues/jazz, poi sono usciti fuori brani in chiave classica alla Chopin/Brahms/ Debussy, infine dal 2017 è venuta fuori una vena pop più intimamente minimale, a partire da Assolo. Per il jazz il mio mito Bill Evans e a seguire Keith Jarrett, però entrambi venni a conoscerli 3/4 anni aver iniziato a comporre. Sicuramente nel brano inedito “L’amore nel silenzio della propria anima” pensavo a Bill mentre lo componevo.

Oggigiorno forse più di ieri c’è una contaminazione tra generi. La musica, secondo te, si è aperta al mondo?

Certamente si ed io amo la musica tutta o per lo meno non ho pregiudizi. Infatti i miei brani non hanno un unico stile ma ognuno di essi ha un suo stile e delle proprie influenze/contaminazioni inconsce. La musica è un linguaggio davvero Universale in grado di toccare il cuore di tutti pur con codici e stili diversi e caratteristici di un popolo, ma ciò non vieta che un preciso stile musicale venga apprezzato in tutto il resto del mondo geografico.

Come vedi l’utilizzo della tecnologia nella musica di oggi?

Beh, io nutro un rapporto di odio/amore con la tecnologia perché mi piacerebbe tanto esserne molto più ferrata e indipendente nel suo utilizzo fondamentale.

Spesso gli artisti vivono immersi nelle emozioni del presente. Il futuro ti spaventa? Che progetti hai in proposito?

Vero. Sì, il futuro mai come oggi mi spaventa. Sento di vivere dentro una Matrix mostruosamente disumana, dominata da virus e tecnologia robotica oltre che da menti perversamente dominanti, senza via di scampo. E’ come se fossimo tutti sull’orlo del precipizio e nessuno riesce a invertire la rotta. Una bruttissima sensazione a cui cerco di reagire rifugiandomi nel mio meraviglioso mondo parallelo fatto di arte, poesia e musica. Per cui prossimamente vorrei realizzare altri 2 album, quello con i brani in chiave blues/jazz e quello con i brani in chiave classica. Continuare a scrivere poesie, riprendere in mano i pennelli, divulgare il mio libro “prigioniera Libera 2.0” testimonianza in prosa e poesia del potere catartico e terapeutico della creazione artistica nel tunnel del Male Oscuro che io stessa combatto da 25 anni. Nel frattempo continuare a trasformare Emozioni in musica. Questo il mio prossimo futuro.

Ti ringraziamo per il tempo che ci hai dedicato.

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