CARON DIMONIO: “PORNO POST MORTEM”, UN ALBUM INDISSOLUBILE

Un caloroso saluto a tutti i nostri lettori, oggi vi presentiamo “Porno Post Mortem”, quarto album del trio Caron Dimonio, capitanato da Giuseppe Lo Bue. Il disco è stato prodotto da Atmosphere Records., disponibile dal 25 febbraio del 2022. “Porno Post Mortem”, contiene dieci brani riflessivi, poetici e disincantati, gli ascoltatori verranno travolti da intense emozioni. Con “Porno Post Mortem”, i Caron Dimonio vogliono dare una personale interpretazione della tematica “Eros e Thanatos”. I testi sono “non narrativi”, il filo conduttore che lega le canzoni dell’album sono la sessualità, l’amore e la morte. È un disco che mescola genuinamente electro, noise e postpunk. Il primo brano “Porno” è interamente strumentale, esso risulta: magnetico, suggestivo e profondo, con “Porno” l’ascoltatore viene dolcemente trasportato in una dimensione onirica e ricca d’introspezione. “Porno” utilizza con estrema saggezza: un synth riflessivo, frequenze basse avvolgenti e accoglienti, un pianoforte divino e ascetico. “Porno” si rivela una traccia breve ma estremamente intensa, restituendo un ampia risonanza emotiva. Il secondo brano “Porno Post Mortem”, strizza l’occhio ad un ottimo sound beat di natura punk ed elettronica, restare fermi è impossibile, possiamo tessere le lodi di un basso energico e ipnotico, un sntyh trascinante, una drum machine epica, chitarre elettriche da mille e una notte, un canto corale soffuso e affascinante. Il testo di Porno Post Mortem” esplora sentimenti che riguardano la violenza, la sessualità e il sadomasochismo. Il terzo brano “Underwolrd”, pone l’accento sulla morte: ineluttabile, fine certa, liberazione che porta verso “l’azzurra sinfonia”. La sonorità techno e noise di “Underworld”, sono assolutamente adatte: le chitarre risultano ruggenti al punto giusto, il snyth è magistralmente spettrale, il canto risulta misterioso e da brividi. Il quarto brano “Arthur Rimbaud”, è un fantastico omaggio ermetico al rivoluzionario poeta francese e ribelle di fine ottocento. “Arthur Rimbaud” è incoronato da un ammaliante tappeto elettro punk: chitarre elettriche avvincenti, synth vorticoso, drum machine palpitante, canto felpato ed enigmatico. Il quinto brano “Cosmo” sfrutta un testo estivo, nato dopo la lettura di una poesia di Aldo Nove: “L’attimo azzurro”. È l’unico brano dove i tormenti si placano per lasciare il posto a una sorta di estasi, di senso, di equilibrio, di fusione totale con la natura e l’universo. Musicalmente possiamo elogiare la sonorità trip hop. “Cosmo” trasmette una semplice ed efficace risonanza mistica: le chitarre, il synth e il dolce canto cullano dolcemente l’ascoltatore. Il sesto brano “Post Mortem”, presenta un testo visionario, dove il protagonista di questo cupo racconto onirico sogna di morire, cerca di immaginare come ci si possa sentire nel momento del trapasso. Ospite del brano Cristiano Biondo, scrittore e cantante degli European Ghost. “Post Mortem”, ha in serbo per l’ascoltatore un sound deciso e piacevolmente reboante: bassi profondi, chitarre superbe, synth magnificente, un Lo Bue poetico e trascinante. Il settimo brano “Quinta del sordo”, è stata scomodata la Quinta del sordo di Goya per trattare tematiche dedicate all’istinto, all’inconscio e alla fame eccessiva di vita, che porta a gesti (anche artistici) estremi e incontenibili, scaturiti dall’Es, che per molti aspetti ci domina. “Quinta del sordo”, sprizza energia da tutte le note: drum machine eccezionale, synth travolgente, chitarre sensazionali, un Lo Bue immenso. Questo brano sa far ribollire il sangue agli ascoltatori, davvero una pietra miliare. L’ottavo brano “La preghiera dell’ingordo” , è l’inno anti-egoismo per eccellenza, la denuncia qui è esemplare. “La preghiera dell’ingordo”, presenta un irresistibile techno pop: chitarre calamitate, synth scintillante, bassi da urlo, un Lo Bue indissolubile. Il penultimo brano “Nello strepito” è una sinistra, cupa e a suo modo romantica canzone d’amore. “Nello strepito” mostra i muscoli con un basso generoso, chitarre ammiccanti, synth esemplare, un Lo Bue eccezionale. L’ultimo brano “Muto bianco” vede come protagonista lo stesso Lo Bue durante l’emergenza Covid, isolato nelle Prealpi varesine, dall’otto marzo fino a fine di maggio. Il brano è dedicato alle montagne in generale, parliamo di una traccia altamente onirica e introspettiva: chitarre, basso, pianoforte e Lo Bue immensi. I Caron Dimonio hanno lasciato un segno indelebile, grazie alla loro musica sempre matura e raffinata.

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