Intervista esclusiva ai Maldimarte

1) Come è nato il nome della vostra band? Potreste raccontarci un po’ la storia della vostra band?

Maldimarte è la prosecuzione naturale di un progetto che abbiamo condiviso per un decennio, ovvero i Vinylika.Dopo un lungo periodo di silenzio editoriale, in cui abbiamo preferito lavorare in home studio, anche per necessità relative alla sfera personale, c’è stato l’incontro con Massimiliano Lambertini di Alka Record, che ci ha dato la giusta motivazione per pubblicare parte del materiale prodotto, dando vita a “Vicini di Caos”, primo EP ufficiale.

2) Il ruolo delle band è sempre stato soggetto a cambiamenti. Qual è la vostra opinione sui compiti (ad esempio politici / sociali / creativi) delle band di oggi e come raggiungete questi obiettivi nel vostro lavoro?

La musica ha sempre rappresentato uno dei principali veicoli comunicativi nella società di ogni tempo; la possibilità di trasmettere emozioni, sensazioni, pensieri le ha sempre dato un certo peso, soprattutto negli anni in cui non erano presenti i canali di comunicazione odierni, vedi internet, tv. La musica ha anche guidato rivoluzioni culturali, pertanto, almeno per quanto ci riguarda, il contenuto dei testi rappresenta una parte fondamentale di ogni opera.

3) Il vostro EP “Vicini di Caos” è uscito il 26 marzo del 2021, potete parlarci di questo lavoro?

“Vicini di Caos” rappresenta il biglietto da visita del nostro ritorno. Tra il materiale che avevamo a disposizione, abbiamo scelto queste quattro tracce perché potessero esprimere al meglio la nostra indole musicale. È un disco contemporaneo che guarda al presente con uno sguardo obiettivo e non sempre critico. Nei contenuti, infatti, si ritrovano esperienze personali ma anche collettive, ovvero ispirate al tempo che ci circonda.

4) Quanto tempo ha richiesto la realizzazione dell’EP?

Non considerando il lavoro di composizione, abbiamo impiegato circa una settimana di registrazioni, qualche mese per la post produzione e il master finale. Una volta ultimato il lavoro, l’uscita prevista per il marzo 2019, ha subito un ritardo di un anno per via della pandemia.

5) Attualmente, è difficile pubblicare un disco?

Non più di quanto lo fosse prima, anzi, le nuove tecnologie sicuramente ci vengono incontro nel poter lavorare a distanza con la condivisione dei materiali audio. Chiaramente la pubblicazione di un disco comporta una serie di parametri collaterali, ovvero la realizzazione delle grafiche, la promozione, ecc., che per gli artisti indipendenti rappresenta un grande impegno.

6) Come state affrontando questo periodo in piena fase pandemica da virus SARS-CoV-2?

Un po’ come tutti, con grande apprensione ed incertezza; spesso per via delle restrizioni non riusciamo a riunirci nemmeno per le interviste e la produzione musicale, condizione alquanto frustrante che speriamo possa risolversi il prima possibile.

7) Quanto di personale c’è nelle vostre canzoni?

La sfera personale rappresenta il punto di partenza di ogni composizione ma come avviene spesso durante la stesura di un’opera, l’elemento fantasia viene comunque utilizzato.

8) Cosa significano per voi improvvisazione e composizione? Quali sono per voi, i loro rispettivi meriti?

L’improvvisazione rappresenta la parte che ispira il brano, può essere un riff, una linea di canto o anche un semplice vocalizzo. Da questi elementi base, si parte per una composizione più tecnica della struttura canzone. L’improvvisazione, quindi, ha il compito di mantenere la visceralità, mentre la tecnica serve a confezionare il prodotto.

9) Come giudicate l’uso della tecnologia e dei social media nella musica odierna?

Come ogni canale comunicativo che si rispetti, rappresenta un’opportunità per gli artisti di farsi conoscere e di veicolare la propria musica. Ad oggi è sicuramente il canale principale per la promozione.

10) Che consigli dareste ai nuovi artisti che desidererebbero emergere?

Il consiglio principale è quello di produrre qualità. Oggi è più semplice dotarsi di attrezzatura professionale anche a casa e questo aiuta sicuramente tanto ma il consiglio più importante è quello di affidarsi a dei professionisti per quanto riguarda la promozione, il master e il mix.

11) Gli artisti spesso vivono immersi nelle emozioni del presente. Il futuro vi spaventa? Quali sono i vostri progetti?

È chiaro che è un periodo pieno di incertezze, il fatto di non potere fare live rappresenta un grosso danno per tutta la categoria, principalmente per la promozione e per gli introiti. Sappiamo benissimo quanto sia dura monetizzare con lo streaming per gli artisti indipendenti. Considerato che la produzione musicale ha un costo, questo ci preoccupa parecchio. Per quanto riguarda i progetti per il futuro, cercheremo di produrre ancora musica, di arricchire la nostra fanbase e di riportare le nostre chitarre sul palco.

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