Mario Biondi: “Tornare in piazza è una scommessa e una necessità. Sacrosanto fare il vaccino, allevia paure e rischi”

Tornare sul palco, a far musica nelle piazze piene di pubblico, per Mario Biondi è “una scommessa” per i rischi della pandemia, però è anche “una necessità”: “abbiamo voglia di rincontrare il pubblico, di tornare al nostro elemento più naturale, che è il palco”. Sull’obbligo del green pass per accedere agli eventi, Biondi non ha dubbi: “Penso che l’idea di avere un vaccino che possa alleviare paure e rischi sia sacrosanta e penso che debba essere garantito anche da un controllo istituzionale: se vai in mezzo alle persone mi devi garantire che sei sano e hai ricevuto un vaccino che diminuisce del 94% le possibilità di ammalarsi e di far ammalare”. Tornando sul palco, il cantante catanese porterà il suo ultimo disco “Dare”, uscito a gennaio 2021, che rappresenta “il percorso della mia vita”, dice. Un titolo che si presta a due letture: il verbo inglese to dare, osare, o dare. Lui le intende “entrambe. In questo periodo – spiega – c’è un grande bisogno di dare, ma anche di ricevere tanto. Si sente la necessità di abbracciare un amico, un’amica, una persona cara. C’è tanta voglia di contatto, di tornare in una condizione più naturale e forse con la coscienza che avere gli affetti vicini ha un valore inestimabile. E poi, in fondo, dare è anche osare, perché è sempre un rischio mettere se stessi a disposizione degli altri”. Secondo Mario Biondi “la pandemia ha stimolato qualche settore in più della sensibilità artistica. L’artista in genere soffre e si offre contemporaneamente, e proprio la sofferenza tante volte fa parte della creazione. Quindi credo che la pandemia possa aver sensibilizzato il nostro animo su alcune cose e temi che a volte si danno per scontati e che invece hanno un peso specifico molto forte, come quella parolina, a volte troppo inflazionata, che è ‘amore'”. La ripartenza “credo che dipenda molto da noi – aggiunge – possiamo essere bravi e anche abbastanza scadenti quando non ci impegniamo ad amare la vita che abbiamo”. E alla domanda sui progetti futuri, risponde con una battuta: “sono nato alle pendici dell’Etna, ho sempre la caldaia accesa, lì a ribollire, a pensare, a immaginare. Cerco sempre di fare quello che il mio cuore mi comanda e anche se non sarà esattamente quello che il pubblico si aspetta, almeno sarà stato onesto da parte mia”.

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