Zibba: fuori “Pezzi”, un grido in mezzo a una strada deserta

È uscito il nuovo singolo di Zibba Pezzi (INRI / Artist First), secondo pezzo estratto dal progetto Amore, Morte e Distrazioni, un concept in cui musica e arte si fondono. Pezzi è la seconda tappa del viaggio che preannuncia l’uscita del primo dei tre EP. “Pezzi è un grido in mezzo a una strada deserta. Ammissione e negazione di uno stato emotivo obbligato, di quando ti senti schiacciato dalle scelte che vorresti non dover fare.” Queste le parole di Zibba per descrivere Pezzi, brano che arriva dopo Don’t Panic. Amore, Morte e Distrazioni non è solo il titolo del progetto, ma anche una triade di tematiche, ognuna legata ad uno dei tre EP, ad un mood musicale e ad esperienze umane diverse, ma che coesistono in un mondo in cui l’amore e la morte sono i due punti fondamentali e le distrazioni servono a salvarsi, un po’ da uno e un po’ dall’altra. Anche la cover di Pezzi è parte di un unico grande quadro dipinto da Camilla Jeanine (altra metà del collettivo Apt22 insieme allo stesso Zibba), che sta rappresentando le canzoni in chiave cubista attraverso la pittura. Così, ai testi e alle musiche di Zibba si accompagnano i disegni di Camilla, in un processo creativo senza schemi e in divenire.

IL TESTO

Vedo che ti diverti
Sulle coperte verdi
E come la mettiamo con i tuoi capelli

Vedi che sono sfatto
Non sento più se passa il tempo
Come se fosse tutto quanto un unico momento

E poi i cantanti sono tutti uguali
Coi nasi storti delle nostre madri
Che perdiamo i pezzi

Sperando che qualcuno apprezzi
E moriremo per mano
Lasciandoci dietro la strada, la noia

O moriremo per mano
Di qualche ubriaco stonato, che stona
E sarà sabato sera

A Roma farà freddo
E non ti dirò mai che te l’avevo detto
Che se fosse per me

Andrebbe bene così com’è
A me dove mi metti
E perchè non la smetti

Sono venuto solo non sono parenti sono i miei difetti
Siamo così ingombranti
Non so dove sedermi

Spalma la cioccolata sui miei occhi stanchi
Non voglio vedere se diventiamo grandi
Che le storie sono tutte uguali

A un certo punto perdono le ali
E noi restiamo pezzi
Chiamiamo un carrattrezzi
E moriremo per mano

Lasciandoci dietro la strada, la noia
O moriremo per mano
Di qualche ubriaco stonato, che stona

E sarà sabato sera
A Roma farà freddo
E non ti dirò mai che te l’avevo detto

Che se fosse per me
Andrebbe bene così com’è

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