D.IN.GE.CC.O: “BACANADERA”, L’AUTENTICA FINESTRA SULL’ANIMO UMANO

Un caloroso saluto a tutti i nostri lettori, oggi vi presentiamo “Bacanadera”, nuovo album del compositore D.In.Ge.Cc.O (Gianluca D’Ingecco). Il disco è stato pubblicato dall’etichetta Waste Noise, il 18 marzo del 2022. Il sound utilizzato in questo nuovo lavoro risulta: sensazionale, grintoso, originale e stupendamente atonale. Il genere utilizzato dal talentuoso D.In.Ge.Cc.O integra magistralmente: soul, jazz, elettronica, ambient, bossa nova e altri generi latino americani. “Bacanadera”, vanta ben dodici tracce: misteriose, emotive e oniriche. Il disco sprona l’ascoltatore a perdersi candidamente in questa marea sonora, tanto da generare una profonda riflessione riguardante la propria coscienza. “Bacanadera”, è un album: senza ombre, coraggioso, originale e indimenticabile. Passiamo ora al primo brano “Learn to…”, esso ci catapulterà alla scoperta dell’io, con l’obiettivo di entrare nel mondo dell’inconscio. Saremo accarezzati da suggestive folate di vento elettronico, da una tempesta di voci e suoni ancestrali. “Learn to”, rapisce per il suo ritmo felpato e fluttuante, la traccia ci guida a comprendere meglio noi stessi e abbandonarsi il tanto che serve, aiuta a seminare le preoccupazioni, i dubbi o i pensieri tossici che intasano la nostra mente, dobbiamo imparare a svuotare lo spirito per poter bussare alla porta dell’ignoto, verso nuovi stati di coscienza. Con la seconda composizione “Say Goodbye”, siamo nella terra di mezzo dove si rincorrono ancora gli echi del mondo che vogliamo abbandonare. Siamo sulla soglia della porta. Dobbiamo capire quanto sia importante imparare a dire addio a tutto ciò che s’interpone tra la nostra autentica identità ed il diritto alla ricerca della nostra felicità. “Say Goodbye” sfoggia il miglior mix di: soul, funky ed elettronica, tutti e tre i generi si fondono per dare vita ad un sound: futuribile, urbano, avvolgente e psichedelico. Questa seconda traccia è altamente suggestiva, questo grazie a: un beat up possente, una batteria vigorosa e un sythn da mille e una notte. Il terzo brano “Lounge Kids” mescola sagacemente elettronica e soul, esso presenta un sound onirico e travolgente: un basso ipnotico, un synth sognante, chitarre che producono riff calmanti e caldamente riverberanti. “Lounge Kids” accarezza con cura l’animo dell’ascoltatore, è il perfetto tema dell’infanzia, sa ricreare quella giusta combinazione di spensieratezza e nostalgia. Il quarto brano “Cities of God (Revenge Tango)”, ammaglierà l’ascoltatore con un ritmo dinamico, un accompagnamento a metà fra: tango, funky, soft jazz ed elettronica. “Cities of God (Revenge Tango)”, immergerà l’ascoltatore in un’aura riflessiva e psichedelica. Il quinto brano “Whiplash of the Spies”, mette in evidenza un ritmo sfasato e spezzato di un’orchestra sudamericana, tutto ciò rappresenta il richiamo della nostra parte razionale, da troppo tempo abituata a non lasciarsi andare all’ignoto. Sono come frustate che ci vogliono riportare al precedente stato di coscienza. Sono le spie del nostro subconscio che vanno a spifferare al nostro ego il nostro tentativo di fuga alla ricerca di noi stessi. “Whiplash of the Spies”, colpisce per la sua brillante atonalità, atta a raccontare il nostro vivere male la nostra quotidianità. Il sesto brano “The Great Savage Concert”, è un ottimo brano atemporale che riesce ad unire con estrema lucidità: jazz, funky, dance elettronica, un continuo intrecciarsi di visioni ed evocazioni musicali. Questo sesto brano porta con sé un’impronta sonora: libera, atonale e immaginifica, qui tutti gli strumenti sono portati allegramente allo sfinimento: pianoforti, chitarre, sassofoni e sintetizzatori, celebrano la nuova rinascita musicale, dove futuro, passato e presente si fondono in un corpo musicale unico. “The Great Savage Concert” è il raggiungimento simbolico dell’evoluzione umana, dove bisogna andare sempre avanti e sperimentare nuovi pensieri sociali e umanitari. La settima composizione “Não Esqueça Sua Bagage (Carnaval Desperado)”, esprime la musica brasiliana del carnevale, della gioia e del divertimento ma anche della saudade, quel sentimento nostalgico verso qualcosa che è terminato e che si vuole rivivere. Con questo settimo brano il compositore invita l’ascoltatore ad abbandonarsi ai due stati d’animo precedentemente accennati, grazie ad esse riusciremo a vivere la bellezza della nostra anima. “Não Esqueça Sua Bagage (Carnaval Desperado)” ci travolge col suo ritmo latino-americano, attraverso il quale sprigiona a sua volta un gradevole mix: atonale, elettronico, ambient e bossa nova. L’ottavo brano “La Primera Vez (en-el-Día de los Muertos), inebria l’ascoltatore con la sua magistrale atonalità, il suo fantastico mix: elettronico, soft jazz e rimembranze sonore messicane. Quest’ottava composizione attraversa l’inconscio del pubblico, rilascia una risonanza emotiva di prim’ordine. La non traccia “Midnight Jog”, risulta estremamente attraente, merito delle sue qualità sonore tribal, blues, soul e sciamaniche. Con “Midnight Jog” il pubblico sognerà ad occhi aperti, saranno in grado di comunicare col proprio inconscio, ciò porterà alla scoperta di un mondo fatto di: serenità, calma rigenerante, beatitudine e rinvigorimento spirituale. La decima traccia sonora “Blessed Islands”, è una ballata con un’impronta spiccatamente jazz caratterizzata da un accompagnamento ritmico tipico delle musicalità del sud del mondo, cullata da un flauto peruviano e scadenzata dal suono di un tamburello tipico della musica popolare del sud Europa e da una fisarmonica che richiama quelle delle tarantelle napoletane. Un mix di atmosfere e sonorità tipiche del sud del mondo che si sviluppa in un crescendo. Un arrangiamento e un’armonia che accompagnano l’ascoltatore verso un’atmosfera sognante e malinconica capace, però, di farci intravedere la bellezza e la tranquillità avvolgente delle nostre isole benedette. “Blessed Islands” sa leggere i cuori degli ascoltatori: dobbiamo avere il coraggio di essere noi stessi, spezzare le catene: dell’odio, del cinismo, dei pregiudizi e dello sfrenato egoismo. “Blessed Islands” è anche un ponte che unisce la calma e la sintonia esistenza che alberga in ognuno di noi. Il penultimo brano “My Band Got Lost at the Fish Market”, breve ma intenso evoca la musica di una banda popolare di una città. Quest’echeggiante clip audio simboleggia la rinascita, come la fenicia che risorge dalle sue ceneri; l’importante è rialzarsi dopo ogni fallimento, sebbene la tentazione di lasciarsi trasportare dal fatalismo risulti tremendamente pressante. L’ultimo pezzo “Caballero Solitario”, strega per il suo approccio elettronico, ambient, hip hop e soft jazz. “Caballero Solitario” è una traccia trascendentale e contemplativa, dove ogni essere umano deve avere il coraggio di intraprendere questo cammino solitario senza aver nessun timore. Il cammino stesso porta alla ricerca del proprio io, della nostra essenza, è un viaggio che ci avvicina sempre più alla risposta del senso della vita; superare la preoccupazione per sé stessi e sviluppare un sincero e profondo interesse per gli altri, quello che lo psicoanalista austriaco Adler definisce come “Il sentimento sociale”. “Bacanadera” appare come un diamante grezzo se non ascoltato attentamente, ma in realtà è un diamante completo a tutti gli effetti. “Bacanadera” ha spessore e coraggio da vendere, un plauso va al suo continuo ritmo atonico, per noi D.In.Ge.Cc.O supera a pieni voti anche questo nuovo lavoro discografico: intellettuale, filosofico e spirituale.

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