Britney Spears: schermaglie a distanza fra la popstar e il padre

Alla vigilia dell’udienza chiave da cui potrebbe dipendere il futuro di Britney Spears, nuovi documentari sulla popstar accrescono la tensione: dopo “Controlling Britney Spears” del New York Times uscito lo scorso fine settimana su FX e Hulu e dopo “Toxic: Britney Spears’ Battle for Freedom” su CNN, oggi è la volta di “Britney contro Spears” su Netflix della celebre cineasta Erin Lee Carr da cui si scopre che Jenny Eliscu, la giornalista musicale e producer esecutiva dei 90 minuti di rivelazioni, aiutò Britney nel 2009 ad ottenere un nuovo avvocato. Jenny incontro’ segretamente la cantante in un bagno del Montage di Beverly Hills per farle firmare i documenti da presentare alla corte, ma fu un buco nell’acqua: la corte decretò che la Spears non aveva la capacità di scegliere il proprio legale e ipotizzò addirittura che la firma il calce alla petizione fosse falsa. Jamie Spears intanto è tornato in campo obiettando alla scelta del revisore dei conti John Zabel che la figlia, attraverso il nuovo legale Matthew Rosengart, vorrebbe al suo posto come temporaneo custode del suo patrimonio: una fortuna stimata a 60 milioni di dollari. “Zabel non ha le qualifiche adatte a esercitare il ruolo”, ha detto papà Spears, che all’inizio di settembre si era detto a parole pronto a farsi da parte, ma che nei fatti non ha mai smesso di mettere i bastoni tra le ruote. Se Jamie non demorde, il nuovo team legale di sua figlia, sotto la guida di Rosengart, è diventato ben più agguerrito rispetto all’acquiescenza con cui Samuel Ingham, il legale nominato dalla corte, aveva per anni rappresentato (per così dire) gli interessi di Britney: prendendo spunto dagli scoop di “Controlling Britney”, il documentario del New York Times, Rosengart ha accusato il padre di aver trasceso “linee invalicabili” con le intercettazioni segrete di tutte le comunicazioni di sua figlia col mondo esterno, figli e boyfriend compresi, perfino dalla camera da letto. “Se davvero lo ha fatto è stata una orribile e incosciente invasione della privacy di una figlia adulta”.

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