‘Il Tamerlano’ di Antonio Vivaldi al debutto a Ravenna

Dopo il successo ottenuto nella scorsa stagione con “L’Orfeo” di Claudio Monverdi, Ottavio Dantone e la sua Accademia Bizantina tornano al Teatro Alighieri di Ravenna per un altro capitolo dedicato all’opera barocca, presentando una nuova produzione de “Il Tamerlano” di Antonio Vivaldi, rarità per i nostri palcoscenici che debuttò circa 290 anni fa al Teatro Filarmonico di Verona. Come di consueto Dantone dirigerà l’opera dal clavicembalo nelle due recite del 14 e 15 gennaio (alle 20:30 e alle 15:30. La seconda in diretta anche su operastreaming.com) e poi nei teatro coproduttori di Piacenza (20 e 22 gennaio), Reggio Emilia (27 e 29 gennaio), Modena (3 e 5 febbraio) e Lucca (17 e 19 febbraio). La regia è affidata Stefano Monti, che del titolo mira a sottolineare sia la dimensione barocca che quella atemporale. Obiettivo perseguito anche nell’integrazione dei diversi linguaggi scenici: teatro di figura ma anche danza, che nelle coreografie di Marisa Ragazzo e Omid Ighani diventa un’amplificazione degli stati d’animo dei personaggi. Mentre il baritono Bruno Taddia, il controtenore Filippo Mineccia e il contralto Delphine Galou, rispettivamente Bajazet, Tamerlano e Asteria, avevano già partecipato all’incisione che Accademia Bizantina realizzò nel 2020. “Pur se costruita attorno a personaggi con pertinenza storiografica, – sottolinea il regista, che cura anche scene e costumi – l’opera in questione si caratterizza per una sua astoricità. Tutto s’incentra sulle passioni, fino alla follia, il sublime si mescola con il terribile, la bellezza con la brutalità che poi altro non sono che la continua oscillazione fra l’alto e il basso della vita”. Secondo la prassi in uso nella prima metà del Settecento, l’opera è nella forma di un ‘pasticcio’ che Vivaldi aveva realizzato scrivendo brani originali e altri provenienti da opere proprie o da altri autori sul canovaccio di un soggetto storico noto al pubblico. L’azione è ambientata a Prusa, capitale della Bitinia, nel 1403: Bajazet, sultano turco, è stato sconfitto dall’imperatore tartaro Tamerlano che lo tiene prigioniero nel suo palazzo. L’unica ragione di vita per Bajazet è il profondo affetto per la figlia Asteria, anch’essa prigioniera.

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