MARCELLO CAPOZZI: “OFFSHORE”, UN VIAGGIO MUSICALE INTRIGANTE, ETEREO E INTIMISTA

Un caloroso saluto a tutti i nostri lettori, oggi vi presentiamo “Offshore”, secondo album del cantautore partenopeo Marcello Capozzi. Il disco è stato pubblicato da I Dischi Del Minollo il 21 gennaio del 2022. “Offshore”, contiene nove brani sublimi e deputati alla ricerca di un nuovo equilibrio esistenziale, scardinando anche i rapporti particolarmente tesi tra società e individuo, sebbene questi non sempre affioriscono in superficie, nascosti dietro all’apparente banalità della vita quotidiana del mondo attuale e delle sue metropoli. “Offshore” descrive in maniera simbolica l’attrito onnipresente tra società e individuo (quello che desideriamo essere/avere e quello che la società ci impone). Il primo brano “Modello 730”, si avvale di un sound pregiato coadiuvato da un ritmo delicato e a tratti brillantemente altisonante: chitarre elettriche maestose, batteria instancabile, basso avvolgente, un Capozzi coinvolgente, un sassofono sublime, drum machine e sintetizzatori magistrali. “Modello 730”, intreccia un turbinio di natura ansiogena, costellato da importanti problematiche socioeconomiche come la criminalità organizzata, un fisco aggressivo e quasi soffocante, dove il protagonista parte con un atteggiamento negativo per poi riscattarsi nel finale del disco. Il secondo brano “Dei miei stivali”, avvolge l’ascoltatore con chitarre riflessive, basso generoso, batteria lodevole, sintetizzatore e violini incantevoli, un Capozzi equilibrato e saggio. Il secondo brano “Dei miei stivali”, spiega lo stato d’animo affranto e deluso del protagonista: dover abbandonare la propria nazione per un’altra, affinché possa realizzare i propri sogni e trovare il proprio posto in questo mondo. “Dei miei stivali” , presenta un sound sobrio e rilassante, un rock risoluto e mai sguaiato, un ritmo dinamico e preciso: batteria, chitarre, basso, voce, sintetizzatori e violini esprimono tutti enormi potenzialità e alto coinvolgimento emotivo e d’ascolto. Il terzo brano “London Bridge”, segna l’arrivo del protagonista nella nuova meta. La terza traccia trasporta l’ascoltatore in un’atmosfera sonora onirica e tersa di ottimo rock energico e sfavillante: chitarre sfrenate, basso voluminoso, batteria portentosa e talentuosa, un Capozzi fiammeggiante e risoluto. “London Bridge” segna un cambiamento emotivo e sonoro di gran impatto. Il quarto brano “Anelli siderali”, ci vedrà graziosamente fluttuare nelle lunghe e soavi sonorità elettroniche, qui il sintetizzatore insieme al talentuoso Capozzi sono i due protagonisti indiscussi di questa sensazionale traccia. “Anelli siderali” è centrato sul tema dell’amore, quel grande sentimento che placa e diluisce ogni attrito che ritroviamo sul nostro cammino esistenziale. Il quinto brano è interamente strumentale “Six years later”, ci cullerà con tatto e grazia, il sound ambient è altamente lenitivo (corpo e mente): chitarre sognanti, un vibrafono lodevole, sintetizzatori gradevolissimi e mistici. Il sesto brano “Mors tua” ci trascina con la sua magnificenza sonora: voci, chitarre acustiche, claps, fisarmonica, hammond, percussioni e mandola si uniscono in abbraccio contemplativo e quasi religioso. “Mors tua” qui sta a significare che il danno di una persona è spesso un vantaggio per un’altra, allo stesso tempo enunciata in senso più ampio, un’allusione alle dure leggi della vita e alla lotta per l’esistenza. Il settimo brano “Offshore”, assistiamo ad un ulteriore cambio di sonorità, un pop rock elettronico e dinamico, è la storia di un personaggio il quale, attraversando la complessità del nostro mondo, intraprende il suo personale cammino di connessione verso la vastità, abbracciando una visione generale ed immanente dell’eterno. “Offshore”, presenta una texture sonora di inestimabile valore e rispetto: sintetizzatori fulgenti, chitarre lodevoli, basso armonioso e un Capozzi eccelso. Il penultimo brano, “Fine mondo (Pianeta Schengen)”, trasmette una raggiante sicurezza e speranza al pubblico, merito del canto imponente e del suono complessivo di alta qualità: basso, chitarre, batteria e sintetizzatori di prim’ordine, perdersi in questo brano monumentale è automatico. L’ultimo brano di natura strumentale “Once upon a time in the universe”, evoca uno sguardo retrospettivo, da distanze siderali, sia sulla storia del personaggio che sul vissuto del suo creatore. Ogni cosa va a collocarsi all’interno della storia dell’universo. Questo brano conclusivo diffonde rassicurazione, serenità, dove tutto è stato finalmente risolto, la nuova vita che ci siamo prefissati ha dato i suoi frutti, il tutto viene elaborato da chitarre elettroacustiche fatate e sintetizzatori accoglienti. Con questo secondo album, Capozzi porta a casa un ottimo consenso di critica e di pubblico, con Offshore non potevamo chiedere di meglio, è stato un autentico dono dal cielo, complimenti e a risentirci con il prossimo lavoro discografico.

TRACKLIST

1. Modello 730 4:22

2. Dei miei stivali 5:39

3. London Bridge 4:24

4. Anelli siderali 4:07

5. Six Years Later 2:38

6. Mors tua 5:39

7. Offshore 7:05

8. Fine mondo (Pianeta Schengen) 4:30

9. Once Upon a Time in the Universe 2:40


BIOGRAFIA

Marcello Capozzi è un musicista, autore e produttore nato a Napoli. “Sciopero”, album d’esordio (Seahorse Recordings/Audioglobe) che fu inserito nelle pre-selezioni del Premio Tenco 2014 nella categoria Migliore Opera Prima, diede l’occasione di suonare in svariate rassegne in giro per l’Italia e aprire concerti di Cesare Basile, Marlene Kuntz e Paolo Benvegnù. A inizio 2015, nel pieno della fase compositiva del secondo disco, Marcello Capozzi decise di emigrare nel Regno Unito, trasferendosi a LondraLa decisione fu presa per tipiche motivazioni economiche ma, anche, con l’obiettivo di realizzare un progetto che ormai si era fatto molto chiaro: mettere in scena il racconto di una storia legata a un unico personaggio in transizione nel Regno Unito verso lo spazio infinito. Un lungo viaggio, il cui vero oggetto di rappresentazione è l’incessante movimento energetico messo in campo da un essere umano, nel momento in cui deve superare l’ostacolo che di volta in volta si para davanti. È la storia di un personaggio nel suo viaggio verso l’universale, in una dimensione olistica, dopo avere attraversato con ardore alcune delle maggiori sfide presentate dal vivere in società, nell’epoca contemporanea. Benché il processo compositivo fosse sostanzialmente concluso un anno dopo l’arrivo a Londra, la gestazione dell’intero progetto ha dovuto fare i conti con i tempi lunghi di ricostruzione di una nuova stabilità esistenziale. Sono stati anni di lontananza dalle pubblicazioni ufficiali, ma di appassionata e paziente fedeltà a un progetto esteticamente molto ambizioso. Al progetto grafico Jessica Lagatta: disegnatrice che vanta, tra gli altri progetti editoriali, la realizzazione delle illustrazioni per il libro “Diario di un’apprendista astronauta” di Samantha Cristoforetti (La Nave Di Teseo).


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