Amadeus: “È un Festival difficile ma abbiamo il dovere di sorridere”

Il 2 marzo, giorno in cui il Festival di Sanremo, debutterà in un Teatro Ariston vuoto, si avvicina. Questo Festival “diverso” sta dunque prendendo forma e il tutto avviene nel rispetto di un protocollo di sicurezza. Oggi, in conferenza stampa, ci hanno portato nel clima festivaliero alcuni dei protagonisti di quei cinque giorni che si pongono come obiettivo di portare il sorriso nelle case degli italiani.

AMADEUS, CONDUTTORE E DIRETTORE ARTISTICO

“Mi piace ricordare quello che è accaduto l’anno scorso, c’è nostalgia di quegli assembramenti che 20 giorni dopo non sono stati più possibili. Questo sarà un Festival unico e speriamo che resti tale sperando nella normalità nel 2022. Abbiamo trovato un equilibrio tra le 75 pagine del protocollo e lo show sostenuti dalla certezza che a casa la gente vorrà distrarsi per cinque sere e dunque dobbiamo dargli altrettante serate di divertimento. Sono pure sicuro che da marzo in poi ci sarà uno spiraglio. Un anno dopo ritorniamo all’Ariston e voglio sia un luogo di gioia. Tutti quelli che saranno su quel palco diventeranno fondamentali per regalare gioia al pubblico. Sarebbe sbagliato dire che non è un Sanremo difficile ma noi abbiamo il dovere di sorridere e donare spensieratezza. La musica non si ferma mai. Al mio fianco oltre a Fiorello, mio amico da 35 anni che illumina tutto ciò che ha intorno, ci saranno Ibrahimovic, un grande campione che appartiene non a una squadra ma allo sport, e Achille Lauro, vero performer che ogni sera ci racconterà un quadro. L’improvvisazione è garantita dalle mie esperienze radiofoniche e da quelle di Fiorello nei villaggi turistici: c’è nei miei progetti una base ma c’è anche la libertà di improvvisare. Stiamo ancora lavorando sugli ospiti musicali e ci sarà una maggioranza italiana ma se arrivasse il grande nome internazionale sarà accolto. Ci sarà Ornella Vanoni nella serata finale che alla sua età è in classifica con un disco e vorrei coinvolgere nella conduzione. Aggiungo i Negramaro e Alessandra Amoroso. Loredana Berté non posso confermarla ma è un desiderio. Jovanotti se vorrà venire a trovare due vecchi amici a Sanremo troverà la porta aperta. Adriano Celentano? Ogni nome è legato a una idea e dietro c’è un lavoro di mesi quindi confermo che un incontro con lui e Roberto Benigni c’è stato e siamo in attesa della risposta, mi auguro che sia positiva per regalare agli italiani un altro momento indimenticabile. Penseremo anche qualcosa per i 40 anni di Maledetta Primavera di Loretta Goggi. Stiamo anche valutando se dedicare la platea a momenti di sensibilizzazione: abbiamo oltre trenta proposte, tra cui di farla gialla per Patrick Zaki, valuteremo più a ridosso. La cosa più importante del protocollo non sono le regoline ma che permette di far svolgere il Festival nel modo migliore e in modo che tutti si sentano sicuri: ci tengo a tranquillizzare tutti. Quest’anno avremo una donna a sera ma ci saranno anche altre apparizioni femminili: ognuna racconterà qualcosa sul panorama femminile e poi mi aiuterà. Confermo Alessia Bonari, l’infermiera che nei primi tempi del Covid abbiamo visto col viso segnato dalla mascherina: sarà all’Ariston a raccontare la sua storia e poi avrà un momento di leggerezza. Qualcuno ha detto che senza pubblico mi sarei dimesso: beh di carattere non sono uno che molla, posso non accettare qualcosa in cui non credo ma non mollo un progetto avviato per il rispetto di chi lavora con me. Le polemiche ci sono e forse le attiro ma è una questione di entusiasmo. Aggiungo che se avere un Ariston vuoto significa fare in modo che teatri e cinema riaprano è un bene. Sono stati trascurati, all’estero con le dovute accortezze sono aperti. Siamo felici di non avere pubblico se questo serve a farli riaprire. La presenza di attori come ospiti c’è sempre stata e ci sarà anche quest’anno. Per chiudere dico che a volte mi sono arrabbiato ma non mollo una macchina in movimento. Posso essere stanco ma è anche una carica per avere più cazzimma”.

STEFANO COLETTA, DIRETTORE DI RAI UNO

“Un anno fa come oggi eravamo tutti in presenza a Sanremo, la sera prima era finita l’edizione 2020 e commentavamo una edizione che aveva centrato tutti gli obiettivi. È stato anche l’ultimo momento di condivisione piena per noi che facciamo questo mestiere. Ma se quel Sanremo ha messo tutti insieme in un rito collettivo che ci accompagna da 70 anni ora ci prepariamo a questo come a un momento di unione del paese, un momento che unisce davanti alla televisione l’intera famiglia. Siamo al lavoro da mesi per l’edizione definita la 70 più­ 1, come se ci fosse una sospensione. Ora il nostro intento è che questo rito collettivo possa essere se non il Festival della rinascita almeno quello della consapevolezza. L’intrattenimento è l’elemento che riempie la solitudine creata dal Covid. Al senso di solitudine e disorientamento si risponde con l’amore e con la consapevolezza di volere entrare in tutte le case per colmare il disorientamento, non farlo sarebbe stato ampliarlo ancora. Ho ripensato a molte canzoni che ascolteremo e ci sarà anche una valenza consolatoria. Grazie alle regole che la Rai ha messo in campo si può tutelare la salute di tutti coloro che lavorano al Festival. Cito Eugenio Montale che dice che la vita consiste proprio nel superamento delle difficoltà. Questo Festival è un dovere del servizio pubblico per non lasciare soli gli italiani”.

ALBERTO BIANCHERI, SINDACO DI SANREMO

“È un momento particolare. Stiamo valutando i protocolli sanitari al di fuori dell’Ariston per garantire tutto in sicurezza. Non blinderemo la città ma ci saranno controlli. Abbiamo rinunciato agli eventi collaterali per la sicurezza sanitaria anche se comporterà disagi economici. Non sarà un compito semplice per Amadeus e Fiorello ma sono certo che da Sanremo partirà un messaggio di fiducia per tutti. Fuori dall’Ariston sarà in tono minore ma dentro sarà grande. C’è stato un aumento di contagi negli ultimi dieci giorni, è vero, e monitoriamo giorno per giorno l’andamento dei dati. Valutiamo anche di fare uno sforzo nei giorni precedenti per un Festival più tranquillo”.

FIORELLO AFFIANCHERÀ AMADEUS

 “Sono felicissimo di esserci ma assicuro che se Amadeus risultasse positivo non condurrò al suo posto come lui vorrebbe! In passato ho già fatto uno spettacolo senza pubblico perché nessuno è venuto a vedermi, tranne due fan: parlavo col palcoscenico, con i faretti e con le sedie. Propongo un omaggio a Little Tony per celebrare i suoi 80 anni e vorrei entrare in uno dei quadri di Achille Lauro”.

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