Una straordinaria intervista concessa al talentuoso cantautore Laín

Anticipato dai singoli “Dust“, “Hourglass” e “Lifter” è ora disponibile su tutti gli store digitali “Line of Light“, il disco d’esordio del cantautore partenopeo Leonardo Guarracino in arte Laín. Prodotto artisticamente da Stefano Bruno e Jex Sagristano e pubblicato da Soundinside Record. Ringraziamo infinitamente il talentuoso cantautore Laín, per averci consesso questa straordinaria intervista che vi riportiamo di seguito.

1) Com’è nato il tuo nome d’arte? Potresti raccontarci un po’ la tua storia artistica?

Laín è un personaggio misterioso che si aggira per le strade di Barcellona ne “L’ombra del vento”, un famosissimo romanzo di Zafon. La mia storia artistica è ancora tutta da scrivere: ho appena messo piede in questo mondo ed è tutto nuovissimo per me. Scrivo e suono in camera mia da quando ero un ragazzino, ma direi che questo album è il mio vero inizio.

2) C’è stato qualche episodio particolare che ti ha fatto sentire il bisogno di scrivere le tue canzoni? Qual è stato il tuo percorso formativo e che cosa ti ha influenzato di più?

Non saprei, scrivo perché ne ho bisogno. Spesso sono i miei stessi testi a farmi capire cosa sta per succedere nella mia vita, prima ancora che la mia parte cosciente se ne accorga. Tra le mie influenze ci sono sicuramente Elliott Smith, Kurt Cobain e Richie Sambora.

3) “Line of Light” è uscito il 15 ottobre del 2021, puoi parlarci di questo lavoro?  

È un disco d’esordio in cui mostro tutte le mie potenzialità. Un viaggio alla ricerca di sé che mira ad individuare e distruggere paure e malesseri. Sono molto soddisfatto di questo inizio.

4) Quanto tempo ha richiesto la realizzazione dell’album?

Molto più del previsto, a causa del virus che ha rallentato e reso molto più complicato il tutto.

5) Attualmente, è difficile pubblicare un disco o un singolo?

No, non è mai stato più facile pubblicare musica. Il difficile viene subito dopo: farsi ascoltare, “sponsorizzarsi”, sapersi vendere. Siamo in un’era in cui l’attenzione si compra.

6) Come stai affrontando questo periodo in piena fase pandemica da virus SARS-CoV-2?

Credo stia per finire l’emergenza. Io l’ho sempre vissuta serenamente, anche nei momenti di chiusura totale.

7) Quali sono i brani che più ti rappresentano?

Tra quelli inclusi in questo progetto, direi “Dust”.

8) Quanto di personale c’è nei tuoi pezzi?

Ogni parola…

9) Sei un cantautore che scrive molti pezzi oppure hanno difficoltà a nascere?

Scrivo tanto, ma non solo canzoni. Non so perché mi sono completamente fermato durante la pandemia, ma ho ripreso alla grande da qualche mese a questa parte.

10) Cosa significano per te improvvisazione e composizione e quali sono, per te, i loro rispettivi meriti?

Mi considero prima di tutto un autore e mi piace riflettere su ciò che sto creando. Ho i miei limiti sul piano musicale e li sto spostando lentamente, ma l’improvvisazione, per quanto mi affascini, è qualcosa che applico più alla vita che alla musica.

11) Che attrezzatura usi per comporre le tue tracce?

Una chitarra, un foglio di carta e una penna. Al massimo mi aiuto con qualche accordo al pianoforte.

12) Oggi forse più di ieri c’è una contaminazione dei generi. Pensi che la musica si sia aperta al mondo?

Sì, la musica è finalmente di tutti e ben venga la rottura dei confini di genere, purché non perda troppo in qualità.

13) Come giudichi l’uso della tecnologia e dei social media al servizio della musica?

Assolutamente favorevole alla rivoluzione musicale. La musica deve essere accessibile e gratuita per tutti. Per la questione social, un po’ alla volta stanno diventando quasi più reali della realtà e purtroppo sono parte del gioco.

14) Il ruolo del cantautore è sempre stato soggetto a cambiamenti. Qual è la tua opinione sui compiti (ad esempio politici / sociali / creativi) degli artisti di oggi e come raggiungi questi obiettivi nel tuo lavoro?

Non ho un’opinione precisa a riguardo…

15) Come pensi che le composizioni contemporanee possano attirare l’attenzione di un pubblico più ampio?

Esistono ricette prestabilite per far sì che un pezzo funzioni e siamo in un periodo in cui l’attenzione si può comprare. Credo che se scrivi una canzone con l’obiettivo di attirare l’attenzione delle persone, si rischia fortemente di inquinare la purezza dell’espressione e viene meno il senso.… o più probabilmente sono io ad avere un altro concetto di musica e di arte…

16) Che consigli daresti ai nuovi artisti che desidererebbero emergere?

Beh, qui sono io il nuovo artista, se avete voi qualche consiglio per me, sono tutto orecchi. 

17) Gli artisti spesso vivono immersi nelle emozioni del presente. Il futuro ti spaventa? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Il futuro mi sorprenderà ancora tante volte. Non ho progetti, ho soltanto tanta voglia di fare musica e portarla in giro… sembrerebbe proprio la risposta di uno che è ben centrato nel presente.

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