LAÍN: “LINE OF LIGHT”, UN ALBUM D’ESORDIO ALTAMENTE LUNGIMIRANTE CHE RIESCE A FARCI RISCOPRIRE LE MILLE EMOZIONI OCEANICHE CHE SOLO L’AMORE UMANO SA TRASMETTERE

Un caloroso saluto a tutti i nostri lettori affezionati, oggi vi presentiamo “Line of Light”, album d’esordio uscito il 15 ottobre del 2021, ideato dal cantautore Laín (Leonardo Guarracino) e prodotto dall’etichetta discografica Soundinside Records di Frattaminore (NA) fondata da Jex Sagristano (sound engineer) e da Katres (cantautrice). L’album contiene otto tracce creative, incantevoli e rasserenanti. Il fulcro principale di questo riflessivo album d’esordio, si basa sull’amore per il prossimo, questo potente sentimento, è il carburante per eccellenza dell’intera specie umana, rimanerne a secco equivalerebbe all’inceppamento dell’intera specie. Il disco presenta background sonori di tipo folk-rock con leggere e apprezzate velature elettroniche. Il primo brano “Dust” è caratterizzato da un potente messaggio di forza e speranza, l’amore fra due persone rende forti e si è capaci di affrontare insieme ogni genere di avversità. Il canto vellutato di Laín rincuora con successo l’ascoltatore, complici anche: un pianoforte cristallino ed appagante, un synth fluttuante e spirituale, un beat emozionante. Il secondo brano “Swan-Shaped Bomb”, focalizza la nostra attenzione per il testo riflessivo e confortante; l’importanza di non sprecare energie e tempo forzando le cose, c’è bisogno di vivere anche le emozioni negative, senza condannarsi e disperarsi, non temere di mostrarsi fragili, anche questo è molto importante. “Swan Shaped Bomb”, oltre a presentare un testo motivazionale, eleva il nostro modo di vivere e pensare grazie al canto appassionante e rincuorante di Laín, il brano presenta un convincente ed avvincente soft rock: batteria, chitarra elettrica e basso sprigionano quella sapiente e corretta carica vitalizzante, con questa traccia niente più ci sembrerà irreparabile. Il terzo brano “Lifter”, rappresenta la fiducia nel prossimo, l’importanza di lasciarsi aiutare. Aprirsi, fidarsi, condividere le proprie paure e debolezze, per riscoprirsi simili a qualcun altro e sentirsi compresi e quindi meno soli. “Lifter”, condivide con noi una base sonora suggestiva, dove pop, rock ed elettronica si fondono divinamente, enfatizzando l’idea che nessuno merita di restare solo, è un brano che riesce a risollevare qualsiasi anima tormentata, merito anche del canto fatato di Laín. La quarta traccia “Clouds”, intreccia un’altra sana impalcatura sonora: folk, pop e graziose sfumature elettro-ambient. “Clouds” a nostro avviso è una traccia ballabile che non riusciamo a farne almeno, ogni pensiero negativo o comunque triste, verrà spazzato immediatamente. “Clouds” ci libera da ogni frustrazione: il canto liberatorio di Laín, delle chitarre acustiche estensive, basso e batteria celestiali, un synth solare, ci assicurano un piacevolissimo ascolto, volteggiare sotto la luna non è mai stato così gradevole. La quinta canzone “Hourglass”, combatte il delicatissimo tema della depressione, l’apatia, lo svuotamento del significato della vita e l’assenza di desideri personali. Tutte cose con cui è difficilissimo empatizzare, che generano senso d’incomprensione e portano ad una grande solitudine. L’amore diventa l’unica forza capace di mettere in piedi un corpo altrimenti vuoto e assume un significato e un peso forse esagerato, ma che proprio per questo diventa un motivo valido per restare aggrappati alla vita e andare avanti. “Hourglass”, respinge con successo tutte queste gradazioni avverse che si frappongono verso il nostro cammino per una tranquillità esistenziale. “Hourglass”, propone un’avvincente tappeto sonoro contornato da superlative miscele di pop e soft rock, straordinariamente sagaci. Il sesto brano “Comet”, scandisce con malinconia e nostalgia la resa di un amore, la rinuncia a vivere una relazione in cui il sentimento puro viene schiacciato e alterato da pressioni sociali ed elementi esterni alla coppia. “Comet”, analizza una sconfitta, un fallimento invalicabile: il ritmo lento, il canto espressivo di Laín, producono un’ampia risonanza emotiva all’ascoltatore. La penultima traccia “Line of Light”, mette l’accento sulla nostalgia, momenti belli che si ripetono all’infinito nei meandri della nostra mente, tanto da fermare prepotentemente e magicamente il tempo in cui siamo costantemente immersi. “Line of Light”, presenta ottime profondità sonore, da pop rock anni 90’, alternando ritmi lenti e soavi ad autentiche esplosioni emotive e ritmiche ben congegnate. L’ultimo brano “Questions”, è sicuramente il pezzo più sognante e rilassante, il sound leggermente echeggiante, lo rendono un toccasana per l’animo dell’ascoltatore. “Questions” si fonda su eventi imprevisti e incontrollabili, tanto da rimettere in discussione il senso della vita, al quale si cercano instancabilmente nuove risposte difficili da accettare. In conclusione possiamo e potrete sentirvi sicuramente soddisfatti del magnifico lavoro d’esordio di Laín, le potenzialità di questo immenso cantautore ci sono tutte, le mille risorse e gli infiniti assi nelle maniche di Laín, convincono all’unanimità e con “Line of Light”, le vostre giornate e le vostre azioni saranno maestosamente ancor più sensate del solito, la vita sarà vista sotto una luce differente: più radiosa e tranquilla, la lode a Laín èstrameritata, complimenti e buon ascolto a tutti i nostri cari e affezionati lettori.

TRACKLIST

1. Dust
2. Swan – Shaped Bomb
3. Lifter
4. Hourglass
5. Clouds
6. Line of Light
7. Comet
8. Questions


RICONOSCIMENTI
Prodotto da:
 Stefano Bruno e Jex Sagristano
Tutti i brani sono stati scritti e composti da: Leonardo Guarracino
Registrazione e Missaggio di: Jex Sagristano presso la Soundinside Records, Frattaminore NA
Inciso da: Ed Brooks at Resonant Seattle WA
eccetto “Hourglass”, registrata, mixata e incisa da: Jex Sagristano e Francesco Giuliano


BIOGRAFIA

Leonardo Guarracino, in arte Laín, nasce ad Ischia nel 1990. Trascorre una prima infanzia caotica, prima di trasferirsi dai nonni. In adolescenza riconosce nella scrittura una valvola di sfogo e trova sollievo nel mettere in rima un forte senso di disagio e incomprensione. A 19 anni vive una breve parentesi negli Stati Uniti, paese di nascita della madre, dove lavora per pochi mesi, scrivendo i primi testi in inglese nel tempo libero. Tornato in Italia, inizia a suonare la chitarra da autodidatta per mettere in musica le proprie idee. Nel corso degli anni, riesce a sviluppare uno stile che richiama le atmosfere del rock e del folk americano degli anni ‘90. Nel 2019 l’incontro con Jex Sagristano, produttore e label manager di Soundinside Records, con cui inizia la collaborazione per il suo debut album “Line of Light”.


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