ALESSIO VITO: “SOTTOVUOTO”, UN ALBUM MAGNETICO DAL POTERE TERAPEUTICO

Il nove novembre del 2020 è uscito “SottoVuoto” il nuovo album pop–rock cantautoriale dell’artista irpino Alessio Vito. Questo disco riesce ad instillare armonia, riflessione e soprattutto tanta dolcezza e sensibilità. Con “SottoVuoto” il cantautore Vito, riesce lodevolmente a creare un forte legame con l’ascoltatore, verremo rapiti dalla bellezza: testuale, acustica e ritmica di ogni singolo brano, ascolteremo ogni canzone con grande accuratezza. L’album è a tutti gli effetti un’agenda musicale del cantautore; ogni brano rappresenta una pagina di: risonanze emotive, autoanalisi, romanticismo, nostalgia. Il candore vocale e rassicurante di Vito, ci tranquillizzerà per tutti i quarantaquattro minuti della sua memorabile raccolta (album). Iniziamo con la dolce ed introspettiva “Settembre”, un brano pop-rock, costituito da un ritmo sereno, riprodotta con magnifici strumenti: il confortante canto di Vito, una batteria (impeccabile), un pianoforte (soave), una chitarra elettrica (che accende la speranza) e una dolce chitarra acustica che ci accompagnerà per tutta la traccia. Settembre è il mese dei nuovi inizi e anche se con un pizzico di nostalgia ci lasciamo alle spalle le vacanze, (nel caso del brano: un amore finito) ci accingiamo a guardare alla ripresa della vita quotidiana, con un nuovo carico d’energia (la pianificazione della nostra vita). “Settembre” vuole infondere positività, esorcizzare memorie negative che si sono insediate nella nostra mente. La seconda traccia “Niente cinema” parte immediatamente rilassante e libera la nostra mente, grazie alla voce del cantante e la sua chitarra acustica; sei minuti di puro relax, una traccia che vuole distruggere l’alienazione umana, riconquistare un amore perduto, sfuggire alla monotonia, un altro brano riuscito. La terza traccia “Fino in fondo” dalla forte carica di “rock motivazionale”, ci dona: la speranza di un futuro migliore, la risoluzione delle avversità che incontreremo lungo tutto il nostro percorso della nostra esistenza, tutto questo grazie alla ricarica costante d’affetto di chi ci vuole bene. Il brano “La Risposta” è una traccia: pop-rock, semi-country, poetica e a tratti ballabile. Il brano ci trasmette apparentemente idealismo ma in realtà ci sta dicendo di restare con i piedi per terra, non scomodare la trascendenza né tantomeno la dimensione metafisica, bisogna piuttosto cercare di essere realisti fino ad un certo punto, vivere nel giusto, senza troppi eccessi ed affanni mentali affinché si possa ottenere il vero equilibrio psico-fisico. La quinta traccia “Firenze S.M. Novella” ci commuoverà e ci cullerà dolcemente per tutta la dura del brano, grazie al ritmo “sospeso” di una mite, nostalgica e soprattutto malinconica chitarra acustica. Degno di nota anche il canto virtuoso di Vito, triste ma allo stesso tempo carico di attesa e di ottimismo (ricongiungersi con la sua ex), un brano carico di speranza, non è mai troppo tardi. “Canzone dell’attesa” dal suono e dal ritmo folk (violino, chitarra manouche, fisarmonica) denuncia la futilità e la falsità di questa società utilitarista e individualista che è mossa solo da quello che più l’attira; potremo usare anche il proverbio “Passato il santo, passata la festa” ovvero: una volta ottenuto ciò di cui si ha avuto bisogno, ci si dimentica della persona che ci ha aiutato o ci si scorda delle promesse fatte. “Aria respiro” “Il giorno dopo” e “Canzone scritta male” sono tracce che hanno in comune la tematica del romanticismo, composizioni da dedicare alla persona che amiamo. “Aria respiro” è una chiara dedica d’amore rivolta alla propria ragazza (è la linfa vitale dell’autore e di noi ascoltatori) dal ritmo calmo, rock e jazzistico. “Il giorno dopo” inizia con un ritmo sognate, la voce del cantante dolce per poi passare al pop-rock, a tratti liberatorio. Si preannuncia la speranza di rincontrare presto la propria amata. L’album si conclude con la meravigliosa e suggestiva “Canzone scritta male”, interamente suonata con chitarra acustica, è un brano che scava nel profondo della nostra interiorità: bisogna moderare sapientemente l’uso della razionalità, altrimenti se diventerà l’unico comune denominatore si rischierà di perdere l’irrazionalità dell’amore che ci permette di fare cose che mai immagineremo di fare “in modalità razionale”. “SottoVuoto” è un’opera magnetica che non vorremmo smetteremo di ascoltare, un plauso al talentuoso cantautore Vito.

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TRACKLIST

1. Settembre 5:00

2. Niente cinema 6:00

3. Fino in fondo 4:03

4. La Risposta 4:53

5. Firenze S. M. Novella 5:50

6. Canzone dell’attesa 4:15

7. Aria Respiro 4:31

8. Il Giorno dopo 4:37

9. Canzone scritta male 5:26


BIOGRAFIA

Alessio Vito nasce ad Avellino il 9 novembre del 1990. Musicista, cantautore e scrittore, nel 2013 consegue la laurea in “Discipline delle arti visive, della musica e dello spettacolo” presso l’Università degli Studi di Salerno dove, nel febbraio 2017, consegue il titolo magistrale in “Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale” con tesi in Storia della Musica moderna e contemporanea (La canzone d’autore italiana/ Piero Ciampi: l’amore, il vino… e altri discorsi). Inizia ad esibirsi dal vivo e ad approcciarsi alla scrittura già nel 2006 e dal 2009 è impegnato attivamente nel settore artistico-musicale. Nel 2010 fonda la band di matrice Progressive Rock Locus Amoenus con cui nel 2013, in qualità di cantante, chitarrista, flautista, autore di tutti i testi e in parte delle musiche, pubblica il disco di brani inediti “Clessidra”. Quest’ultimo ottiene un ottimo riscontro di pubblico e critica, soprattutto estera, e di riviste di settore. Collabora sia live che in studio con diversi artisti e gruppi musicali in qualità di musicista, autore, arrangiatore e produttore condividendo il palco con artisti quali James Senese e Napoli Centrale, Marlene Kuntz, Giorgio Canali. Nel maggio 2015 pubblica il suo primo lavoro solista musicale/letterario “Un Aprile Sbagliato” (Libro+CD) edito da Il Papavero edizioni. All’uscita dell’album e del libro segue un suggestivo tour in forma di Reading/Concerto. Nel luglio 2016 viene pubblicata la nuova suite inedita dei Locus Amoenus “Comunque vada” contenuta nel cofanetto internazionale “Decameron- part III”, un progetto realizzato dall’associazione progressive rock finlandese Colossus Ry, prodotto da Marco Bernard e distribuito su scala mondiale. Vito è autore del testo e delle musiche curate insieme ad Alessandro Ragano. Nell’aprile 2017 entra a far parte, in qualità di chitarrista e arrangiatore, della band Zerella con cui pubblicherà l’anno successivo l’album “Sotto casa tua” per l’etichetta Seahorse Recordings. Insieme all’attore irpino Nicola Mariconda è coautore e interprete dello spettacolo musico- teatrale “Poesie e suoni é cheste terre”, vincitore del Premio “Ad Maiori 2019”. Il 25 settembre 2020 vede la luce “Settembre”, singolo che anticipa l’uscita del nuovo album “SottoVuoto” in uscita a novembre per (R)esisto distribuzione; l’album registrato tra Italia e Francia gode anche della presenza di musicisti d’oltralpe e rappresenta la summa delle esperienze maturate nel corso degli anni, grazie anche alla permanenza dello stesso autore in terra francese.

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