Intervista esclusiva alla band indie pop La Chance Su Marte

La Band nasce ad Ancona (Marche). Nell’estate 2016, incontra l’Alka Record Label di Ferrara, che si mostra interessata alle potenzialità dei ragazzi. L’etichetta, dopo aver conosciuto un po’ la band, le propone subito la prima sfida: Iniziare a comporre testi in italiano; così da incontrarsi, nei mesi successivi, negli studi di Ferrara (Jolanda di Savoia) ed iniziare questa collaborazione. Ringraziamo di cuore la Band, per averci concesso quest’esclusiva intervista che vi proponiamo di seguito.

1) Com’è nato il nome della vostra band? Potreste raccontarci anche un po’ la storia della vostra band?

La band si è formata nel 2013, quando abbiamo deciso di unire la nostra passione per la musica e i nostri strumenti. Siamo nati come cover band dei Beatles, fino a che non è nata l’esigenza di fare musica nostra. Inizialmente scrivevamo i testi delle canzoni in inglese, poi però anche questo non bastava perché volevamo farci capire il più possibile ed essere diretti e chiari con le persone che ci ascoltavano; quindi, dopo il primo EP autoprodotto in inglese, abbiamo voltato sull’italiano. La Chance Su Marte come nome della Band nasce nel 2016 quando eravamo in studio a Ferrara con la nostra attuale etichetta Alka Record Label. Prima è nato il singolo “La Chance Su Marte” e poi da lì, visto che eravamo alla ricerca di un nome che ci identificasse e rappresentasse, abbiamo deciso di chiamare la Band proprio come il primo singolo prodotto a Ferrara.

2) C’è stato qualche episodio particolare che vi ha fatto sentire il bisogno di scrivere le vostre canzoni? Qual è stato il vostro percorso formativo e che cosa vi ha influenzato di più?

Sicuramente il periodo dal 2015/2016 in poi ci ha dato quella spinta che stavamo cercando per fare un passo in avanti, poi senza dubbio il 2020/2021 con la pandemia ci ha fatto capire che le cose materiali sono effimere, ma le relazioni, l’amore, le passioni e gli ideali sono cose che non possono essere scalfite e di cui bisogna parlare. Ognuno di noi ha un suo percorso formativo, c’è chi viene dal puro rock, chi anche dal Metal, chi dal classico e chi dal cantautorato. Questo è anche il bello della Band, ognuno porta al gruppo la propria esperienza.

3) Il 5 novembre del 2021 è uscito “Incontri Ravvicinati”, il vostro nuovo album, potete parlarci di questo lavoro e del disco precedente “Come ci viene”?

Sì, è uscito da poco il nostro nuovo e secondo Album che abbiamo deciso di chiamare “Incontri Ravvicinati” per vari motivi. Il primo forse è quello legato al Covid-19 e alla pandemia che ci ha visto stare lontano gli uni dagli altri, avere paura anche di chi ci vuole bene; quindi, questo titolo è un monito per tornare a stare vicini, a incontrarci di nuovo e a condividere dal vivo le emozioni. In secondo luogo, è anche un richiamo cinematografico sia al film “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo” che si lega anche alla sfera dello spazio e dei Marziani, molto vicina al nome della nostra band, sia al mondo del cinema che diciamo è il filo rosso che lega quasi tutti i brani del disco, dove ci sono frequenti richiami cinematografici. Per quanto riguarda “Come Ci Viene” crediamo che sia un ottimo disco, dove ancora però naturalmente eravamo alla ricerca di una nostra strada da percorrere. Con questo secondo disco diciamo che abbiamo già messo un piede lungo questa strada che abbiamo trovato, e che stiamo percorrendo con molto entusiasmo e passione nel prossimo progetto che è già in atto che uscirà nei prossimi anni.

4) Quanto tempo ha richiesto la realizzazione del disco?

I primi brani del disco sono nati nel 2019, poi abbiamo svolto la fase di produzione in più riprese; quindi, diciamo che c’è voluto circa un anno e mezzo che abbiamo allungato a due pubblicando il disco recentemente, ma era già pronto da mesi prima.

5) Attualmente, è difficile pubblicare un album?

Non è assolutamente semplice e banale, soprattutto per le band ancora emergenti come noi che si devono fare strada in un mondo saturo di musica che passa velocemente e scompare.

6) Come state affrontando questo periodo in piena fase pandemica da virus SARS-CoV-2?

Lo abbiamo affrontato abbastanza positivamente dal punto di vista musicale, anche se ci manca da morire tornare con frequenza sul palco davanti ad un pubblico. Non ci siamo mai fermati in questi due anni, anche a distanza scrivevamo canzoni, buttavamo giù idee, progettavamo.

7) Quali sono i vostri pezzi che più vi rappresentano?

La Chance Su Marte” che dà nome anche alla band, “King Kong”, “Ancora una Volta” e “Robin Hood”

8) Quanto di personale c’è nelle vostre canzoni?

C’è quasi tutto, noi parliamo e scriviamo di ciò che proviamo e viviamo tutti i giorni, della nostra quotidianità, della nostra città, della nostra società e delle nostre esperienze belle e brutte.

9) Siete una band che scrive molti pezzi oppure hanno difficoltà a nascere?

Siamo una band che scrive abbastanza diciamo che portiamo sempre almeno il triplo dei brani in studio per poi sceglierne i pochi migliori. In modo da avere la scelta migliore da proporre.

10) Cosa significano per voi improvvisazione e composizione e quali sono, per voi, i loro rispettivi meriti?

La composizione è lo schema, la regola che in musica è fondamentale per creare il suono, l’improvvisazione è anch’essa fondamentale perché rende personale quel tipo di schema e lo rende riconoscibile tra tutti gli altri.

11) Che attrezzatura usate per comporre la vostra musica?

Principalmente utilizziamo PC e scheda audio per fare le demo, collegando ovviamente i nostri strumenti come chitarre, basso e microfoni. Poi il tutto viene risuonato parte per parte, strumento per strumento live in studio a Ferrara.

12) Oggi forse più di ieri c’è una contaminazione dei generi. Pensate che la musica si sia aperta al mondo?

La musica è del mondo, appartiene al popolo così è nata e così sarà sempre e sempre evolverà e muterà al cambiare delle generazioni e dei popoli

13) Come giudicate l’uso della tecnologia e dei social media al servizio della musica?

Assolutamente sono un mezzo molto potente e utile per poter comunicare a più persone possibili, ma restiamo della convinzione che il live è il metodo migliore e unico per fare musica e ascoltare musica.

14) Il ruolo delle band è sempre stato soggetto a cambiamenti. Qual è la vostra opinione sui compiti (ad esempio politici / sociali / creativi) delle band di oggi e come raggiungete questi obiettivi nel vostro lavoro?

Noi crediamo che la band sia un’artista quindi libero di esprimere la musica come preferisce e di parlare secondo le sue esperienze e i suoi ideali, sarà poi il pubblico a capire o meno. Penso però che gli artisti famosi e con tanto seguito abbiano una responsabilità sociale.

15) Come pensate che le composizioni contemporanee possano attirare l’attenzione di un pubblico più ampio?

La musica è diventata sempre più fluida e veloce ed è sempre più difficile tenere l’attenzione dell’ascoltatore che vuole subito passare alla canzone successiva. Diciamo che l’originalità nel suono e nella musica sono la chiave per raggiungere e mantenere prima l’attenzione di pochi e poi raggiungere il grande pubblico.

16) Che consigli dareste ai nuovi artisti che desidererebbero emergere?

Anche se siamo giovani di esperienze ne abbiamo fatte e ne dobbiamo fare ancora altre in cui sbaglieremo e impareremo. Il consiglio è quello di restare sempre fedeli a sé stessi guardando al cambiamento in modo positivo e non snaturando chi si è e la passione per cui si fa musica e si scrive. In secondo luogo, se davvero vuoi raggiungere un obiettivo mai mollare difronte a niente, e di ostacoli ce ne saranno e anche molti, ma la motivazione e la passione sono tutto.

17) Gli artisti spesso vivono immersi nelle emozioni del presente. Il futuro vi spaventa? Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Io penso che la vera felicità sia godere del presente, senza dipendere ansiosamente dal futuro. Perciò il futuro è una cosa ignota ma che non ci spaventa perché ognuno è diverso e ognuno ha una sua strada da percorrere per arrivare agli obiettivi. Si abbiamo un progetto molto centrato che ci sta facendo crescere molto dal punto di vista artistico. Stiamo collaborando ormai da Aprile con Manuele Fusaroli al nuovo e prossimo album, con un cambio di stile che ci rappresenta molto. L’ambizione principale ora è quella di riuscire a suonare live il più possibile perché è li che davvero si crea la magia ed è li che noi come band e artisti ci sentiamo bene.

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