DURMAST: “ALONE”, LA GIUSTA NOSTALGIA CHE CI RICARICA DAL TREMENDO “LOOP QUOTIDIANO”

Un caloroso saluto a tutti i nostri lettori affezionati, oggi vi presentiamo “Alone”, il nuovo album uscito il 4 giugno del 2021, ideato dal producer elettronico marchigiano Durmast (Davide Donati). L’album contiene nove tracce meditative e suggestive, atte a tranciare il solito tran-tran. Un altro importante particolare è sicuramente dovuto alle sonorità emanate da sintonizzatori anni ’90, è un disco rivolto a tutti i fan della musica dance, ambient ed elettronica, anche ai videogiocatori che hanno amato la musica sequenziale delle prime due Playstation, questo perché l’ottimo “Alone” ci riporta alla mente piacevolissimi ricordi nostalgici, appunto le sonorità compositive delle prime due Ammiraglie videoludiche di mamma Sony. Il primo brano “Seer (La magia)”, ci sovrasta e delizia con la sua splendida essenza elettro-dreamy, orecchie e mente sono interconnesse e rilassate, grazie anche all’atmosfera sonora nostalgica, da anni ’90, è un Durmast dalle mille risorse, intraprendente, ingegnoso. Questa brillante composizione è pilotata da un ottimo synth polivalente: basso agevole e intuitivo, un pianoforte magnetico. Il brano si focalizza sulla magia e sulla chiaroveggenza, tutto desidereremmo possedere questi poteri straordinari, risolverebbe molti dubbi, ansie, tuttavia il brano ci invita implicitamente a non inseguire troppo le chimere, restare con i piedi per terra e affrontare i problemi quotidiani, questa è la prerogativa di ogni essere umano (volente o nolente). Il secondo brano, “Trip” è qualcosa di sbalorditivo, qui siamo nell’avvincente mondo sonoro della dance elettronica, una composizione che porta con sé un’elevata dose di risonanza emotiva: un basso puro e secco, un synth dall’aria sognante e nostalgica, un pianoforte idillico. “Trip”, è stato ideato per liberare la mente dai “loop della quotidianità”, la traccia inietta una dimensione alternativa per la nostra mente, conducendoci in un viaggio introspettivo, costituito dal nostro passato, presente e futuro. La terza traccia “Reef”, presenta un ritmo più calmo, essa è pervasa da un’aura sonora trionfante e delicata. Il basso qui è molto più agiato ma è pur sempre accattivante, il synth è a tratti spirituale e nostalgico, il pianoforte è assolutamente coscienzioso e distensivo. “Reef”, è una composizione dal cuore zen ed elettronica, narra grazie alla sua suggestione sonora dello scontro inevitabile e infinito degli esseri umani: raggiungere la quiete esistenziale in questo mondo dominato dalla frenesia politica economica sul tenore di vita sociale. La quarta traccia “Motorsport”, com’è evidenziato dal titolo, prende “una rotta sonora” più frenetica e dance: synth portato magistralmente allo stremo, la sua potenza sonora è ineguagliabile, il basso è avvolgente e magnetico. “Motorsport” è un altro brano evocativo, correre per raggiungere il traguardo: della felicità, della serenità, della cooperazione e comprensione reciproca, è un progetto che possono ambire tutti. Il quinto brano “Match” è un’altra idea compositiva brillante e sagace, esso sfoggia un’atmosfera accattivante, rapisce il cuore, la mente e le orecchie dell’ascoltatore, la nostalgia è un potente mezzo per sopravvivere e ricaricarsi del presente, basta sapere usare questo mezzo con estrema moderazione, altrimenti si trasforma in un autentico “dolore del passato”. “Match” è composto da un synth metà angelico e metà dance psichedelico: basso robusto, synth che evoca speranza, sollievo e nostalgia. “Match” elogia la forza motivazionale della nostalgia, ottima per combattere la monotonia della consuetudine. Il sesto brano “Nobody” si avvale dell’immensa e favolosa aurea mistica ed elettronica: synth raggiante e dalle sonorità fluttuanti, basso regale. “Nobody” dona quel giusto tocco di rassicurazione, lo stare soli e contemplare con la dovuta e beata calma non è mai stato così incantevole. La settima traccia sonora “Lighthouse” è immersa nella pregevole cappa della meditazione: basso ottimamente palpabile e profondo, synth monumentale e divino. Come il resto delle tracce “Lighthouse” è un faro, una guida sicura che conduce ad un porto tranquillo, dove cui poter attraccare, il brano invita alla cooperazione sociale, apparteniamo alla stessa specie umana, possiamo rendere il nostro pianeta un autentico Paradiso, ci vuole molto lavoro, l’unione fa la forza. Il penultimo brano “Pawn” è costellato da una sensazione sonora mirabolante: basso ben elargito, synth dinamico dalle sonorità elettrizzanti e cospicue. “Pawn” ci suggerisce l’arduo lavoro di una pedina, sempre lì in primo piano a combattere per la sua vita e quelli degli altri, con il giusto sacrificio possiamo bere al calice della felicità e della serenità, la cooperazione è utile all’intera umanità. L’ultimo brano “Low” vuole donare estraneità e conforto dalla noiosa e monotona routine, è in grado di trasmettere un ottimo equilibrio interiore, a volte sono le piccole cose e i piccoli gesti a renderci ricchi d’animo. “Low” porta con sé: un basso armonico, un synth astrale e dalle note esistenziali. Senza girarci troppo intorno, Dumast è un artista a tuttotondo, il suo lavoro riesce ad affascinare con tanta armonia, Dumast e il pubblico non hanno niente da temere, entrambi gioiranno di questo nuovo lavoro discografico.    

Tracklist

1. Seer (La magia)

2. Trip

3. Reef

4. Motorsport

5. Match

6. Nobody

7. Lighthouse feat. Invell

8. Pawn

9. Low


Biografia

Durmast è Davide Donati, classe 1988, nato e cresciuto a Senigallia (An), batterista di band rock/punk come Home By Three e Jasmine gli Sbalzi, dal 2018 in parallelo esordisce con “Village” album di musica elettronica. Nel novembre 2019 pubblica “Cesano EP”, un EP contenente 4 brani e nel 2020 altri due singoli “Shalimar” e “Restart”. Durmast oltre a brani inediti ha realizzato remix a diversi artisti tra cui I Camillas e HoFame. Alcuni suoi brani sono stati selezionati per far parte della colonna sonora di Mappe Criminali, programma condotto da Daniele Piervincenzi su TV8 in onda dalla primavera 2021. Lo stile musicale è piuttosto lineare, con vari elementi che si aggiungono o si sottraggono a bassi e batterie molto presenti, sonorità dance anni ‘80, anni ‘90 con innesti di breakbeat, ambient e trance. Un vero e proprio melting pot di sonorità non confinato in un singolo genere, cercando di spaziare il più possibile non ponendosi limiti. La musica di Durmast è la trasposizione di persone e luoghi in cui è cresciuto, di un presente che corre, di un futuro incerto e difficile, ma pieno di possibilità.


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