FRANK BRAMATO: “NON ESSERE”, IL CORAGGIO DI SAPER RISCHIARE, UN ALBUM BRILLANTE E FUORI DAGLI SCHEMI

Il 20 aprile del 2021, è uscito l’album d’esordio “Non essere”, del cantautore salentino Frank Bramato. L’album, annovera fra le sue fila, otto brani, sagacemente interessanti, riflessivi e all’avanguardia, grazie alla miscela giudiziosa di canto e forbita interpretazione teatrale, un album che saprà stregare critica e pubblico. Il primo brano “Pazienza essenza”, di impronta funk e cantautorale, ci avvolgerà immediatamente, in una piacevole aura di mistero accompagnata da sana introspezione: un synth fluttuante, chitarre dal suono elasticizzato, una batteria indulgente, un basso vellutato. Bramato sfodera una voce calda e distensiva, l’ascoltatore si troverà a proprio agio. “Pazienza essenza”, presenta un intro vecchio stile, costituito da un magnetico ed intrigante monologo di Bramato, il soliloquio sviluppa il concetto di “Essere al mondo”, basato su una riflessione ponderata, personale ed imparziale. La seconda traccia “Ansia (solo una crisi)”, imprime un gradevolissimo senso di rilassamento, grazie all’ottimo mix sonoro di matrice funk ed elettro-dance: basso intenso, (volteggeremo per molto tempo) tastiera elettrizzante e coinvolgente, batteria incisiva, chitarre astrali, Bramato dà prova anche di ottime doti interpretative, il canto resta sempre leggiadro e travolgente. Il testo, vuole esorcizzare l’ansia che fastidiosamente, condiziona molto la vita di una persona. La musica di “Ansia (solo una crisi)”, assolve agevolmente al compito anti-ansia e anti-stress. Il terzo pezzo, “Ah l’essere”, riproduce una traccia prog rock che sa generare, profonda riflessione sociale, il tutto coadiuvato da strumenti incalzanti: batteria, basso, chitarre elettriche, synth e lo stesso Bramato, trovano una perfetta armonia e sincronia sonora. “Ah l’essere”, è un omaggio al filosofo, attore, regista, poeta (Carmelo Bene) che come molti altri filosofi si interrogavano sul senso dell’esistenza. Il quarto brano, “La coscienza del mago”, riprende le stesse sonorità d “Ah l’essere”, dove però si aggiunge un violino: malinconico, accattivante e nichilista. Bramato ancora una volta sfoggia il suo trascinante estro artistico e canoro. il tema cardine dell’esistenza si intreccia con l’universo dell’illusione, nella quale siamo perennemente immersi. “La coscienza del mago”, denuncia il perpetuo stato di nichilismo ed estraneità a cui la società ha saputo ed ha voluto adagiarsi, il capitalismo quanto la religione, hanno generato nel tempo, quest’aberrazione sociale ed esistenzialista. La quinta canzone, è un omaggio al celebre cantautore Frank Zappa, “Frank Zappa è morto per niente”, essa è ricca di sonorità funk ed indie: chitarre ridenti, synth brioso e sopraffino, basso aggraziato, un Bramato brillante, indipendente e sarcastico. Il testo denuncia a grandi linee, il tracollo che ha subito il panorama musicale nostrano, dove mancano: originalità, indipendenza artistica e libertà d’espressione, il talent show è la nuova dittatura dell’arte musicale. Il sesto brano, “Un viaggio è lungo un viaggio”, ci trasporta in una dimensione onirica e internazionale, un mosaico sonoro che abbraccia Medio Oriente ed Albania, è un viaggio alla scoperta di altre culture, il viaggio di per sé è vita e rinnovo mentale, è un ottimo brano spirituale. Il penultimo pezzo, “Piccola operetta barocca in tre atti”, racchiude una sonorità magistralmente anticonformista, a tratti teatrale e circense. Trombe, violini, batteria, pianoforte, donano spensieratezza musicale. L’allegoria del brano si rifà alle espressioni “i nuovi vestiti dell’imperatore”, “l’imperatore (o il re) è nudo”, sono spesso usate in molti contesti con riferimento alla fiaba di Andersen. Lo scopo è quello di denunciare una situazione in cui una maggioranza di osservatori sceglie volontariamente di non far parola di un fatto ovvio a tutti, fingendo di non vederlo, oppure elogiando una virtù inesistente. Una metafora simile, del XX secolo, è quella dell’elefante nella stanza. Uno dei contesti in cui la frase ricorre in modo più frequente è quello politico, in cui la corrispondenza con il contenuto della storia di Andersen è spesso rinforzata dal fatto che una certa verità venga taciuta per compiacere il potere (politico). La verità viene proclamata, da una persona troppo ingenua per comprendere, le pressioni esercitate all’interno di un gruppo, affinché essa venga taciuta. L’ultimo brano “A Demetrio”, è un vero e proprio omaggio a Demetrio Stratos. “Essere” è un album coraggioso, il mondo cambia quando qualcuno si prende il rischio di uscire dal sentiero tracciato, quando ci si impegna per cercarne dei nuovi, senza timore di critiche, affidandosi all’intuito ed alla cocciutaggine per produrre un lavoro ben fatto. Tecnicamente e artisticamente, Bramato racchiude in sé tutte le competenze e le visioni per rompere i confini del conosciuto, esplorare, scoprire e riscoprire tecniche che erano già divenute linguaggio. È apprezzabile la naturalezza con cui Bramato ha divelto i confini. Il suo talento merita il nostro ascolto ed il nostro impegno ad esplorare fuori dai sentieri, grazie per aver postato questa perla d’album.

TRACKLIST
1. Pazienza essenza
2. Ansia (solo una crisi)
3. Ah, l’essere
4. La coscienza del mago
5. Frank Zappa è morto per niente
6. Un viaggio è lungo un viaggio
7. Piccola operetta barocca in tre atti
8. A Demetrio


BIO

Francesco Frank Bramato, musicista/artista fuori dagli schemi, in attivo dal 2001 con il gruppo “BlekAut” con il quale, dopo le prime esperienze in provincia di Lecce, riesce nel giro di un anno a convincere un pubblico più ampio attraverso degli inediti che fanno parte del primo disco “inventando con le mani”. Il genere varia dal folk al rocksteady. La band vince diversi premi aggiudicandosi la possibilità di aprire concerti importanti, tra i quali Caparezza, Meganoidi, Roy Paci, 99 posse, Afterhours, Ska-P, Banda Bassotti e tanti altri. Rimane in attività con la band fino al 2010, che lascia per dedicarsi allo studio della voce e del canto sperimentale seguendo l’eredità lasciata da Demetrio Stratos. Collabora con molti musicisti del panorama progressive e sperimentale italiano che culmina con la registrazione del brano “Piccola operetta barocca in tre atti”. Pallino fisso dell’artista è quello di unire la voce alla scrittura e quindi all’interpretazione. Studia sceneggiatura e drammaturgia a Roma. Dopo l’esperienza romana scrive uno spettacolo di teatro-musica “l’uomo di Bogotà” ispirato ad un racconto breve di Amy Hempel, e un monologo per arpa e voce “ennesime metamorfosi”. “Non essere” è il primo lavoro da solista, 8 tracce che rimarcano la tendenza dell’artista ad uscire fuori dai canoni classici, alla moda o convenzionali.


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