Intervista esclusiva alla cantautrice padovana Angelae

Anticipato dal singolo omonimo, il 21 maggio del 2021, è uscito in CD e Versione Digitale, “Passi Piccolissimi”, il nuovo disco della cantautrice padovana Angelae, distribuito da Alka Record Label. Prodotto da Michele Guberti di Massaga produzioni, presso il Natural HeadQuarter Studio di Ferrara. Rappresentativo di un cambio di pelle che Angelae e la sua band vivono in questo momento di forte contrasto sociale.

Mille grazie alla cantautrice padovana Angela che con estrema gentilezza e simpatia, ci ha concesso quest’intervista esclusiva che riportiamo di seguito

Benvenuta Angelae, grazie mille per averci concesso questa splendida intervista.

1) Potresti raccontarci un po’ la tua storia artistica?
Ho iniziato studiando canto e cantando in varie formazioni che facevano cover. Ho suonato tanto nei bar, negli alberghi, poi ho iniziato a sentire che avevo voglia di fare qualcosa di diverso e di provare a portare al pubblico quello che scrivevo io. Quando sono arrivata alla consapevolezza che era quello che volevo veramente hanno iniziato un po’ a muoversi le cose, ho incontrato le persone giuste, ho autoprodotto insieme ad Andrea Barin il mio primo album “Angelae” nel 2019 e così sono partita.

2) C’è stato qualche episodio particolare che ti ha fatto sentire il bisogno di scrivere le vostre canzoni? Qual è stato il tuo percorso formativo e che cosa ti ha influenzato di più?
La musica è nella mia vita da sempre, mio papà metteva dei dischi fantastici e così io e le mie sorelle ballavamo sul White Album dei Beatles..e in più tutti gli insegnanti che ho incontrato sul mio percorso mi hanno trasmesso una grandissima passione, su tutti sicuramente Marina Bartoli, la mia prima insegnante di canto, ha creduto in me e mi ha spronata ad uscire e a portare fuori quello che sono. Oggi imparo tantissimo quando sono in studio, cerco di apprendere come una spugna dai musicisti più bravi di me.

3) “Passi Piccolissimi” è uscito il 21 maggio del 2021, puoi parlarci di questo lavoro?
Passi piccolissimi è il mio primo lavoro con un’etichetta discografica ed un produttore artistico e ne sono  davvero felicissima, è un passo, forse anche piccolissimo ma fondamentale e Alka Records, Massimiliano Lambertini e Michele Guberti mi hanno accolto e hanno reso i brani potentissimi e rotondi allo stesso tempo.

4) Quanto tempo ha richiesto la realizzazione dell’EP?
Mi sembra sempre difficile calcolare il tempo che serve per portare alla luce un lavoro, siamo stati in studio una settimana, con tutto il gruppo, a novembre 2020 e l’Ep è uscito il 21 maggio 2021, nel mezzo c’è stato tutto il lavoro di produzione e di promozione e già a novembre era da moltissimo che io e Andrea ci lavoravamo. Tutto tempo speso bene però : ).

5) Attualmente, è difficile pubblicare un disco?
Siamo in un periodo in cui la tecnologia permette di autoprodurre materiale di ottimo livello da casa. La parte difficile è trovare un’etichetta disposta a camminare con te lungo un bel pezzo di tragitto e strutturare un progetto duraturo.

6) Come stai affrontando questo periodo in piena fase pandemica da virus SARS-CoV-2?
Come se non esistesse ma investendo un sacco di energie in più perché è tutto più lento e faticoso. Quando proprio non ce la faccio più allora stacco la spina e mi dedico all’orto, tornare alla terra mi aiuta, mi insegna la pazienza.

7) Quali sono i brani che più ti rappresentano?
I brani che scrivo mi rappresentano tutti un sacco ma se devo scegliere ho una passione per Streghe, è arrivato in studio dopo poco che era stato scritto e mi fa sempre emozionare.

8) Quanto di personale c’è nei tuoi pezzi?
Tutto, scrivo tanto di me e della mia difficile relazione con il mondo…che poi penso che siamo tutti uguali, abbiamo le nostre piccole miserie quotidiane, grandi tristezze nascoste e famiglie che a volte ci pesano sulle spalle. Mi sembra che parlare di emozioni sia un buon modo per parlare a più persone possibili.

9) Sei una cantautrice che scrive molti pezzi oppure hanno difficoltà a nascere?
Un po’ come i miei capelli, fanno sempre quello che vogliono. A volte ne scrivo tre in un giorno, altre non si fanno sentire per un sacco e allora parte la frase “tanto ormai non scrivo più”. Gran parte del mio lavoro consiste nel gestire l’ansia.

10) Che attrezzatura usi per comporre le tue tracce?
Uso il telefono per registrare delle rec audio, un quaderno e una matita per scrivermi i testi, ogni tanto mi compro un quaderno molto bello pensando che mi doni l’ispirazione, in realtà poi finisco per scrivere sui bordi dei libri o sui dépliant che accumulo nella borsa. Il mio essere davvero molto disordinata non aiuta e ho tantissime rec vocali non rinominate che non so bene cosa contengano.

11) Come giudichi l’uso della tecnologia e dei social media al servizio della musica?
Credo che ogni mezzo di comunicazione sia prezioso per un artista e che stia a lui scegliere quale sia quello che più gli si addice e che esprime al meglio il suo lavoro. Io cerco di usare i social a mio piacimento senza cadere nel meccanismo, che trovo pericoloso, “posto dunque sono”.

12) Il ruolo del cantautore è sempre stato soggetto a cambiamenti. Qual è la tua opinione sui compiti (ad esempio politici / sociali / creativi) degli artisti di oggi e come raggiungi questi obiettivi nel tuo lavoro?
Nel panorama dei cantautori di oggi mi sembra ci sia una grande varietà di personalità più o meno impegnate dal punto di vista politico-sociale. Oggi la grande sfida da affrontare è sicuramente quella di abbattere le differenze, in modo che ognuno si possa esprimere come individuo. Io credo che la più grande rivoluzione sia sempre nel fare più che nel dire e, visto che ancora non ho una grandissima platea a cui rivolgermi, cerco di essere quello che voglio comunicare, cerco di accettare prima  di tutto me stessa per quello che sono, con tutti i miei evidentissimi limiti.

13) Come pensi che le composizioni contemporanee possano attirare l’attenzione di un pubblico più ampio
Vorrei rispondere con tour capillari in tutte le province del territorio ma ho paura che la risposta giusta sia diversa.

14) Che consigli daresti ai nuovi artisti che desidererebbero emergere?
Non mi sento di poter dare molti consigli… non molliamo!!!!!!.

15) Gli artisti spesso vivono immersi nelle emozioni del presente. Il futuro ti spaventa? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Il futuro mi fa sempre un po’ paura, mi chiedo se sarò all’altezza e se ci sarà qualcosa di cui essere all’altezza ma come dicono in Kung Fu Panda “Oggi è un dono, per questo si chiama presente”, per cui cerco di non fare troppi progetti. Sicuramente nel mio futuro vedo ancora tanta musica.

Ti ringraziamo per averci concesso il tuo preziosissimo tempo.

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