Pino Marino: “Tilt”, un approccio heideggeriano per risvegliare la coscienza collettiva

Il 30 ottobre del 2020 è uscito “Tilt”, il nuovo album del cantautore romano Pino Marino. L’album contiene 10 brani, al quale si uniscono tre prestigiosi ospiti: Tosca che canta “Roma bella”, Ginevra Di Marco che duetta con Marino in “Maddalena” e Vinicio Marchioni (presente nel brano di chiusura) che a suo modo ricuce e interpreta tutti i “Tilt” apparsi in queste canzoni. Il disco presenta un genere musicale cangiante: si parte dall’elettro-pop, rock, fino al cantautoriale. L’album adopera ritmi travolgenti, testi assolutamente eloquenti e meditativi; degno di nota la copertina del disco, la foto “L’ora del bagnetto, Gaza” scattata da Emad Nassar nel 2015 che ha vinto lo Sharjah Award in Medio Oriente. Lo scatto ritrae Salem Saoody, 30 anni, mentre sta facendo il bagno a sua figlia Layan e sua nipote Shaymaa nella vasca da bagno, unico pezzo della casa rimasto illeso dai bombardamenti. A Marino consegniamo lo scettro di filosofo esistenzialista, grazie ai suoi testi analitici e appassionati che riescono a chiarirci l’attuale rapporto tra l’uomo e l’essere (società, mondo). L’autore attraverso i suoi brani, denuncia la società capitalista, tentando anche di risvegliare la coscienza collettiva ormai assopita: dall’indifferenza, dalla tecnica (la forma più alta di razionalità mai raggiunta dall’uomo) e dall’utilitarismo. Tecnica ed utilitarismo sono i due grandi scenari dalla razionalità molto semplici ma al tempo stesso molto pericolose, nel caso in cui dovessero diventare la forma unica di pensiero. Se questa razionalità diventa la forma universale del nostro modo di pensare (la tecnica) noi avremo una progressiva esclusione dell’uomo dalla storia. “Tilt” ci fa ascoltare e “visualizzare” la decadenza della cultura occidentale: misuriamo tutto con l’efficacia, vero è ciò che è efficace, ciò che produce risultati, ciò che raggiunge gli obiettivi che l’uomo si è posto. Partiamo col primo brano “Calcutta” dal poderoso sound rockeggiante ed elettronico: un’autentica ballata dal risvolto esistenzialista che tratteggia a tuttotondo il fallimento della società capitalista, una collettività sempre più distante dalla dimensione umana e che lascia spazio solo all’individualismo più becero. La seconda traccia “Pensiero nucleare” è segnata da un ritmo soave e calmo che in realtà nasconde una denuncia comprovata: l’umanità si sta polverizzando da sola: non abbiamo bisogno di un’autentica bomba nucleare, visto che la temibile arma di distruzione di massa è dettata dall’ignoranza esistenziale, dalla non cultura indotta da futili mode, dall’insensibilità capitalista che si è riversata nella società. Il brano “Caterina volentieri” dal ritmo dolce e dance, racchiude tutte le insicurezze, le fragilità e le incertezze del mondo giovanile, narrate spazientente da Marino. Il pianoforte, la batteria ed il basso elettrico fanno da padroni a “La mia velocità” con un ritmo lento ed introspettivo, riescono ad infonderci riflessione, quiete e rassicurazione; c’è bisogno di abbassare i ritmi frenetici della società affinché si possa salvaguardare: la sanità mentale delle persone ed accrescere l’acuità della sensibilità umana. “Maddalena” duetto con Ginevra Di Marco, possiede un ritmo sereno, scandito da chitarra e batteria, parla sì di un amore clandestino ormai perduto, ma allo stesso tempo denuncia l’ipocrisia di questa società perbenista che è pronta a puntare il dito contro, guarda la pagliuzza negli occhi altrui, senza scorgere la trave presente nel proprio occhio, ma quel che conta è l’amore dato. “Io non sono io” è una traccia dance che trasmette autocritica, denuncia il nichilismo (sono caduti i vecchi valori e non ne sono nati dei nuovi) e il fatalismo dell’odierna società che non si muove per causa efficiente ma si sposta solo per cosa l’attrae. Bisogna indagare nel nostro animo profondo, non bisogna continuare a pensare che il futuro sia il rimedio alla condizione attuale, ci stiamo ingannando; la situazione attuale potrà essere modificata sempre e solo con l’azione e non attraverso la mera speranza che denota passività. “La statua della libertà” dal suono deciso e rilassante trasmette tutta la sua verità: nessuno è realmente libero, laddove smette di cessare la mia libertà inizierà quella di qualcun altro; la libertà non è restare soli o avere più tempo, forse solo chi non ha niente da perdere può definirsi libero. “Crepacuore” ci immerge in un ritmo rilassante e jazzistico, ma allo stesso tempo il testo crudo e il tema assolutamente attuale ci procura una sincope; l’autore denuncia l’indifferenza, la decadenza culturale, la vanità del falso e la feroce inumanità della società. “Roma bella” è un brano interamente dominato da un pianoforte leggiadro e soave, accompagnato dalla voce celestiale e splendente di Tosca, rappresenta l’amore indiscusso e affezionato verso la Capitale. Il brano finale “Tilt” dal ritmo e suono pop – ambient, è un collage di tutti i brani precedenti con le strofe più significative, restituendo un sapore poetico, questo grazie alla recitazione suggestiva di Vinicio Marchioni. In definitiva possiamo affermare che l’album di Marino è un faro del mare capace di emettere potenti segnali luminosi che aiutano e fanno da riferimento alla nostra navigazione sociale.


BIOGRAFIA

Pino Marino è in attività professionale dalla metà degli anni ’90. Cantante, paroliere, compositore, produttore e operatore culturale. Del 1995 è il Premio Musicultura Città di Recanati (con il Trio PiSteDaPi) e del 1996 la sua prima apparizione sanremese come autore in collaborazione con il compositore Maurizio Fabrizio (che in carriera aveva già scritto canzoni come “Almeno tu nell’universo” per Mia Martini) e l’editore Giancarlo Lucariello (che per diversi anni e diverse opere ha riproposto questo connubio fra i due). Dal 1997 abbandona la sua precedente attività (legata ai pianoforti e al restauro), inizia una ininterrotta attività di autore per altri interpreti della canzone italiana e intensifica quella musicale professionale, prima collaborando con Arnaldo Vacca e Marco Siniscalco, poi stabilendo il connubio con Pino Pecorelli e Fabrizio Fratepietro, ancora oggi attivo e produttivo. Dal 2000 prende il via la carriera discografica a suo nome, “Dispari” – (2000) e “Non bastano i fiori” (2003) con la NuN Entertainment di Stefano Senardi / Edel) che prosegue poi con Domenico Procacci e RadioFandango con “Acqua Luce e Gas” (2005). Dopo aver fondato due Collettivi musicali, escono due lavori discografici con il Collettivo Angelo Mai (2008) e con il Collettivo Dal Pane (2011). “Capolavoro” è il quarto disco a suo nome (2015) e dopo aver raccolto critica e premi di ogni genere per 20 anni con gli Album ed i live prodotti, arriva il disco del ventennale discografico: “Tilt” (2020). Pino Marino, già co-fondatore dell’Associazione Apollo 11 e de L’Orchestra di Piazza Vittorio, è considerato fra i più attivi protagonisti della scena culturale romana e nazionale, che per anni ha avuto modo di studiare, sperimentare, accogliere ed esportare decine e decine di produzioni musicali e teatrali, partendo dallo Spazio per le Arti libere Angelo Mai di Roma, di cui è co-fondatore. Autore negli anni per vari colleghi fra i quali Niccolò Fabi e Nicki Nicolai & Stefano Di Battista Jazz Quartet, collabora in varie produzioni di spettacoli ed eventi culturali con Daniele Silvestri, Manuel Agnelli e tanti altri colleghi della scena nazionale. Nell’attività di scrittura per altri, c’è da sempre quella rivolta ai talenti più giovani (professionalmente e anagraficamente intesi) e fra le ultime due collaborazioni appaiono Agnese Valle (“Come la punta del mio dito” – Premio Mario Panseri 2018) e Carlo Valente (“La vita non vista” – di prossima pubblicazione). Già autore e regista di spettacoli musicali e teatrali come “E l’inizio arrivò in coda”, portato in scena con il già citato Daniele Silvestri nel 2012 in una lunga tournee nazionale, oggi lavora in connubio con l’attore e regista Vinicio Marchioni. Dal loro sodalizio nascono “Uno Zio Vanja” (ricontestualizzazione dell’opera di Cechov – regia Vinicio Marchioni e musiche originali Pino Marino) in tournee dal 2017 al 2019, il film Il “Terremoto di Vanja” e “I Soliti Ignoti” (con gli stessi ruoli) la prima realizzazione teatrale dell’omonimo film di Mario Monicelli (1958) in tournee 2020/2021. In “Tilt” (disco del ventennale discografico in uscita per l’autunno 2020) è autore e compositore di tutti i brani contenuti, fra i quali “Roma bella” interpretato da Tosca“Maddalena” interpretato da Ginevra Di Marco e la tra traccia che dà il nome all’intero lavoro discografico, interpretata da Vinicio Marchioni.

TRACKLIST

1. Calcutta

2. Pensiero nucleare

3. Caterina volentieri

4. La mia velocità

5. Maddalena

6. Io non sono io

7. La statua della libertà

8. Crepacuore

9. Roma bella

10. Tilt


CREDITS

Album prodotto in studio da: Fabrizio Fratepietro
Arrangiato da: Fabrizio Fratepietro e Pino Marino
Scritto e composto da: Pino Marino
eccetto traccia 10 di Marino/Pantini/Fratepietro

Interpretato da: Pino Marino
Ginevra Di Marco voce in “Maddalena”
Tosca voce in “Roma bella”
Vinicio Marchioni voce in “Tilt”

Hanno suonato

Pino Pecorelli – Basso elettrico / Contrabbasso
Fabrizio Fratepietro – Batteria / Vibrafono / Basso Moog / Synt / Programmazione elettronica
Pino Marino – Voce / Pianoforti / CP80 / Moog / Synt
Giovanna Famulari – Violoncello / 09
Fernando Pantini – Chitarre / 01, 02, 05, 10
Vincenzo Vicaro – Sax Baritono / 01, 08
Roberto Angelini – Steel guitar / 04
Agnese Valle – Backing vocals / 02

Mix e Master Luca Leonori
Grafica Giulia Valle
Video “Calcutta”: Marco Arturo Messina

Foto di copertina “Gaza Bath Time” di Emad Nassar
www.emadnassar.com

Info booking: Giovanni Gigantino giovanni@la-fabbrica.org

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