Gaia: il mio femminismo è l’inclusione”

Alma, come la sua anima che cerca di mettere a fuoco nelle molteplicità tra Italia, Brasile e vite precedenti. Alma, come il titolo scelto per il suo nuovo album di inediti, uscito per Sony Music Italy/Columbia Records. Gaia, vincitrice nel 2020 di Amici, una partecipazione all’ultimo festival di Sanremo e passata anche per X Factor nel 2016 dove arrivò seconda, ha pubblicato il suo secondo disco, anticipato dal singolo Nuvole di Zanzare, un anno e mezzo dopo il debutto con Nuova genesi. Un disco – scritto dalla stessa Gaia, con i feat di Francesca Michielin e Margherita Vicario (in Ginga), Gemitaiz (in Marina), J Lord in Louca, Sean Paul & Childsplay (in Boca), Selton (in Io e te), Tedua (in Paranuè) – che rimette in primo piano la natura, la donna, l’accettazione della diversità, il benessere interiore frutto di meditazione, ricerca, interesse nella terapia regressiva che riporta ad altre esperienze, altre vite, viaggi interiori e flussi emozionali tra gioie, dolori, fallimenti e traguardi. Ma senza etichette, senza generi, perché “sono allergica alle categorie imposte”, rivendica la 24enne italo-brasiliana. “Alma – racconta – nasce dopo un Sanremo che per me è stato emotivamente impegnativo: avevo bisogno di decomprimere e la lavorazione del disco è stata una sorta di flusso di coscienza: i 15 brani hanno come comun denominatore la sincerità. E un po’ più di consapevolezza di me stessa”. Una consapevolezza che la porta a non dover e voler scegliere tra italiano e brasiliano – le sue due lingue -, utilizzando entrambe (come anche le suggestioni e le sonorità che appartengono ai due Paesi) che si intrecciano, si danno il cambio, si completano, in un processo in cui a dettare legge “è solo l’istinto”. E la ricerca di una “verità estrema” e di “un’energia interiore per attrarre benessere”, in un mondo che nell’ultimo anno e mezzo – per lei di successo e affermazione personale, nel silenzio pandemico che ha avvolto tutto il resto – l’ha profondamente delusa. “Vedi Bolsonaro, il caso George Floyd o in Italia del Ddl Zan. È la mancanza di empatia di persone ottuse che mi spaventa e che ritengo pericolosa. Come l’indifferenza verso l’ambiente. Fare un disco che parla di benessere interiore la considero una scelta punk”. Ha le idee chiare Gaia e non accetta compromessi: “so quello che devo scegliere, ascoltandomi so dove devo andare. Non voglio che altri decidano per me”. E lo fa anche andando contro certi modelli della società che “ti fanno sentire inadeguata, non all’altezza. Essere donne è ancora complicato, ma sono cazzate: tutti sono all’altezza di tutto”. E affonda la sua stoccata contro Alessandro Barbero, lo storico che qualche giorno fa aveva parlato di “differenze strutturali tra uomini e donne”. “Arrogante affermare una cosa del genere. Dimostra un senso di inferiorità”. Ma non ci sta a essere etichettata come femminista. “Per me il femminismo non è riscrivere il diagramma della società mettendo le donne in cima e riproponendo lo stesso schema che già conosciamo. Il mio femminismo è l’inclusione, con la possibilità per tutti gli invisibili di essere ascoltati. Un mondo basato su uguaglianza e meritocrazia”. L’uscita di Alma anticipa il concerto di Gaia in programma il 21 novembre al Corona Capital 2021 a Città del Messico, che nella line up avrà i Tame Impala, Disclosure, The Kooks, Twenty One pilot. A gennaio poi partirà da Torino l’Alma Tour, nei club italiani.

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