NITRITONO: “EREMO”, IL MAGNIFICO REBOANTE RICHIAMO DELLA NATURA, A COLPI DI ELEVATA PRESSIONE SONORA

Il 30 ottobre del 2020, è uscito l’EP “Eremo” del duo cuneese Nitritono. L’EP contiene cinque tracce, variegate da un saggio e interessante mix di generi: noise, metal, sperimentale, atonale, psichedelica, presenti anche sfumature elettroniche e minimaliste. “Eremo” è forgiato da un ricco e potente arsenale sonoro, altamente suggestivo e ipnotico, gli ascoltatori che sono alla ricerca di forti emozioni ad elevata pressione sonora, non rimarranno delusi. L’EP viene aperto dal primo brano “Re di pietra”, saremo accolti inizialmente da leggere intermittenze sonore (tipiche dei connettori RCA), verrà poi seguito da un breve ma intrigante theremin, poi chitarre elettriche affilate come rasoi che includono lancinanti distorsioni, una batteria che emana esplosività sonore ad ogni sua interazione, echi lontani di canti sciamani, carichi di angoscia, mentre inneggiano alla bontà della terra fertile. “Re di pietra” è l’intro perfetta per iniziare ad addentrarsi in una dimensione psichica completamente: atemporale, asettica e notevolmente eremitica, lontana da ogni distrazione e da ogni pericolo che si trova fuori dalle nostre mura domestiche. La seconda traccia “Samos” si presenta con chitarre elettriche molto più riposanti fino al minuto 1:08, poi da 1:09, entra in gioco un basso più consistente, una batteria che sprigiona potenti saette indotte dal crash, accompagnato da rullanti tuonanti, le chitarre si adattano al nuovo suono poderoso, il ritmo diventa frenetico, iniziano a sbizzarrirsi lanciando note urlanti azionate dal distorsore. “Samos” rappresenta la quiete prima della tempesta. La terza traccia “Passo di Terre Nere”, per tutti i suoi sei minuti, è possibile catalogarla con questi gradienti temporali: immediatamente fragorosa e accelerata, poi lenta, incalzante e atonale. La batteria, il basso e le chitarre elettriche, vengono portate sagacemente allo stremo. “Passo di Terre Nere” si mostra come un enorme montagna da scalare, man mano che si sale aumentano nettamente: il consumo di energie, lo stress e la difficoltà di salita. La quarta traccia “Hospitales”, si caratterizza per la sua straordinaria impronta tribale: un tripudio di tom-tom, elevati all’ennesima potenza, per una profonda immedesimazione acustica e sensoriale. “Hospitales” è l’inno per eccellenza di Madre Natura: incontaminata e libera dalla pressione umana. Il penultimo brano “Bric Costa Rossa”, anch’esso presenta una durata di ben sei minuti, qui ci sono solo due tempi: lento (dall’inizio fino a 3:40) e frenetico (3:41 fino a 6:25). Nella parte soft possiamo udire: delle chitarre elettriche sorprendentemente tranquille con leggerissime punte atonali, la batteria risulta ben felpata insieme ad un basso, corposo e armonico. La parte frenetica è caratterizzata da chitarre squillanti, atonali e minimaliste, il basso e la batteria sono anch’essi piacevolmente incalzanti. “Bric Costa Rossa” ci trasporta in calmo mare aperto, su una nave da crociera, dove però improvvisamente viene minacciata e attaccata da un mare in burrasca che fortunatamente si placcherà senza gravi conseguenze. L’ultima traccia “Costa da Morte (feat. Petrolio)” sagacemente molto tetra e cupa, dura ben sei minuti e si presenta, quasi completamente distorta, atonale e minimalista, questo per enfatizzare la sensazione di estremo pericolo. Nella traccia è onnipresente: un distorsore aggressivo, delle chitarre elettriche struggenti, un basso e una batteria che metteranno a dura prova le vostre casse acustiche. “Costa da Morte” celebra il pericolo estremo e perché no anche una visione horrorifica, della morte. Ebbene cari lettori, possiamo esprimervi il nostro più sincero apprezzamento per il fantastico duo cuneese. Con questo sensazionale, originale e autonomo EP, i Nitritono hanno dato prova di un’immensa bravura compositiva, frutto di una grande esperienza che li ha guidati anche nel campo della sperimentazione, bravissimi.

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TRACKLIST

1. Re di Pietra

2. Samos

3. Passo di Terre Nere

4. Hospitales

5. Bric Costa Rossa

6. Costa da Morte (feat. Petrolio)

BIOGRAFIA

Nitritono è duo noise dalla provincia di Cuneo, dall’impatto violento e minimale, nato dall’incontro tra Luca Lavernicocca (Batteria) e “Sir” Siro Giri (Chitarra). Due teste dure che hanno deciso di sfidarsi sul ring del noise. Tutti i colpi sono validi per raggiungere l’obiettivo: smuovere quintali di suono e far tremare le ossa dell’ascoltatore. Attivi dal 2012, quando registrano il demo omonimo con budget minimo, che però dà loro la possibilità di realizzare diversi concerti ed aprire tra gli altri a Cani Sciorrì, Ruggine, Titor, Flying disk, Movion, Ape Unit, The Glad Husband, Lleroy e Stoner Kebab. Nel 2017 esce il primo disco ufficiale, “Panta Rei”, composto da 8 tracce e registrato da Enrico Baraldi (Ornaments), coprodotto da DreaminGorilla Records, Vollmer Industries, Edison Box, Insonnia Lunare Records, TADCA Records e Brigante Records. Durante questi 2 anni raccolgono quasi una cinquantina di date, e nel 2018 aprono a gli Eyehategod.

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RICONOSCIMENTI

Il disco è stato registrato ad ottobre 2019 a Cuneo da: Elia @ “Vattelapesca Studio”

Mix e Mastering: Lucynine (Sergio Bertani)

Foto in Copertina di: Cristina Saimandi – “Contrappunto”


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