Intervista a Ivan Antonio, “Amore e Psiche” è il suo album di debutto: credo che tutte le composizioni siano personali in quanto frutto creativo del nostro intelletto.

È appena uscito l’album del pianista, compositore e direttore d’orchestra Ivan Antonio dal titolo “Amore e Psiche”. Nato a Salerno nel 1986, Ivan Antonio debutta a 24 anni dirigendo a Roma l’opera Madame Butterfly di G. Puccini. Dal 2016 è direttore artistico e musicale dell’Orchestra Sinfonica di Salerno Claudio Abbado. Laureato con il massimo dei voti in direzione d’orchestra al Conservatorio “G. Verdi” di Milano, in Musica applicata ai contesti multimediali, in Composizione multimediale e in Pianoforte presso il Conservatorio Statale di Musica “G. Martucci” di Salerno. Ha studiato composizione con Lucia Ronchetti, Raffaele Grimaldi e Massimo Botter e direzione d’orchestra con Nicola Hansalik Samale, Vittorio Parisi e Gianluigi Gelmetti.  Ha diretto in concerto numerose orchestre, tra cui: Venice Chamber Orchestra, Festival Bellagio Orchestra, l’Orchestra  Sinfonica Ensemble Contemporaneo (Salerno), l’Orchestra Filarmonica Campana, l’Orchestra Filarmonica di Benevento, l’Orchestra Sinfonia La Verdi di Milano, l’Orchestra Sinfonica I Pomeriggi Musicali (Milano), l’Orchestra della Fondazione Bulgaria Classic (Siena), l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio G. Verdi di Milano, l’Orchestra Corelli Chamber (Roma), G. O. R Grande Orchestra Reale (Caserta) e l’Orchestra Sinfonica di Salerno Claudio Abbado. Alcuni suoi lavori orchestrali sono puntualmente presenti nelle stagioni concertistiche dell’Orchestra Sinfonica Ensemble Contemporaneo e dell’Orchestra Filarmonica Campana dove hanno riscosso ampi successi di critica e di pubblico, come Festa Mobile (2011 – pubblicato per le Edizioni Gaia) Apokalipsys (2011) per soli, coro e orchestra, East Wind (2011) per orchestra, Eclissi (2012) per elettronica ed orchestra, Dorian Gray Ouverture (pubblicato per le Edizioni OMK-Da Vinci Giappone) e Amore e Psiche (pubblicato per le Edizioni OMK-Da Vinci Giappone) poema sinfonico per violino e orchestra.


Abbiamo incontrato l’artista per un’intervista esclusiva che potete trovare qui sotto.


Benvenuto Ivan e grazie per questa intervista.

C’è stato qualche episodio particolare che ti fatto sentire l’esigenza di comporre? Quale è stato quindi il tuo percorso formativo e cosa ti ha formato maggiormente?

L’episodio che mi ha praticamente travolto emotivamente è stata la nascita di mio figlio Lorenzo. Il mio percorso formativo è stato molto variegato, ho avuto la fortuna di spaziare sin da piccolo dal blues al rock e dal jazz alla classica. Credo che questo sia stato l’ingrediente predominante della mia attuale “visione” musicale.

È da poco uscito il tuo nuovo disco “Amore e Psiche”, puoi raccontarci qualcosa di questo lavoro?

Questo lavoro è nato praticamente dal niente. All’inizio non avevo proprio messo in conto l’eventuale pubblicazione di un disco. Poi, settimana dopo settimana ha iniziato a prendere forma riuscendo a comporre nel giro di pochi mesi un lavoro molto articolato. Devo ringraziare tra l’altro tutti musicisti che hanno partecipato a questo progetto. L’orchestra Abbado, il violinista solista Andrea Montella e la violoncellista Norma Ciervo. A questi ultimi un ringraziamento per aver creduto in questo progetto.

Ogni lavoro che è presente all’interno di questo album mi rappresenta. Ognuno di loro racconto un momento particolare della mia vita. Mi piace comporre ispirandomi sempre a qualcosa…un’opera d’arte, un soggetto, una foto, una suggestione.

Quanto tempo c’è voluto per preparare l’album?

Esattamente 6 mesi di full immersion. Solo il poema sinfonico per violino e orchestra Amore e Psiche è stato composto nel 2015 e pubblicato per l’edizione Da Vinci Publishing (Giappone).

Oggi, è difficile riuscire a pubblicare un disco?

Non credo sia difficile pubblicare un disco. Credo invece che sia difficile pubblicare un lavoro genuino, originale e ben fatto.

Ci sono tra i tuoi lavori alcuni che ti rappresentano maggiormente?

Ogni lavoro che è presente all’interno di questo album mi rappresenta. Ognuno di loro racconto un momento particolare della mia vita. Mi piace comporre ispirandomi sempre a qualcosa…un’opera d’arte, un soggetto, una foto, una suggestione.

photo.Diego Orlacchio | http://www.lalumiere.biz | http://www.lalumierephoto.it

Quanto c’è di personale nelle tue composizioni?

Credo che tutte le composizioni siano personali in quanto frutto creativo del nostro intelletto.

Sei un artista che scrive molti pezzi oppure fanno fatica a nascere?

Quando riesco a trovare qualcosa che mi ispira posso essere un fiume in piena. Poi ovviamente la tecnica aiuta quando l’ispirazione viene meno.

Ci sono degli autori che hanno avuto o che hanno influenza sul tuo modo di scrivere?

Assolutamente si. Credo che ogni artista sia un riassunto di varie influenze. Per quanto mi riguarda sono molto legato alla musica tardo romantica, adoro Sibelius, Mahler, Brahms ecc..

Oggigiorno forse più di ieri c’è una contaminazione tra generi. La musica, secondo te, si è aperta al mondo?

Si penso proprio di si. La contaminazione è in ogni dove e tra l’altro penso che sia sempre esistita.

Come vedi l’utilizzo della tecnologia nella musica di oggi?

Siamo sicuramente molto fortunati ad avere tutti questi strumenti a disposizione. Abbiamo la possibilità di sperimentare nuovi timbri sonori ed avere soprattutto grandi mezzi tecnologici a disposizione per creare.

Spesso gli artisti vivono immersi nelle emozioni del presente. Il futuro ti spaventa? Che progetti hai in proposito?

Questa è una bella domanda. Cerco di non programmare progetti a lungo termine. Faccio di tutto per vivere il presente con serenità.

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