Massimo Di Cataldo: un desiderio di normalità nel nuovo singolo “C’è bisogno di credere” (VIDEO)

Il 9 febbraio è il giorno dell’uscita del nuovo singolo di Massimo Di Cataldo C’è bisogno di credere (etichetta Dicamusica). Il brano arriva a qualche mese da Il Mondo, cover del celebre brano di Jimmy Fontana che il cantautore ha rivisitato insieme alla sua band. “Di solito non scrivo canzoni legate alla stretta attualità, ma tutto quello che abbiamo vissuto finora, con quello che abbiamo perso e che vorremmo recuperare, mi ha ispirato.” Queste le parole di Massimo Di Cataldo all’ANSA. Il singolo è accompagnato da un videoclip realizzato dal regista Matteo Bianchi, ambientato in un “non luogo” nel quale gli spazi e la gente vengono solo proiettati su un grande schermo, con l’unica presenza fisica reale e tangibile del protagonista. Il video sottolinea attraverso le immagini la necessità di incontro e contatto fra le persone, descrivendo il senso di solitudine e precarietà vissuto in una fase i cui i rapporti virtuali stentano a soddisfare il desiderio di vita reale che viene rappresentata come memoria del tempo passato, ma anche e soprattutto speranza nell’avvenire. “Certe volte mi domando che ci faccio in questo mondo così solo, certe volte poi riprendo il volo senza guardare giù, ma se non vedo più il sorriso della gente che mi passa proprio accanto come faccio a non sentirmi spento, a non credere se io soltanto…” Questo uno stralcio del testo del brano che racchiude con semplicità e umanità tutta la volontà di cambiare una situazione della quale siamo prigionieri da troppo tempo. “Ho bisogno di credere che sia ancora possibile abbracciarsi per strada in un giorno qualunque e non restare divisi a un metro distante perché ho bisogno per vivere, di vederti sorridere e non soltanto in un sogno sentirti vicino finché si possa tornare a tenerci per mano. Ho bisogno di te perché credo davvero che un’anima non puoi toccarla ma c’è.. C’è bisogno di credere che sia ancora possibile sentir gridare la vita accendendo la radio e ritrovarci a cantare in un coro da stadio.”

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