DANA TEJERA: “LIBRE”, UN ALBUM ELETTRIZZANTE CHE PONE LA CRITICA COME DENUNCIA DELLE PATOLOGIE SOCIALI

Un caloroso saluto a tutti i nostri lettori, oggi vi presentiamo “Libre”, nuovo album della cantautrice romana Diana Tejera. Il disco è stato pubblicato dall’etichetta Giallo Ocra Edizioni, l’8 marzo del 2022. Il sound utilizzato in questo nuovo disco risulta: anticonformista, innovativo, commovente e brillantemente ribelle. Il genere utilizzato dalla radiosa Tejera integra magistralmente: pop, elettronica, folk, ambient e post – rock. “Libre”, vanta ben undici tracce: contemplative, irripetibili ed eccelse. Il disco sollecita l’ascoltatore a porre al centro della propria ricerca il ruolo della critica come denuncia delle patologie sociali. La cantautrice rispecchia perfettamente quest’idea “Il posto dell’artista è il posto dell’essere umano, dove lo spirito di osservazione e dell’analisi sociale ricoprono un ruolo fondamentale”. Il testo del primo brano “Libre”, fa riferimento ad una poesia di Jacques Prévert “L’insegnamento libero”, anche l’autrice si fa portavoce di una forte critica: alla società dei consumi, all’ipocrisia e all’importanza dell’educazione scolastica e civica. “Libre” è anche un elogio al pensiero libero, associato alla leggerezza dell’infanzia, c’è anche una critica ironica, a certi metodi educativi di stampo cattolico e clericale. “Libre” presenta un soave e liberatorio sound di matrice pop ed electro: basso maestoso, batteria soffice, chitarre elettriche coinvolgenti, una Tejera ipnotica. Il secondo brano “Una sola palabra”, è centrato sul potere delle parole, esse sono in grado di frantumare la distanza del tempo e risvegliare il fuoco vitale che risiede in noi. “Una sola palabra” avvolge genuinamente il nostro apparato uditivo con una sorprendente folk ballad electro, ci troviamo dinanzi ad una Tejera trascinante. Il terzo brano “Volverè”, ci rende parteci di una storia d’amore ormai al tramonto, di un viaggio alla ricerca di sé stessi, dove regnano la paura e la certezza che l’altro possa tornare e frantumare gli sforzi fatti. E di fatto torna, come torna la voglia di cedere alla mancanza, di credere anche alle bugie. Consapevole, si accetta l’imperfezione di un legame inevitabile. “Volverè” intriga l’ascoltatore col suo genere dance, ambient ed electro, ascolteremo una Tejera da una mille e una notte, accompagnata da: un beat up irresistibile, un synth onirico e una batteria da urlo. Il quarto brano “En tus ojo”, racconta di un amore intenso, tormentato, a cui non si riesce a chiudere la porta pur sapendo che è necessario. In “En tus ojo”, traspare dunque la fatica della separazione, essa traspare magistralmente anche grazie ad un sound fluttuante e rallentato del synth, delle chitarre e dal canto struggente della Tejera. La quinta traccia “Aùn”, rimarrà a lungo nei nostri cuori, essa è un viaggio suggestivo e nostalgico che sublima l’accettazione della separazione. Questa canzone è dedicata al padre della cantautrice romana, qui la perdita si trasforma in un canto pacificato e consapevole, trasformare il ricordo in prospettiva, rifugio e non in mera mancanza, alimentarsi del passato per superare le sfide del presente e del futuro. “Aùn” presenta un leggiadro folk a leggere tinte ambient: il canto morbido della Tejera è rassicurante e per giusta causa nostalgico e malinconico, le chitarre sono ottimamente ondeggianti e cullanti, synth melodico e caldo. Il sesto brano “True Lie”, parla di delusione e rabbia per una relazione tossica, descrivendo una persona egoista, manipolatoria e bugiarda che è vittima delle sue stesse azioni. “True Lie”, presenta un canto deciso e combattivo, seguito da un risolutivo sound elettropop. Il settimo brano “Why”, è purezza sonora, verremo trasmessi in una dimensione accogliente ed immaginifica, “Why” è una dichiarazione dolce, essa rappresenta le basi e le promesse migliori per condividere al meglio la nostra vita insieme a chi ci è più caro. “Why” è una gradevole sequela di suoni folk, pop ed elettro: synth contemplativo, chitarre affascinanti, una Tejera estasiante. L’ottavo brano “All that you see” presenta una canzone intima, dove il protagonista indiscusso è il desiderio, si chiede all’altro di abbandonarsi, di uscire fuori dai grovigli dei pensieri, spesso fuorvianti insieme alle parole. Un invito a liberarsi dalle sovrastrutture e a vivere la realtà nei fatti. “All that you see” è un pezzo ben orchestrato, qui il sound ribelle e scintillante dell’elettropop e ambient si fondono magistralmente, con quel grazioso tocco galleggiante. Il nono brano “True lady”, canta di una donna, vista come una Madonna sensuale e dissacrante, in un backgound rosso fuoco. Questa donna attraente e trasgressiva, sembra angelica invece è notturna e cupa. Entrando in relazione con lei si perde ogni equilibrio, l’unico modo di sopravvivere è liberarsene. “True lady”, è un brano malinconico ma assolutamente realista; utilizzare scorciatoie nella vita può essere una tentazione allettante, ma saremo pronti ad affrontare le conseguenze?. “True Lady” è una folk ballad introspettiva e ammaliante. Il penultimo brano “I quit”, descrive un conflitto interiore. La protagonista cerca di liberarsi da una dipendenza ma le proprie fragilità sono sempre in agguato. Così finisce per diventare vittima e carnefice allo stesso tempo. È importante non giudicarsi e perdonarsi per andare avanti. “I quit”, sprizza redenzione da tutti i pori, non a caso siamo testimoni di un sound positivamente prorompente, di matrice post-rock. L’ultimo brano “In your mind”, tratteggia un legame consolidato, una dichiarazione d’ amore a una persona impegnata socialmente che si batte per qualcosa di importante e cerca di affrontare le ingiustizie del mondo. “In your mind” miscela sapientemente, folk, ambient ed elettropop. Grazie a Libre, la cantautrice romana si è aggiudicata un posto speciale nei nostri cuori grazie al suo messaggio cosmopolita che dona un potenziamento umano e di cambiamento sociale, promossa a pieni voti, complimenti, non vediamo l’ora di ascoltare nuovi lavori discografici.

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