RICCARDO MORANDINI: “EDEN”, UN PARADISO MUSICALE IN CHIAVE ROUSSEAUIANA

Il 23 febbraio è uscito “Eden” album d’esordio di Riccardo Morandini. L’EP è composto da quattro brani di ottima fattura. “Eden” amplierà i nostri orizzonti proprio come “Emilio o dell’educazione”, celebre romanzo del filosofo francese Jean-Jacques Rousseau, l’EP condivide e celebra le straordinarie e potenziali doti cognitive ed emotive che possiede l’essere umano, illustrando il “gran principio della bontà originaria dell’uomo” e della sua successiva degenerazione nei rapporti sociali. La prima traccia “Gettato” di breve durata ma emotivamente intensa, ha per protagonista un clavicembalo piuttosto agitato, di epoca barocca, possiamo evincere tutta la nostalgia e l’amore provato dal compositore verso una strumentazione musicale più calda, naturale ed analogica. Il secondo brano “La sindrome di Erasmo” di genere indie rock, ci catapulta immediatamente in una ballad avvolgente ed energica: una batteria ammaliante, una tastiera che emana sacralità (per la vita) e il canto deciso e delicato di Morandini, tutto si traduce in un brano altamente stimolante e incoraggiante. “La sindrome di Erasmo” spalanca i cuori e le menti degli ascoltatori, il testo ci mette in guardia dalla fredda e calcolatrice logica della razionalità, bisogna saper trovar un equilibrio necessario fra cuore e mente, il brano denuncia ovviamente anche la crudeltà del capitalismo in cui siamo perennemente immersi, una visione olistica e altruistica venuta a mancare. Il terzo componimento “Il mondo non finisce” ci accompagna per tutta la sua durata in una preziosa ballad elettro-rock: un pianoforte superlativo, un basso incalzante e travolgente, una tastiera liberatoria e un Morandini immenso, il ritmo che si alterna a momenti riflessivi e ad altri suggestivi. Questa canzone delinea e denuncia nuovamente la deriva cinica e distruttiva del capitalismo e del consumismo occidentale: nonostante la delicata e tragica situazione pandemica – mondiale da Coronavirus, ciclicamente ritorniamo di nuovo “alla vecchia” e “solita” normalità (l’egoismo collettivo). Chiude questo sontuoso EP “Raccolto”, una lenta ballad dal sapore nostalgico e riflessivo. Il pianoforte scandisce sapientemente tutte le insicurezze e le paure che si palesano davanti a noi, esso ci rende partecipi anche dell’ineluttabilità del tempo. Il basso incalzante e la tastiera elettronica ci offrono sollievo e speranza. “Raccolto” ci invita a non perdere la speranza. Con “Eden” Morandini ha saputo originalmente e sagacemente saggiare l’intimo umano, donandoci un carico di novità e sincerità, congratulazioni.

TRACKLIST

1. Gettato

2. La sindrome di Erasmo

3. Il mondo non finisce

4. Raccolto

RICONOSCIMENTI

Testi e musiche: Riccardo Morandini
Registrato presso: L’amor mio non muore – sala d’incisione: (Carpena – FC) da Roberto Villa
Mixato da: Marco Battistini presso: Deposito Zero Studios (Forlì)
Masterizzato da: Giovanni Versari presso: La Maestà Mastering Studios (Tredozio – FC)
Hanno suonato
Riccardo Morandini:
voce, chitarra, tastiere
Alberto Bazzoli: tastiere
Leonardo Ricci: batteria
Roberto Villa: basso
Enrica La Penna: cori
Enrica La Penna: cori in “La sindrome di Erasmo”
Filippo Pantieri: clavicembalo in “Gettato”
Art Design: Luca Morandini
Foto: Matteo Guariso
Titolo in calligrafia: Luca Barcellona

BIOGRAFIA

Riccardo Morandini ha attraversato diverse metamorfosi musicali. Dopo l’adolescenza nel metal estremo, decide di dedicarsi allo studio del jazz, ma di fatto rimane sempre molto eclettico collaborando con Sammy Osman (cantautorato/musica popolare), Mr. Zombie Orchestra (liscio romagnolo in versione elettrica), Collettivo Ginsberg (rock alternativo cantautorale) Tower Jazz Composer Orchestra (jazz/avanguardia), e svariate altre formazioni. Negli ultimi 3 anni è il chitarrista di Alessandro Ristori, showman senza pari e interprete dei classici del repertorio italiano e non solo, con cui matura una grande esperienza nell’ambito della performance live, vivendo praticamente in tour. La pratica del repertorio legato alla forma canzone, spesso di matrice italiana, lo porta a spostare il proprio interesse compositivo in quest’ambito. Dopo un’esperienza più che decennale come strumentista, decide di confrontarsi con il canto e la dimensione autorale, dove trovo sfogo un interesse mai sopito per la scrittura.

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