INTERVISTA ESCLUSIVA ALLA BAND FOLK ROCK BARDOMAGNO

BardoMagno è il progetto musicale di Feudalesimo e Libertà, una community nata su Facebook nel dicembre 2012 che conta ad oggi più di 700 mila followers, raccogliendo gran parte degli appassionati di storia, videogames e fumetto, può essere considerata la più grande community sul medioevo d’Italia. “Servendo et seguitando” gli ideali del sistema feudale, BardoMagno è la diretta espressione della voce de “Lo Imperatore” fatta in musica, cosicché “financo lo più analfabeta delli villici possa istruirsi via auricolae allo soave et rassicurante pugno di ferro imperiale”. Ad aprile del 2019 è uscito il loro album di debutto “VOL. I”, in collaborazione con la Black Dingo production che trasla in chiave satirica i più noti brani della tradizione musicale italiana oltre a proprie composizioni. La loro opera prima è un concentrato di musica folk rock dai testi in neo-medievale. Tra il 2021 e il 2022 pubblicano diversi singoli fra cui “Cerveza y Latifondo”, “Nel mio Feudo”, “Hanno ucciso Carlo Magno” e “Game of Signorie”. Chi è Feudalesimo e Libertà. La community di Feudalesimo e Libertà nata su Facebook in occasione delle elezioni politiche del 2012. Feudalesimo e Libertà ha fin da subito avuto grande successo per aver introdotto un nuovo modo di fare satira e umorismo sul web: fingersi un finto partito politico che proponeva soluzioni feudali – spesso contradditorie e volutamente enfatizzate – a problematiche odierne. Un grande gioco di ruolo nel quale i “sodali” di FEL vengono quotidianamente coinvolti grazie all’utilizzo dell’ormai tipico linguaggio “neo-volgare”, e all’universo dove i cliché tipici del “Medioevo” vengono valorizzati per evidenziare gli eccessi e le incongruenze politiche o di costume dei nostri tempi. Feudalesimo e Libertà può vantare un pubblico particolarmente affiatato e affezionato al brand, tanto da consentire di vincere per due anni consecutivi (2016 e 2017) il premio per la Miglior Community e come Miglior Pagina Facebook (2013) ai Macchianera Awards, gli “Oscar della Rete” italiani. Feudalesimo e Libertà è presente anche su Instagram e Twitter, raccogliendo altre decine di migliaia di seguaci. Fuori dai social, FEL raccoglie una larga platea di affezionati che partecipa alle attività lungo tutto il territorio italiano: dal raduno di FEL a Milano, all’Etna Comics di Catania, passando per Padova, Bologna, Lucca, Napoli e diverse città in cui vengono proposte festival del gioco e del fumetto.

RINGRAZIAMO I BARDOMAGNO PER AVERCI CONCESSO QUEST’INTERVISTA

1) Com’è nato il nome della band? Potreste raccontarci un po’ di voi?

La band è nata per dare una voce musicale allo Imperatore, meglio noto come la mente che pe volontà d’iddio gestisce la pagina “Feudalesimo e Libertà”. La collaborazione nasce quindi da un’idea congiunta di Abdul il Bardo (Valerio Storch) e la pagina di Feudalesimo e Libertà, che dopo aver collaborato per scrivere l’inno di partito (con i Nanowar), hanno deciso di avviare questo novello progetto come uno spin-off interamente dedicato a favellare la parola dello Imperatore. Sul nome crediamo ci sia poco altro da aggiungere :D.

2) C’è stato qualche episodio particolare che vi ha fatto sentire il bisogno di scrivere le vostre canzoni? Qual è stato il vostro percorso formativo e che cosa vi ha influenzato di più?

Ci sono molti episodi che ci hanno ispirato, tendenzialmente tutti avvenuti più di 500 anni fa. Il percorso formativo che ci ha influenzato di più sono i libri di storia che siamo costretti a studiare per scrivere una nuova canzone… Ho dovuto tenere un manuale Universitario di storia medievale sul comodino per un anno…

3) “Li Bardi Son Tornati In Locanda” è uscito il 4 novembre del 2022, potete parlarci di questo lavoro discografico e di quelli precedenti?

Li Bardi Son Tornati In Locanda è il nostro secondo album, che ha seguito il primo, “VOL 1”. Già dal titolo dell’album, e relativa title track, abbiamo voluto porre enfasi sul tema del ritorno: infatti è un album che sancisce il nostro ritorno discografico, dopo 4 anni dal precedente, e financo il ritorno alle esibizioni dal vivo, dopo questi splendidi e fantastici anni pandemici passati rinchiusi in casa. Con questo nuovo album abbiamo voluto porre una maggiore enfasi alle nostre composizioni originali, che sono in maggioranza rispetto alle parodie (o meglio… alle canzoni che scrivemmo 1000 anni fa e che ci sono state copiate), a differenza di VOL 1, in cui erano presenti principalmente rivisitazioni e solamente 3 brani originali. Questa nuova scelta ci ha consentito di poter spaziare con maggiore libertà su temi e generi, passando da diverse sfumature di rock (glam, epico/classico, folk da ubriacatura) per arrivare financo al pop, A-pop (ossia il K-Pop di Aquisgrana) e lui: il reggaeton (o meglio il feudalton!).

4) Quanto tempo ha richiesto la realizzazione degli album?

Vol 1 è stato frutto di un lavoro più disorganico: le canzoni sono state scritte nell’arco di 3 anni di comparsate in giro per fiere, ed è stato successivamente rielaborato e registrato nel giro di 6 mesi di lavoro, in collaborazione con Maurizio Cardullo e Gianluca Amendolara (Crono Sound Factory). “Li bardi Son Tornati In Locanda” invece, è nato dal lavoro svolto durante questi 2 anni di pandemia, in cui abbiamo scritto man mano le canzoni, pubblicandole una volta pronte. Usciti i primi singoli, abbiamo deciso di chiudere i brani mancanti e di raccogliere tutto in un unico disco.

5) Attualmente, è difficile pubblicare un disco, un EP, un singolo o un videoclip?

Assolutamente no! Con tutti i servizi di streaming online è possibile poter pubblicare le proprie canzoni molto facilmente, o sicuramente molto più facilmente di tanti anni fa, quando il mercato musicale era sicuramente più intermediato/bloccato all’ingresso. Quel che rimane tutt’oggi è la difficoltà nel poter promuovere adeguatamente le proprie canzoni, dato che il mercato è saturo di offerta musicale. Il risultato è che per promuovere il proprio materiale è necessario investire delle ingenti somme di denaro, che spesso il musicista che vuole muoversi da solo, o magari è all’inizio della propria attività non ha a disposizione. Ma questa è la sempre solita vecchia storia legata alle leggi del mercato… E proprio per questo insistiamo sul discorso che bisognerebbe tornare ai bei tempi del Feudalesimo: tutti a lavorare la gleba dell’imperatore e si ascolta solamente BardoMagno come musicista dell’impero, pena l’impiccagione, no?.

6) Quanto di personale c’è nelle vostre canzoni?

Molto. Mi sono legato al dito personalmente lo schiaffo di Anagni. Che però è avvenuto in faccia. Si, mi sono legato al dito uno schiaffo in faccia… non so come sia possibile tecnicamente, ma è successo. E ora giro con una mano attaccata al mio dito.

7) Siete una band che scrive molti pezzi oppure hanno difficoltà a nascere?

Non so bene come risponderti su questo, specialmente perché non so in base a quali parametri si può dire che scriviamo molti pezzi o no (10-25-340?). Dietro le quinte, la croce e delizia di quello che facciamo è che non dobbiamo solamente intrattenere musicalmente il nostro ascoltatore, ma dobbiamo anche cercare di essere divertenti e, possibilmente, di provare a parlare di qualche fatto storico realmente accaduto. Difficile dire quando e quanto ci siamo effettivamente riusciti. In ogni caso le tre cose insieme ovviamente rendono la scrittura un po’ più difficile, ma l’obiettivo è talmente alto che lo facciamo con spirito di sacrificio e totale abnegazione alla causa Feudale.

8) Cosa significano per voi improvvisazione e composizione, quali sono per voi i loro rispettivi meriti?

Sono due cose diverse ma che sono strettamente connesse tra loro. Un po’ come il potere temporale ed il potere spirituale, l’uno non potrebbe esistere senza l’altro: senza papa non ci sarebbe l’imperatore. Lasciamo al lettore dedurre chi tra improvvisazione e composizione sia il papa o l’imperatore.

9) Cosa ne pensate della Loudness War e dell’intensivo utilizzo della compressione dinamica utilizzata nelle tracce audio?

Sul tema noi abbiamo un’opinione molto chiara: il sesso degli angeli è non binario, ma esadecimale.

10) Che consigli dareste ai nuovi artisti che desidererebbero emergere?

Che “ogni corpo immerso in un fluido (liquido o gas) subisce una forza diretta dal basso verso l’alto di intensità equiparabile alla forza-peso del fluido spostato.” (Archimede, principio del galleggiamento).

11) Gli artisti spesso vivono immersi nelle emozioni del presente. Il futuro vi spaventa? Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Il futuro non ci spaventa mai, posto che esso preveda un ritorno al passato feudale, ovviamente…

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