Roby Facchinetti: “Con l’orchestra ogni brano è bellissimo”

 Cento minuti di musica sull’onda di un’orchestra sinfonica. Arrangiamenti che si adattano perfettamente a successi come ‘Uomini soli’ o ‘Pierre’, ma rende inedito e unico anche l’allegro inno di ‘Chi fermerà la musica’. “Io credo che con una orchestra sinfonica ogni brano diventa bellissimo, come se trovasse la sua giusta collocazione”, ha spiegato Roby Facchinetti, presentando oggi il suo nuovo album, il quarto da solista. E il titolo è appunto ‘Symphony’, un doppio cd in uscita domani, distribuito da Believe, con 19 brani tra i quali 14 del repertorio classico dei Pooh e dei suoi precedenti album e 5 inediti. “E questi 5 sono un po’ le mie 5 anime musicalmente parlando”, ha aggiunto l’artista spiegando che tutti i brani sono eseguiti dalla grande Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana e dalla Budapest Art Orchestra, entrambe dirette dal Maestro Diego Basso e che per alcuni è stato affiancato dal soprano Claudia Sasso. “È sempre una grande scommessa rifare i grandi brani di una band – ha detto il maestro – quando la band non c’è più”. Una band che si impose sulla scena musicale nei primi anni ’70, con successi come ‘Tanta voglia di lei’ e ‘Pensiero’, ha attraversato i decenni vendendo oltre 100 milioni di dischi e vincendo anche il festival di Sanremo del 1990 con ‘Uomini soli’, che è anche il singolo estratto dall’album e già in passaggio sulle radio. Gli inediti sono invece ‘La Musica è vita’, ‘Che meraviglia’ e ‘Se perdo te’ (“dedicato ovviamente a mia moglie di cui sono innamoratissimo”) scritti con l’autrice Maria Francesca Polli, e ‘Respiri’, brano strumentale. Il quinto è una preghiera, quasi un’Ave Maria, ‘Grande Madre’, con il testo di Stefano D’Orazio, batterista, paroliere e cantante del gruppo, scomparso il 6 novembre dello scorso anno. “Lui ci teneva tanto a questo brano e mi aveva chiesto già in precedenza di inserirlo ma non c’era stato tempo – ha raccontato Facchinetti – Ma gli promisi che lo avrei fatto con il prossimo lavoro e ho mantenuto la promessa”. “È una preghiera rivolta alla Grande Madre, una poesia scritta da un credente, anche se Stefano non era praticante – ha aggiunto – Non è un testo evocativo, ma invocativo e credo davvero che dopo quello che sta accadendo abbiamo davvero bisogno di aiuto dall’alto”. A tenere uniti brani come ‘Parsifal’ o ‘Un mondo che non c’è’, la sinfonia il cui suono, ha detto Facchinetti ‘è casa mia’. Era sua madre ad ascoltare musiche sinfoniche e opere liriche che lei adorava. “E la prima cosa che penso ogni mattina – ha aggiunto – ha sempre qualcosa a che fare con la musica, se non amassi la musica sarei alle Hawaii”. ‘Symphony’ sarà anche il nome del tour di Facchinetti, organizzato da Colorsound, che partirà il 22 marzo 2022 da Bergamo, dove l’artista è nato nel 1944, e toccherà le principali città italiane.

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