I 30 anni del Centro Ricerche Musicali. Alvin Curran guest star

Il Centro Ricerche Musicali spegne le sue 30 candeline e celebra il traguardo importante nel campo della ricerca scientifico-musicale dedicando l’intera giornata del 4 dicembre a una serie di appuntamenti in live streaming dalla Sala Petrassi del Parco della Musica di Roma. Il clou del programma, alle 19:00, è il colloquio-performance in prima assoluta di The Containment Etudes di Alvin Curran. La festa, che coincide con la chiusura del festival ArteScienza Accelerazione-decelerazione che il Crm organizza ogni anno, potrà essere seguita gratuitamente in diretta web dalla pagina facebook del festival. “I trent’anni del Centro Ricerche Musicali si possono riassumere in tre parole: Invenzione, Creazione, Ricerca – spiegano i fondatori e direttori Michelangelo Lupone e Laura Bianchini-. Il nostro lavoro è sempre rivolto all’innovazione del linguaggio musicale. Abbiamo realizzato computer per la composizione e performance musicale, sistemi di diffusione del suono come Olofoni, Planofoni, Guide del suono, strumenti aumentati, forme d’arte musicali innovative, installazioni musicali permanenti, opere scultoreo-musicali… Al centro delle nostre ricerche poniamo l’interazione del fruitore, per renderlo partecipe e attivo nell’esperienza artistica”. Si comincia alle 11, con “Accelerazione e rivoluzione: i tempi del mutamento”, confronto tra docenti dell’Università La Sapienza su innovazione tecnologica, vita sociale, mutamento storico e gli effetti in campo scientifico e artistico. Alle 15 il concerto Double Step. Variations con due giovani interpreti, Alice Cortegiani (clarinetto) e Arianna Granieri (pianoforte) specializzate nella sperimentazione musicale. Il momento più atteso vedrà protagonista Alvin Curran, artista americano fra i padri della musica elettronica, co-fondatore nel 1966 del gruppo Musica Elettronica Viva a Roma, dove vive tuttora. In programma la prima assoluta di The Containment Etudes (Studi di Contenimento) per computer, tastiera midi e pianoforte, un’autobiografia sonora, che Curran ha iniziato a Berkley, in California, durante il primo lockdown realizzando brani brevi non più lunghi di 3 minuti con solo 1-3 suoni per ciascun brano. ”Fino ad ora ho registrato circa sei ore di materiale, ma in questa occasione li presento in una forma molto condensata, eseguendo in modo spontaneo per circa 50 minuti un racconto, un’umile storia musicale che dura tutta una vita”. Curran ha cominciato poco dopo l’arrivo a Roma nel 1965 a registrare su nastro ”i meravigliosi suoni della città e della sua gente”. ”La mia visione della musica e della composizione è stata completamente modificata per sempre – spiega -. Ora potrei fare musica con qualsiasi cosa, oggetto, strumento, suono registrato, con qualsiasi persona, ovunque, in qualsiasi momento”. Per anni ha continuato a raccogliere suoni da qualsiasi fonte udibile al mondo: umana, animale, meccanica, ambientale componendo una libreria di oltre tremila file audio.

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