Un’interessante intervista al cantautore RnB e rapper ferrarese Alen

Anticipato dal singolo Ore da soli, esce in CD e Digitale, il 7 giungo 2021, “Black” il nuovo album del rapper ferrarese Alen, pubblicato e distribuito da (R)esisto. L’album “Black” fa parte di un unico concept formato da due dischi intitolati Black & Blue, composto da otto tracce, prodotto interamente da Mattia Rossi.

Ringraziamo infinitamente Alen, per averci donato quest’interessante intervista che vi riportiamo di seguito.

1) Com’è nato il tuo nome d’arte? Potresti raccontarci un po’ la tua storia artistica?

Il mio nome d’arte è semplicemente in mio nome cioè Alen, in realtà quando ero prettamente un rapper mi facevo chiamare agli inizi Misfatto, poi negli anni si è trasformato in Misfitz dato dal fatto che in inglese vorrebbe dire disadattato, il nome mi era stato dato da un organizzatore di eventi della zona (Ferrara) per il semplice motivo che i miei testi ai tempi erano molto sociali e ribelli, dopo vari live un giorno mi chiamò così quasi per scherzo e da lì pensai che era un nome giusto per me, poi con il passare degli anni ed il passaggio in vari generi musicali ho pensato che il mio vero nome è già di per sé molto particolare e riconoscibile quindi da qualche anno a questa parte sono tornato a farmi chiamare con il mio vero nome, semplicemente Alen. Nella mia carriera sono passato dal Rap al Crossover per poi addentrarmi nel NuMetal lo Stoner per poi tornare sulle mie prime scelte musicali di quando ero bambino cioè l’RnB ed il Soul, purtroppo fino a qualche anno fa non avevo le competenze tecniche per riuscire a cantare in maniera fluida ed intonata soprattutto in un genere come il Soul che appunto vuol dire anima, ho sempre avuto grandi doti nella scrittura e nel trasformare pensieri in melodie tramite i giochi di parole in rima ma ho dovuto quindi prendere lezioni di canto per migliorare le mie capacità canore per riuscire ad espormi in un genere dove intonazione ed interpretazione sono fondamentali come il Soul e RnB.

2) C’è stato qualche episodio particolare che ti ha fatto sentire il bisogno di scrivere le vostre canzoni? Qual è stato il tuo percorso formativo e che cosa ti ha influenzato di più?

Le tracce di – BLACK – il mio ultimo album solista sono state determinate sostanzialmente da una separazione di coppia durata parecchi anni e come in ogni paragrafo della mia vita rappresentato dalla mia m musica è stato lo stesso anche questa volta, ho cercato di rappresentare quelle infinità di emozioni e pensieri che ci attanagliano dopo una rottura o di una perdita che si pensava essenziale per la nostra stabilità. Ciò che mi ha formato di più oltre agli aspetti classici di un cantate come live, ricerca di stimoli nuovi, curiosità nel conoscere, capire e assorbire nuovi generi musicali sicuramente sono le mie personali esperienze di vita. Ho sempre cercato di rappresentare tutte le mie esperienze personali nei vari step della mia crescita nella musica.

3) Black è uscito il 7 giugno del 2021, puoi parlarci di questo lavoro?

BLACK è nato dopo un periodo non troppo roseo per me, mi ero appena lasciato dalla mia ex ragazza dopo una relazione di quasi tredici anni, ed in più vivevo un periodo turbato tra un lavoro che non mi soddisfaceva e un forte disagio dato dal fatto che avevo sempre dato il massimo in tutto ma non era mai abbastanza, cosi decisi di trasformare quelle angoscia ed incertezza in musica, la cosa che so fare meglio, non tanto per gli altri ma per me, riuscire ad esaminare e quindi anche a buttar fuori le proprie paure veicolate dalla musica come valvola di sfogo mi ha sempre aiutato a non implodere, a non chiudere tutti quei dubbi e perplessità sempre più infondo al mio animo.

4) Quanto tempo ha richiesto la realizzazione dellalbum?

Album è stato realizzato in un paio d’anni, tra ricerca dei suoni, scelta delle strumentali fornite dal mio Producer di fiducia Mattia Rossi, la composizione dei testi, la fase di registrazione della voci e quella di mixaggio e di master è a cura di Gabriele Bertolini presso BRT Studio.

5) Attualmente, è difficile pubblicare un disco?

Al giorno d’oggi penso che fare musica rispetto a una ventina di anni fa sia molto più semplice dato dal fatto che ormai tutti abbiamo un Pc dove scaricarsi un programma di produzione musicale sia un gioco da ragazzi e dove ognuno si può tranquillamente cimentare in composizioni di strumentali, registrazioni e quant’altro. Ormai le attrezzature per gli home-studio le possiamo tranquillamente ordinare tramite internet sul innumerevoli siti di musica, oggi indubbiamente e più alla portata di tutti riuscire a produrre un album, d’altro canto penso che siamo talmente tanto bombardati dagli standard che rispecchiano le esigenze di mercato che ormai sentire qualcosa di veramente autentico ed originale sia sempre più raro, forse stiamo un po’ perdendo quella autenticità che ci hanno insegnato tutti i veri ed immortali cantautori del passato.

6) Come stai affrontando questo periodo in piena fase pandemica da virus SARS-CoV-2?

Direi abbastanza bene, a parte il fatto che questa pandemia forse facendoci stare da soli ed isolati per molto tempo lontani dai frenetici ritmi della routine sicuramente ci ha portato a riflettere nella nostra intimità su tutti quegli aspetti essenziali che forse ultimamente stavamo sottovalutando o dati ormai per scontati, poi da cantautore sicuramente mi ha dato modo di avere più tempo da dedicare alla mia musica ma soprattutto di cambiare prospettiva rispetto appunto a quella importanza che hanno tutte quelle piccole cose semplici ma allo stesso tempo essenziali che ormai si davano proprio per certe, e con questo non anche il loro valore forse veniva meno. Sicuramente a livello spirituale questo periodo ci ha fatto bene in qualche modo o almeno io l’ho vissuta in questa maniera, che anche in questo periodo difficile ci sia stata la possibilità di riflettere, crescere, ponderare e valorizzare di più.

7) Quali sono i brani che più ti rappresentano?

Sicuramente i brani che mi rappresentano di più sono quelli più struggenti, che trasudano vissuto, che raccontino qualcosa di vero, che mi ci possa rispecchiare a pieno. Il dolore come la solitudine o la mancanza di qualcosa sono emozioni che a mio parere vanno molto più in profondità rispetto a tante altre circostanze, amo la musica che mi trasmette emozioni, che sappia scendermi dentro, che smuova quelle corde che poche sanno fare, sono un ragazzo molto empatico e la tristezza molte volte come nella musica mi fa riflettere in realtà quanto sia preziosa e straordinaria la vita.

8) Quanto di personale c’è nei tuoi pezzi?

Nei miei pezzi come in praticamente tutti nel mio passato c’è anche troppo di personale, c’è tutto me stesso. Ci sono anche cose che magari faccio fatica a raccontare al mio migliore amico, forse perché il mio migliore amico è proprio l’approccio che ho con l’esternare i miei problemi sul foglio, questo me ne libera in una qualche strana maniera, esternando elimino o addolcisco il peso di certi patemi miei personali.

9) Sei un rapper che scrive molti pezzi oppure hanno difficoltà a nascere?

Oggi più che Rapper mi piace identificarmi come cantante RnB, si ovviamente le metriche e le rime faranno sempre” parte dei miei testi ma più che altro ormai essendo stato in passato un vero e proprio rapper “puro sangue ritrovo che ciò che faccio oggi catalogarlo come Rap forse sia riduttivo, non faccio assolutamente fatica a scrivere anzi, penso di essere molto e forse anche troppo produttivo, cosa che mi mette in difficolta quando appunto esce un mio album di norma sto già lavorando a quello successivo.

10) Cosa significano per te improvvisazione e composizione e quali sono, per te, i loro rispettivi meriti?

L’improvvisazione o anche comunemente il freestyle per quanto mi riguarda è un canale diretto tra parola e pensiero ovviamente in rima dove forse la sua chiave e proprio quella di intrattenere e far divertire la gente, ci si può allenare tanto ma penso sia una dote quasi innata a suo discapito il freestyle non ha una grande capacità nel poter far realmente riflettere le persone su un determinato argomento, basta pensare che di norma quando un cantante si mette a scrivere sicuramente vuole raccontare o far riflettere un qualcosa all’ascoltatore e per poterlo fare nella migliore delle maniere questo ha bisogno di tempo e calma, ed e proprio questa la differenza tra l’improvvisazione e la composizione, la prima non ha il tempo necessario per creare un messaggio forte e deciso perché basato sulla velocità di pensiero ed espressione, mentre la seconda riesce ad avere tutto il tempo a disposizione per poter far arrivare un qualsiasi messaggio, anche con parole o termini più ricercati come per le metriche ecc..

11) Che attrezzatura usi per comporre le tue tracce?

Io da cantautore non ho bisogno di molto in realtà per produrre la mia musica, mi basta una buona dose di ispirazione, un quaderno, una penna, un computer, una scheda audio, un programma per produzione musicale, un preamplificatore ed un microfono, mentre al mio produttore Mattia Rossi a parte la penna, il quaderno e il microfono utilizza le stesse cose ma con l’ausilio di una tastiera provvista di pad digitali.

12) Oggi forse più di ieri c’è una contaminazione dei generi. Pensi che la musica si sia aperta al mondo?

Oggi la musica ha mille sfaccettature diverse quasi in tutti i generi, non penso che la musica si sia aperta al mondo ma più che altro che la gente si sia aperta alla musica.

13) Come giudichi luso della tecnologia e dei social media al servizio della musica?

La tecnologia nell’ambito musicale sicuramente ha facilitato la diffusione della stessa, forse ad oggi se ne abusa un po’ troppo per quanto mi riguarda, forse sono io che sono ancora molto legato ai leggendari CD, con tanto di libretti al loro interno ma ad oggi la musica viene tranquillamente ascoltata tramite le più grandi piattaforme digitali come Spotify ecc. Non si ha più un vero e proprio contatto con la musica che ami, non si collezionano più i propri dischi preferiti, oggi la musica e talmente tanta e talmente tanto facile da poterla avere sempre con sé che non si ha più una vera e propria ricerca, questo a mio avviso ne fa perdere anche un po’ l’importanza, non parlo di qualità musicale, parlo proprio del fatto che una volta se volevi avere il cd del tuo cantate preferito dovevi proprio sudartelo… andando direttamente ai suoi live oppure imbatterti in una serie di ricerche sfrenate per poterlo trovare, questo dava alimentava nell’ascoltatore più senso di appartenenza nel genere ed un forte senso di ricerca del proprio cantante preferito. Ci si affezionava molto di più alla musica.

14) Qual è la tua opinione sui compiti (ad esempio politici / sociali / creativi) degli artisti di oggi e come raggiungi questi obiettivi nel tuo lavoro?

Il compito principale per un artista è semplicemente essere sé stessi, ognuno di noi è diverso dal prossimo, e sarà proprio questo fattore a metterci in risalto in mezzo agli altri, io ho basato su questo semplice pensiero la mia carriera da cantante, cerco di distinguermi rimanendo come sono, un individuo che ha particolarità di essere irripetibile per insegnamenti, pensieri, esperienze eccetera. Poi sicuramente bisogna rimanere veri, puri, senza trucco per mostrarci per ciò che in realtà non siamo, forse noi cantati come artisti di ogni genere dovremmo sentire di più la responsabilità di chi è dall’altro lato che magari ci vede come punti di riferimento, dobbiamo rimanere puri per cercare di dare un esempio vero e brillante nell’ambito in cui ci mettiamo in discussione.

15) Come pensi che le composizioni contemporanee possano attirare lattenzione di un pubblico più ampio

Nella musica come in tutte le forme d’arte per attirare un pubblico più amplio sicuramente bisognerebbe attenersi alle tendenze, alla moda, ma io sono dell’opinione che la moda prima o poi passa ma lo stile resta, forse non conta tanto quanto ti fai influenzare dalle mode ma quanto sei tu ad essere particolare rispetto alla moda.

16) Che consigli daresti ai nuovi artisti che desidererebbero emergere?

Ai nuovi artisti consiglierei semplicemente di essere loro stessi, senza seguire la massa, cercare di essere totalmente indipendenti con il pensiero ed autentici rispetto alla propria forma d’arte. Di fotocopie ce ne sono già abbastanza e anche se oggi non verrete considerati perlomeno rimarrete sempre coerenti con voi stessi e prima o poi la vostra particolarità verrà notata, proprio per il fatto che sarà una particolarità in mezzo alle fotocopie.

17) Gli artisti spesso vivono immersi nelle emozioni del presente. Il futuro ti spaventa? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Non mi sento un artista che vive nel presente anzi, penso di vivere anche troppo nel futuro, da poco è uscito il mio album ma sto già registrando il prossimo, mentre porto avanti il progetto con il mio gruppo, e sto già buttando giù i testi del prossimo album ancora. Cerco di migliorarmi costantemente attraverso stimoli e conoscenze nuove, penso sia come la mia linfa vitale artistica, non mi sento mai fermo o arrivato questo mi rigenera giornalmente tramite energie nuove.

Ti ringraziamo per averci donato il tuo preziosissimo tempo

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