LE MONDANE: “TADDEO”, UN ALBUM DEL FUTURISMO, IMMAGINIFICO, LANCINANTE, POETICO E RILASSANTE ALLO STESSO TEMPO

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Un caloroso saluto a tutti i nostri lettori affezionati, oggi vi presentiamo “Taddeo”, il nuovo album appena uscito, ideato dalla band pop/folk novarese Le Mondane capitanata dal talentuoso Luca Borin. Il disco presenta dieci contiene dieci tracce emozionanti, che pizzicano fin da subito e con grande maestria, le corde della nostra sensibilità, tanto da voler imprimere un’aura di fondo che unisce in modo sotterraneo l’intero disco. Il primo brano “Tremo” ottimamente riuscito, ci trasporta in una melodica e appassionante atmosfera contemplativa, un ritmo distensivo e piacevolmente lento, il successo è dovuto da valenti chitarre elettriche e sublimi, dal canto lodevole e caldo di Borin, il dolce picchiettio della grancassa della batteria poi è magistrale. Questo brano è di per sé carico di speranza e rassicurazione: un padre che insegna ai propri figli a non aver paura del prossimo ma valutare attentamente il comportamento di ogni singola persona, essere decisi riguardo le scelte della nostra esistenza, un brano educativo ed esaustivo a tutti gli effetti. Il secondo brano “Ciaomiaobao” presenta una sonorità frizzante: chitarre accattivanti, una fisarmonica combattiva, una batteria calzante e un Borin stratosferico e immersivo. “Ciaomiaobao”, è anch’essa una traccia altamente poetica, che rema contro le mille ipocrisie e ingiustizie che assistiamo imperterriti all’interno del nostro tessuto sociale e politico, La Storia è un ottimo strumento per non commettere i soliti e gravissimi errori madornali commessi ancora oggi. La terza traccia “Un Regno” dal sound sobrio e magico descrive la fine della Seconda Guerra Mondiale, il vento del cambiamento bussa alle porte del Mondo, un brano delicato e commemorativo, degni di nota un sound bucolico stile “Me and Bobby Mcgee” (scritta e cantata) del cantautore country Kris Kristofferson: chitarre dolci, batteria soave, frequenze basse cadenzate e avvolgenti, organetto mistico, “Un Regno” è un brano genuino, questo è importante sottolinearlo. La quarta canzone “Taddeo” racconta e mette in luce seppur indirettamente: la purezza, la genuinità e l’onestà intellettuale che la band mostra senza filtri, tramite la produzione dei suoi brani, il tutto gestito con estrema e pacata umiltà. “Taddeo” porta con sé un sound regale, spensierato e rassicurante, “Taddeo”, aprirà senz’ombra di dubbi, la mente e il cuore di ogni ascoltatore. Il quinto pezzo “Come tu volevi” è legato a filo diretto con “Compagna Teresa” della ex rock band Il Teatro degli Orrori. “Come tu volevi” è un brano dedicato alla partigiana Teresa Mattei e alla libertà, brano intenso e magistralmente sanguigno. Il sesto brano “Quello sguardo” brano introspettivo ed onirico, prontato all’autocritica, un poetico sonetto musicale “Alla sera” di Foscolo. “Quello sguardo” mette in moto un comparto sonoro accattivante ed analitico. Il settimo brano “Nuvolari” è una speciale cover di Lucio Dalla, brano dedicato all’immenso pilota automobilistico Nuvolari Tazio che incarnò il sogno del Futurismo (1909) insieme al suo fondatore Filippo Tommaso Marinetti. “Nuvolari” presenta un ottimo sound rock, l’energia di questo brano è strabiliante. L’ottavo pezzo “Per deridere l’aurora” è un altro rock incisivo e ben determinato, un manifesto contro l’ignoranza emotiva. “Per deridere l’aurora” è il contemporaneo Prometeo di stampo musicale, è anche un perfetto simbolo di ribellione e di sfida alle autorità o alle imposizioni, così anche come metafora del pensiero ed archetipo di un sapere sciolto dai vincoli del mito, della falsificazione e dell’ideologia. Il penultimo brano “Il villaggio del fanciullo”, prende per petto l’omologazione selvaggia e le angherie del Potere, sonorità rock, jazz e bossanova che si fondono amabilmente fra loro. L’ultimo brano “Questa moda di essere stronzi” presenta un folk mirabolante che denuncia la deriva menefreghista della società, del Potere, un brano che marcia contro tutte le forme di controllo mentale e di finta libertà. Le Mondane con questo secondo album si aggiudicano lo scettro di Autori Futuristi della Musica Indipendente Nostrana, un’altra lode ben meritata, i nostri lettori ne resteranno ammaliati, complimenti ragazzi.

TRACKLIST

1. Tremo

2. Ciaomiaobao

3. Un Regno

4. Taddeo

5. Come volevi tu

6. Quello sguardo

7. Nuvolari

8. Per deridere l’aurora

9. Il villaggio del fanciullo

10. Questa moda di essere stronzi


BIOGRAFIA

Le Mondane, band pop/folk, nata in provincia di Novara nel 2014 come cover duo, composto da Luca Borin (voce e chitarra) e Daniele Radaelli (chitarre, cajon, ukulele, mandolino, cori). Dopo un paio d’anni di rodaggio, numerose date e collaborazioni, nascono i primi brani inediti, che fanno confluire le due anime del progetto in un pop-folk con sfumature jazz. Anticipato dal singolo “Stella e Croce”, nel 2018 esce “I giorni della Marmotta” per l’etichetta ferrarese Alka Record Label. Dal disco vengono estratti 4 singoli, tra cui “Dublino”, brano di Francesco De Gregori e del fratello Luigi Grechi De Gregori, che avendone apprezzato la nuova versione, prende personalmente parte alle registrazioni. Il disco d’esordio viene accolto positivamente, con riscontro di pubblico e dagli addetti ai lavori, portando la band in tour con numerosi concerti. Gli ottimi risultati spingono la band ad evolversi, così nel 2019 entra in formazione alla batteria, Manuel Mormina, e con Borin e Radaelli, cominciano a scrivere i brani del secondo album. Diverse le manifestazioni dove, la band piemontese, si è fatta notare, vincitori dello “Sghisa Music Contest” nel 2019, vincitori del bando “Insieme Per La Musica” indetto dal CESVI, e patrocinato da Elio e le storie tese e dal Trio Medusa nel 2020. Finalisti per il Piemonte di Sanremo Rock.


LA BAND

Luca Borin: Voce e chitarra

Daniele Radaelli: Chitarre, cajon, ukulele, mandolino, cori

Manuel Mormina: Batteria e percussioni


RICONOSCIMENTI

Copertina dell’album: Sara Bergomi

Registrato tra: “Accedemia del suono” a Milano, “One Up Studio” a Borgomanero, e “The House Of Groove” di Oscar Mapelli a Cavaglio D’Agogna

Prodotto da: Oscar Mapelli e Le Mondane

Mastering: Diego Cattaneo

Management e distribuzione: Alka Record Label


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