Teatro dell’Opera di Roma: colletta per il lampadario più grande d’ Europa

Con i suoi 26 mila cristalli prismatici in vetro di Boemia è considerato il lampadario monumentale di cristallo più grande d’Europa e il pubblico televisivo lo ha potuto ammirare recentemente come uno dei ‘protagonisti’ della versione da film della ”La Traviata” messa in scena al Teatro dell’Opera di Roma da Mario Martone con l’orchestra e i cantanti diretti da Daniele Gatti. Il gioiello delicato e prezioso che abbellisce la cupola del affrescata del Teatro Costanzi ha però bisogno di cure. Per questo la Fondazione Musicale ha lanciato una raccolta fondi straordinaria destinata agli interventi di mantenimento e di ammodernamento delle strutture. L’Opera di Roma, la più votata tra le 210 istituzioni lirico-sinfoniche che hanno partecipato al Concorso ‘Progetto Art Bonus dell’Anno’ promosso da Ales S.p.A. con Promo PA Fondazione/ LuBeC – invita a partecipare con una donazione, da un minimo di 25 euro, sul sito ufficiale del Teatro. Il lampadario venne installato in occasione della seconda importante ristrutturazione del Costanzi che, acquisito dal governatorato di Roma, venne rinominato Teatro Reale dell’Opera e inaugurato il 27 febbraio 1928 con il Nerone di Arrigo Boito. Ha un diametro di 6 metri, 3,5 di altezza; un peso di 3 tonnellate ed un volume di 36 metri cubi. È stato realizzato dalla ditta Elias Palme, nella città di Kamenickì Šenov (Repubblica Ceca). Le 270 lampadine forniscono una potenza di 18 mila watt. La pulitura avviene in media ogni 5 anni, svuotando completamente la platea viene calato a terra con un argano e sottoposto a completa revisione. Il riconoscimento del Progetto Art Bonus, osserva il sovrintendente Carlo Fuortes, ”è il risultato dell’impegno straordinario del nostro Teatro: in questo anno molto difficile, non abbiamo mai lasciato sole le persone che erano costrette a rimanere in casa, prodigandoci per produrre e offrire spettacolo di qualità, in forma gratuita, attraverso tutti i mezzi ‘a distanza’ disponibili”. “Siamo certi – conclude – che ancora una volta il nostro pubblico di appassionati dell’opera e del balletto, di frequentatori abituali e di generosi mecenati, non mancherà di rispondere generosamente al nostro appello”.

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