FRED BRANCA: “ROMANTICO PUNK”, UN ALBUM INTENSO, ONIRICO E ALLETTANTE

Un caloroso saluto a tutti i nostri lettori, oggi vi presentiamo “Romantico punk”, album d’esordio da solista del polistrumentista, cantautore e produttore genovese Fred Branca (Federico Branca Bonelli). Il disco è stato prodotto il 15 ottobre del 2021, inciso dall’etichetta discografica Cane Nero Dischi e distribuito da Kobayashi Edizioni. “Romantico punk”, è composto da otto tracce sospese tra elettronica, pop e r’n’b, piene di saudade, disagio, ironia, romanticismo e beat. Il disco mette in luce le sofferenze, i dilemmi, le paure inglobate da ogni essere umano, tuttavia grazie ad esperienze personali del cantautore è possibile per noi ascoltatori fare tesoro di simili racconti e punti di vista soggettivi dell’autore. La chiave del successo per “Romantico punk” sta nel fatto che l’ascoltatore riesce a divertirsi e riflettere in maniera immediata e quasi automatica, Branca conquista soprattutto per i suoi testi pragmatici e intuitivi. Il primo brano “Come un animale”, si insinua immediatamente nella mente dell’ascoltatore con il suo testo diretto, volitivo e poetico. “Come un animale”, utilizza con parsimonia infusi di sonorità elettroniche, pop e r’n’b ottimamente ritmate: un synth strabiliante, un basso agevole, un Branca coscienzioso. “Come un animale” possiede un testo intimo, aperto a descrivere e trasmettere una profonda voglia di infinita libertà, di mollare tutto e partire, senza troppi giri di parole. Questo brano induce l’ascoltatore a respirare la voglia matta di incoscienza, di libertà e allegria incondizionata. Il secondo brano “Così leggero”, racconta di un amore che sembra vero, una tristezza che non si poteva immaginare e allo stesso tempo la leggerezza di vivere quello che viene, senza riflettere troppo alle conseguenze. Evaporare nell’aria, godersi il momento, accettazione, consapevolezza e la sensazione di non appartenere a nessun luogo e a nessun tempo. “Così leggero” è una traccia introspettiva, dove un amore infranto si scaglia su un base musicale tempestosa dalle tonalità elettropop e rock: chitarre mosse come una tempesta marina, un synth elettrizzante, percussioni volitive, un Branca ipnotico. Il terzo brano “Fellini”, risulta brillantemente nostalgico, malinconico e giudizioso. “Fellini” avvolge l’ascoltatore in una spirale di meditazione assoluta e un sound avvenente e fluttuante, con un ritmo lento e intrigante: un synth e un pianoforte celestiali, una batteria e un basso persuasivi, un Branco commovente e sincero. “Fellini”, comunica pathos esistenziale, dove emerge il meglio e il peggio di noi stessi. “Fellini” è anche un’affermazione di coerenza e solidità, un restare fedeli alla linea di sé stessi senza spostarsi nonostante le avversità, essere come un salice, dai rami flessibili dove ogni volta che la neve, tenta di accumularsi sui rami, minacciando di spezzare quest’ultimi, allora essi si flettono per liberarsi dal suo peso e riprendere immediatamente la posizione primitiva. Il quarto brano “Ballo come mi pare” proficuamente anticonformista accompagnato da matrici elettro blues, invita a pensare con la propria testa, iniziare ad ignorare anche un semplice ammonimento sociale come il ballare diversamente dalla massa è già un grande passo verso la libertà d’espressione e quella individuale. “Ballo come mi pare”, risulta intrigante e dal ritmo felpato, un 3 / 4 da mille e una notte: basso mastodontico, chitarre eccelse, synth ammiccante, un Branca liberatorio. Il quinto brano “Giorni strani”, risulta nostalgico, romantico e onirico: frequenze basse rasserenanti, chitarre leggiadre, un synth appassionante, batteria vellutata, un Branca sognante e profondo. Il sesto brano “Un temporale”, parla di un amore breve ma indimenticabile. Una sofferenza necessaria che porterà il sereno dopo la tempesta, regalare un pezzo di sé stessi, anche a costo di non ritrovarlo più. “Un temporale”, ci accarezza con il suo soft rock strepitoso e siderale. Il penultimo brano “Percussioni latine”, eleva l’ascoltatore con la sua ispirazione tecno-tribal, scritto dopo una serata strana, un compleanno andato storto. Dentro c’è poesia, sensualità, ci sono le prime luci dell’alba in uno scenario urbano di una città vuota. “Percussioni latine” è l’unico pezzo tecno-tribal che contiene un nasso magnetico, picchiettante, corposo e convulsivo al punto giusto. L’ultimo brano “Male come ti amavo” chiude anni di vita, ma guardando al futuro. La donna come salvezza per l’umanità, il rispetto per l’ambiente, una riflessione sull’amore ai tempi della tecnologia. “Male come ti amavo”, rilascia pure endorfine di sollievo e conforto sonoro, un eccellente pop folk elettronico: chitarre scintillanti, basso e batteria eccezionali, synth immaginifico, un Branca speranzoso e romantico. “Romantico punk”, è a tutti gli effetti un signor lavoro discografico, siamo riusciti a percepire anche le millimetriche sfumature che ci mostra la vita, Branca mostra buon cuore, ottime doti compositive, donando a sua volta testi diretti che non rasentano mai la banalità, a nostro avviso è un artista da tenere in grandissima considerazione, promosso a pieni voti, non vediamo l’ora di ascoltare anche nuovi dischi.

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