Concerti in tempi di Covid, la trovata dei Flaming Lips: musicisti e pubblico dentro bolle

A soli pochi giorni dall’inizio del lockdown, Wayne Coyne, cantante dei Flaming Lips, aveva pubblicato su Instagram uno schizzo fatto a mano e diviso in due. Da una parte era ritratto sul palco dentro alla bolla usata per i suoi show nel 2019, mentre per il 2020 aveva immaginato che tutti i musicisti e gli spettatori fossero dentro le bolle. Un’idea, una visione che non ha mai abbandonato i Flaming Lips, decisi come non mai a ritornare presto a suonare dal vivo. E così per tutto il 2020 la band ha lavorato per realizzare questo progetto e permettere finalmente ai fan di assistere ad un loro concerto. La prima prova è arrivata il 12 ottobre in un concerto di prova al Criterion di Oklahoma City dove è stato girato il video di “Assassins of Youth”. Una sorta di esperimento per capire se era possibile fare un concerto con 100 spettatori chiusi dentro a bolle di gomma. In quel caso ci furono amici e familiari a lavorare all’iniziativa e che erano già stati coinvolti in test precedente per la serie #PlayAtHome proposto dal programma Late Show.

IL PRIMO CONCERTO AL MONDO NELLE BOLLE SPAZIALI

Dopo vari test e numerose prove, il 22 gennaio i Flaming Lips hanno eseguito il “Primo concerto al mondo nelle bolle spaziali”. La location è quella del Criterion di Oklahoma City con il pubblico diviso in 100 palle giganti e gonfiabili progettate per ospitare almeno tre persone. Anche ogni membro della band aveva la propria sfera individuale sul palco. Sono tredici le canzoni eseguite dai Flaming Lips, questa la scaletta:

1. Race for the Prize
2. Yoshimi Battles the Pink Robots, Pt. 1
3. Flowers of Neptune 6
4. True Love Will Find You in the End (cover di Daniel Johnston)
5. She Don’t Use Jelly
6. Will You Return/ When You Come Down
7. The Gash
8. All We Have is Now
9. Feeling Yourself Disintegrate
10. There Should Be Unicorns
11. Are You a Hypnotist?
12. Waitin’ for a Superman
13. Do You Realize??

Impeccabile l’organizzazione e il supporto della stessa band che sui social ha pubblicato anche le istruzioni per il pubblico. Il frontman Wayne Coyne ha spiegato alla stampa che l’idea è arrivata proprio dal disegno pubblicato sui social: “Ho fatto un piccolo cartone animato. Ho disegnato me stesso. Erano i The Flaming Lips nel 2019, e io sono l’unico in una bolla spaziale, e sono sul palco. Poi ho disegnato The Flaming Lips nel 2020. Sono in una bolla spaziale, ma anche tutti gli altri”.

LA MISSIONE DEI FLAMING LIPS

Al termine delle varie prove, lo stesso Wayne Coyne aveva commentato la performance: “Credo che il pubblico non sia venuto per un concerto tradizionale. Sai, loro vengono, tu suoni e alla fine se ne vanno. Ho avuto l’impressione che ci fosse un grande senso di partecipazione. Ed è così come dovrebbero essere oggi i concerti in America. Se ci si aiuta, assieme ce la si fa. Se le persone invece se ne fregano del prossimo, non ce la faremo. Ci siamo detti: prima prendiamoci cura di questa gente, che è la cosa più importante, poi pensiamo a fare un grande show, e ne usciremo tutti vivi e pronti a rifarlo. Il compito dei Flaming Lips è invitarti in un luogo, farti divertire, farti dimenticare i problemi che ci sono là fuori, intrattenerti per un’ora. Se non usassimo le bolle, ti uccideremmo”.

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