Durante la pandemia lo streaming ha salvato l’industria discografica

L’International Federation of the Phonographic Industry ha diffuso oggi il Global Music Report 2021, il documento che raccoglie i dati relativi all’andamento dell’industria discografica mondiale nell’anno 2020. In Italia c’è stata l’attesa contrazione degli acquisti di musica fisica dovuta alla pandemia e alla chiusura dei negozi: -25%, un quarto del mercato fisico svanito. La caduta sarebbe stata ancora più rovinosa senza il Bonus Cultura: da 18 app sono infatti giunti ricavi per oltre 16 milioni di euro, in buona parte sul prodotto fisico. Solo i vinili hanno tenuto e anzi hanno fatto registrare un +2,5%. Il numero dei download continua a decrescere, ma il calo complessivo dei supporti fisici è stato più che compensato dall’incremento nello streaming a pagamento: +29,7%, con ricavi superiori ai 104 milioni di euro. Nel complesso, in Italia il mercato di fisico (in calo) e digitale (in aumento) è comunque cresciuto dell’11%, percentuale che si riduce all’1,44% se considera anche il segmento dei diritti che è in crisi nera visto la chiusura di discoteche, bar, ristoranti e locali in genere. La discografia italiana vale 258 milioni di euro. Contando anche i ricavi derivanti dallo streaming sui social, laddove vengono usati modelli con pubblicità, il digitale vale oggi l’81% di tutti i ricavi dell’industria italiana. L’anno scorso era il 72%. Le condizioni straordinarie della pandemia hanno facilitato il processo di digitalizzazione dei consumi musicali già in atto. Secondo Enzo Mazza, CEO della Federazione Industria Musicale Italiana, «si è di fatto conclusa la lunga fase di transizione digitale del mercato musicale italiano: i consumatori di tutte le età hanno finalmente abbracciato le offerte online generando un significativo incremento nella fruizione dei contenuti musicali su tutte le piattaforme». A livello globale, il mercato della musica registrata è cresciuto del 7,4%, con ricavi complessivi pari a 21,6 miliardi di dollari. Nel mondo, però, sono solo 443 milioni le persone che ascoltano musica in streaming pagando un abbonamento (+18,5% rispetto al 2019).

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